Reggina-Ragusa 5-2: Festival del gol e primato amaranto, ma la difesa fa tremare Marchionni

Una Reggina a due facce travolge il Ragusa con un tennistico 5-2, mantiene il primato in classifica a quota 23 punti (in coabitazione del Sambiase) e lancia un chiaro segnale al campionato. Se l’attacco della squadra di Marco Marchionni viaggia a ritmi da schiacciasassi, la nota stonata di giornata è rappresentata dalle troppe amnesie difensive: due gol incassati e sette reti complessive al passivo in stagione che costringeranno il tecnico a un profondo lavoro di revisione in vista della trasferta di Enna e non solo.

L’INEDITO 4-3-3 E LE DIFFICOLTÀ INIZIALI
In avvio, Marchionni rimescola le carte complici le assenze pesanti dell’infortunato Fazio e dello squalificato Reis. Tra i pali c’è la novità Piras (preferito a Lagonigro), mentre a centrocampo si opta per un baricentro decisamente avanzato. Il tridente Guida–Alma–Magrassi è supportato sulla mediana da Acquadro, Rossetti e Abonckelet. Dall’altra parte, il Ragusa – guidato in panchina dal vice De Clemente a causa della squalifica di Bianco – si presenta ultra-abbottonato, applicando marcature preventive ferree su ogni pallone vagante.

La partita si fa subito ruvida ed esteticamente “sporca”. Dopo appena quindici minuti, i padroni di casa perdono Alma per infortunio; al suo posto entra Rotulo sulla corsia sinistra. Al 22’ l’episodio che sblocca il match: Michele Guida recupera una palla sanguinosa sulla trequarti azzurra e trafigge il portiere ospite per l’1-0. La gioia amaranto, però, dura appena 120 secondi. Al 24’, Sinatra sfonda la retroguardia locale e serve a Golfo il più facile dei tap-in: 1-1 e difesa della Reggina colpevolmente immobile. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa Alberto Acquadro al 30’, disegnando una punizione perfetta che si insacca sotto l’incrocio dei pali per il 2-1. Nonostante il vantaggio, la Reggina chiude la prima frazione apparendo sfilacciata, lunga e incapace di esprimere una manovra fluida.

LA SVOLTA TATTICA NELLA RIPRESA
Negli spogliatoi Marchionni ridisegna la squadra: fuori l’ammonito Rossetti, dentro Baggi e passaggio immediato al più collaudato 3-5-2, con Toscano e lo stesso Baggi larghi a fare i quinti di centrocampo. La mossa si rivela vincente dopo soli due minuti di gioco. Al 47′ Baggi salta tre avversari sulla fascia destra e scodella al centro per Guida, che firma la sua doppietta personale con un tocco morbido per il 3-1.

Al 60’ la strada si fa ulteriormente in discesa per la capolista: Pedro Torres rimedia il secondo cartellino giallo e lascia il Ragusa in dieci uomini. Con la superiorità numerica la Reggina dilaga: al 70’ il neo-entrato Franchini (subentrato ad Acquadro) sigla il 4-1. I siciliani dimostrano comunque orgoglio e al 76’ accorciano le distanze sul 4-2 grazie a una splendida conclusione a giro di Capone, favorita dall’ennesimo svarione della retroguardia di casa. Tre minuti più tardi (79’), ci pensa Rosario Girasole a chiudere definitivamente i conti, svettando imperiosamente su azione d’angolo per il definitivo 5-2.

CORSA AL VERTICE E PROSSIMO TURNO
Nel finale c’è spazio solo per l’accademia amaranto, che sfiora il sesto gol a più riprese con Laaribi, Magrassi, Porcino e Rotulo, pur rischiando ancora sulla clamorosa traversa colpita dal ragusano Accetta.

I tre punti consentono alla Reggina di guardare tutti dall’alto a quota 23, allungando a +2 sulla Vibonese (vittoriosa contro il Milazzo) e sebbene in coabitazione del Sambiase che vince sul campo dell’Igea Virtus. Domenica prossima sul campo dell’Enna l’obiettivo sarà chiaro: vincere, ma soprattutto convincere, blindando una difesa apparsa fin troppo distratta in queste ultime uscite.

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