La prima sconfitta stagionale costa carissima a Francesco Di Gaetano. Il tecnico e il suo vice, Vincenzo Porretto, sono stati sollevati dall’incarico senza appello subito dopo il pesante KO rimediato sul campo dell’Avola. Una decisione drastica che certifica le altissime ambizioni del patron Luca Giovannone, che in estate non ha badato a spese pur di allestire una corazzata in grado di dare la caccia alla capolista Reggina.

La panchina biancoscudata è ora ufficialmente vacante e il massimo dirigente è già al lavoro per individuare la nuova guida tecnica. In cima alla lista dei desideri ci sono Giovanni Ferraro, reduce dall’esperienza sulla panchina della Scafatese, e Pietro Infantino, lo scorso anno alla guida del CastrumFavara. Entrambi i profili, attualmente svincolati, rappresentano soluzioni di spessore per una piazza che non può più permettersi passi falsi.

Il cammino della Nissa in questa stagione era iniziato con il piede sbagliato: l’eliminazione immediata dalla Coppa Italia di Serie D per mano dell’Igea Virtus (1-3). In campionato, invece, l’avvio era stato decisamente più promettente. Dopo il perentorio successo all’esordio contro la Vigor Lamezia al “D’Ippolito”, i biancoscudati avevano frenato a Licata (1-1), per poi riscattarsi prontamente alla terza giornata superando con un netto 2-0 un Trapani in evidente crisi, match suggellato da una magia balistica di Di Grazia.

Domenica, invece, il clamoroso blackout. Avanti di due reti e con la partita apparentemente in pugno, la squadra capitanata da Ciccio Agnello ha smarrito la via, deponendo le armi di fronte alla reazione d’orgoglio dell’Avola, capace di ribaltare il match fino al 4-2 finale.

Parlare di caos totale sarebbe ingeneroso e prematuro. La Nissa sta attraversando la classica “tempesta perfetta” che investe i club ambiziosi quando i risultati non riflettono immediatamente gli sforzi economici della società.

I numeri, d’altronde, fotografano una situazione tutt’altro che compromessa: la squadra occupa il quarto posto in classifica con 7 punti, in coabitazione con Vibonese e Igea Virtus. Il distacco dal Sambiase è di tre lunghezze, mentre la vetta – occupata da una Reggina finora perfetta – dista cinque punti. Un gap sulla carta (e solo sulla carta) colmabile, a patto che il nuovo tecnico riesca subito a ridare solidità e mentalità a un gruppo costruito per vincere sebbene sembri che la Reggina abbia un passo decisamente migliore da questo punto di vista. Se poi Magrassi e compagni domenica dovessero battere anche l’Igea Virtus la squadra di Marchionni potrebbe pensare tangibilmente a ripercorrere le gesta dell’epica Reggina che nel campionato di Serie C2 targato 1983/84 inanellò ben otto successi. In quella storica annata, la Reggina dominò il torneo partendo a razzo con otto successi di fila, che permisero agli amaranto di guidare la classifica dall’inizio alla fine e di vincere il campionato con 50 punti davanti alla Nocerina. L’imbattibilità e la marcia trionfale furono frenate solo da tre passi falsi in tutto il torneo (tra cui la sconfitta a Nocera Inferiore e i due ko contro il Licata di Zdeněk Zeman).


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