Per quanto riguarda i difensori, diciamo subito che, trattandosi di una carrellata dedicata prevalentemente, se non quasi esclusivamente, ai calciatori del passato, ci riferiamo ai ruoli dello schieramento con la marcatura a uomo che veniva adottata almeno fino agli anni ottanta in Italia. Per cui faremo riferimento:
- Al difensore classico, numero 2;
- Al terzino fluidificante, numero 3;
- Allo stopper, numero 5;
- Al libero, numero 6.
Come già scritto in occasione del pezzo a lui dedicato, Alberto Gatto (1.10.1931 –25.9.1976) ha rivestito tutti i ruoli in difesa. Con 361 partite di campionato e 48 gol (senza contare le partite di Coppa Italia od altro) è al vertice della classifica delle presenze dei calciatori della Reggina, ininterrottamente dal 1952 al 1966.
Anche Simone Giacchetta (28.7.1969) ha rivestito, con la maglia amaranto, diversi ruoli in difesa, in un periodo di tempo che potremmo definire di transizione per quanto riguarda il sistema di gioco. Giacchetta, infatti, era arrivato a Reggio Calabria nel novembre del 1991 proveniente dal Taranto dove aveva disputato due campionati schierato da attaccante. Ma non dimentichiamo il suo esordio con la maglia del Napoli di Maradona, il 9 ottobre 1988, quando questo giovane di diciannove anni viene schierato in campo al 54’ al posto di Crippa, e segnerà al 90’ il gol che consentirà al Napoli di Ottavio Bianchi di sconfiggere l’Atalanta di Emiliano Mondonico. Il giorno dopo tutta l’Italia calcistica parlava di questo giovane attaccante.

Giacchetta viene schierato in difesa da Enzo Ferrari il quale, nei due anni trascorsi in panchina a Reggio Calabria, vale a dire il 1992 – 93 e il 1993 – 94 di Serie C1, ne riesce ad intuire le capacità, paragonandolo – con le dovute proporzioni – a Mauro Tassotti.
Simone Giacchetta si trova al secondo posto della speciale classifica delle presenze amaranto di tutti i tempi, con 276 incontri di campionato e 16 gol, e 17 presenze di Coppa Italia professionisti (senza contare, quindi, quella Semipro): siamo intorno, quindi, alle 300 presenze con la Reggina.
Maurizio Poli (14.1.1964) rappresenta il calciatore simbolo della Reggina degli anni novanta, quella che è riuscita a raggiungere la Serie A partendo dalla Serie C. Poli è arrivato a Reggio Calabria nell’estate del 1990, e proveniva dal Cagliari dove aveva disputato un ottimo campionato di Serie B, avendo come allenatore Claudio Ranieri. Si inserisce subito nella Reggina di Serie B 1990 – 91 che vede in panchina prima Aldo Cerantola, poi Ciccio Graziani, e infine ancora Cerantola, ma che purtroppo retrocede in Serie C1.
Poli si schierava fondamentalmente sulla fascia sinistra, e alla fine potremmo definirlo un terzino fluidificante “evoluto” perché sovente partecipava alla costruzione del gioco a centrocampo, ma anche alle fasi di attacco. In ogni caso, usciva sempre con la maglietta sudata dal campo: è questo che lo ha fatto amare dai tifosi amaranto. I numeri di Poli parlano di 272 incontri di campionato e 6 gol, più altre 14 presenze in Coppa Italia professionisti, per cui se consideriamo anche gli incontri di Coppa Italia Semipro, arriviamo anche per lui intorno alle 300 presenze con la maglia amaranto.

Per Poli, anche un simpatico ricordo dal valore statistico: ha esordito in Serie A con la maglia della Reggina a quasi 36 anni di età, nell’incontro disputato a Torino contro la Juventus, in quella che fu la prima partita della Reggina nella massima serie, il 29 agosto del 1999: un premio alla carriera.
E poi c’è Antonino Barillà (1.4.1988) che proprio amarcord non possiamo definirlo, dal momento che ha giocato fino allo scorso campionato, quindi fino a qualche mese fa. Di Barillà scriveremo con maggiore dettaglio prossimamente: qui solamente evidenziamo che anche lui si trova ai vertici della classifica delle presenze con la maglia della Reggina, forte di 247 presenze in campionato con 36 gol; considerando anche gli incontri di Coppa Italia, il suo totale complessivo si aggira intorno alle 260 presenze, collocandolo al quarto posto assoluto.
Anche di Antonio Bumbaca abbiamo già scritto. Un difensore vecchio stampo, ma che spesso anche lui si spingeva in attacco, quasi prefigurando il ruolo di terzino fluidificante che verrà definitivamente consacrato da Rosario Sbano qualche anno dopo. Bumbaca è al 6° posto assoluto delle presenze amaranto con 222 partite disputate e 13 gol realizzati.
Luciano Gallusi (4.2.1938 – 28.8.2017) era il classico stopper che doveva annullare il centravanti avversario. Arrivato giovanissimo a Reggio Calabria dalla provincia mantovana, è rimasto nella nostra città per otto campionati, da quello 1958 – 59 di Serie C fino al primo, storico campionato di Serie B 1965 – 66, nel quale è sceso in campo 5 volte, oltre all’unico incontro di Coppa Italia contro il Messina.

Le statistiche per Gallusi, quindi, parlano di 221 incontri tra Campionato e Coppa Italia, e un solo gol. Ma il suo mestiere era quello di impedire al centravanti avversario di segnare, come fece quel pomeriggio del 23 febbraio del 1961 quando, in occasione dell’amichevole Reggina – Juventus, si occupò di marcare John Charles (il gigante buono) senza che questi sia riuscito a segnare.
Pure Daniel Adejo (7.8.1989) ha giocato fino a qualche mese fa, quindi è difficile parlare di ricordi. Tuttavia possiamo tranquillamente scrivere del suo arrivo a Reggio Calabria, giovanissimo, nell’estate del 2007. Fa il suo esordio in prima squadra nel campionato successivo, il 1° marzo del 2009, Reggina – Fiorentina 1 – 1. Adejo è rimasto a Reggio Calabria fino al 2014, per poi ritornarci dieci anni dopo, nel gennaio del 2024, a testimonianza di un legame che non si è mai interrotto. Le sue cifre statistiche parlano di 215 presenze e 4 gol.
Gian Carlo Olivotto (20.5.1955) ha rappresentato il classico difensore numero 2 sulle spalle, a marcare l’attaccante avversario sulla fascia. Olivotto è stato un ottimo difensore, e la sua carriera lo testimonia: è stato acquistato dalla Reggina nel 1975, e ha disputato con la maglia amaranto ben sette campionati, totalizzando oltre 200 presenze tra Campionato (195) e Coppa Italia. Nel suo palmares, anche tre campionati di Serie B con la maglia del Pescara, con allenatori Tom Rosati ed Enrico Catuzzi.
Ci sarebbero ancora tanti altri difensori di cui scrivere, tra cui Giorgio Oblach (27.6.1930 – 14.3.2022) che ha disputato 170 incontri con la maglia della Reggina tra il 1955 e il 1962, e che poi è rimasto in società come istruttore del settore giovanile.
Tra gli stopper, vogliamo ricordare certamente Ivan Franceschini (7.12.1976) che in cinque campionati con la Reggina ha vestito la maglia amaranto, tra il 2001 e il 2006, per 157 volte in campionato segnando 5 reti, oltre 14 presenze in Coppa Italia, per un totale di 171 partite disputate.
Nel ruolo di libero, in cui il calciatore deve possedere ottima tecnica e spiccata personalità, la Reggina ha avuto degli ottimi interpreti.
Partiamo da Antonio Buccione (26.8.1940 – 9.7.2018), elegantissimo nella sua azione difensiva, ha vestito la maglia amaranto per tre campionati in Serie C tra i 1959 e il 1962, totalizzando 93 presenze e un gol. In seguito Buccione ha giocato anche in Serie A con il Bari, a conferma delle sue elevate capacità.
Nedo Sonetti (25.2.1941) con le sue 146 presenze complessive con la maglia della Reggina, tra campionato di Serie B e Coppa Italia, e 3 gol all’attivo, ha rappresentato la sicurezza in difesa della squadra degli anni sessanta e dei primi anni settanta. Un leader anche dal punto di vista umano, che poi ha intrapreso una importante carriera di allenatore.

Nell’estate del 1974 arrivava a Reggio Calabria Lorenzo Balestro (23.6.1954), che proveniva dalla Primavera della Juventus e veniva descritto come il nuovo Scirea. Effettivamente si era presentato al “Comunale” come un calciatore elegante ed efficace in fase difensiva, non sbagliando un intervento. Problemi di salute ne hanno condizionato il rendimento a Reggio Calabria, dove comunque ha lasciato un ottimo ricordo, con una sessantina di presenze tra campionato e Coppa Italia Semipro. La sua carriera è proseguita al Bari in Serie B.
Concludiamo con Matteo Spinelli (22.2.1949 – 27.5.2018). Anche lui era arrivato a Reggio Calabria nell’estate del 1974, che fu il momento della rifondazione dello spogliatoio della Reggina dopo la retrocessione in Serie C. Spinelli arrivò come difensore, ma poi venne adattato a libero visto anche le difficoltà di Balestro. Rimane a Reggio Calabria per cinque campionati, totalizzando 155 presenze in campionato, oltre a quelle in Coppa Italia, e segnando anche un gol
Pubblicità |






Rispondi