Ad oggi manca un portiere d’esperienza, un difensore arcigno, un centrocampista “cattivo” e uno o due attaccanti da almeno quindici gol a stagione ciascuno

La Reggina non può non giocare a carte scoperte: l’obiettivo dichiarato è la vittoria del campionato, ma per centrarlo la rosa ha bisogno di innesti mirati in ogni reparto. Ad oggi, la squadra guidata da Marco Marchionni è un’ottima macchina a cui mancano però i bulloni decisivi. Identikit precisi: un portiere affidabile, un difensore centrale di personalità, un mediano di rottura e, soprattutto, un bomber da quindici gol a stagione. Il mercato entra nei dieci giorni finali e il DS Giancarlo Romairone non può permettersi passi falsi.
Difesa: centimetri ed esperienza cercasi
Il pacchetto arretrato può già contare sulla solidità e sulla maturità tattica di Domenico Girasole e Lancini. Un’ottima base, che però deve fare i conti con una linea verde ancora acerba, composta dai giovanissimi Runza (2007) e Fazio (2008), oltre a quel Rosario Girasole (2006) che lo scorso anno ha vissuto stagioni alterne in maglia amaranto. Un jolly prezioso è l’over Federico Baggi, elemento duttile capace di giostrare sia da terzino che da interno di centrocampo o braccetto destro di una difesa a tre. Troppo poco, però, per blindare la porta. Ecco perché Romairone sta stringendo i tempi per il 33enne Luigi Silvestri, difensore arcigno in uscita dall’Union Brescia (con un passato importante a Cesena, Trapani e Siena). L’ostacolo principale resta l’ingaggio: cifre pesanti, quasi fuori categoria per la Serie D, ma necessarie per fare il salto di qualità.
Centrocampo: manca il “poliziotto” della mediana
In mezzo al campo le opzioni non mancano e la qualità è alta. Mister Marchionni ha a disposizione la fantasia di Rotulo, la sostanza di Abonckelet, il dinamismo di Franchini e Porcino, oltre alla visione di gioco di Acquadro e alla duttilità di Laaribi davanti alla difesa. Cosa manca? Un vero “picchiatore“, un giocatore di rottura che permetta di far rifiatare i titolari e alzare il muro nei momenti caldi della partita. Nelle ultime ore, il Team Raiola avrebbe proposto a Romairone un profilo interessante: un giovane classe 2007 della Primavera della Sampdoria, dotato proprio di quella fisicità cattiva che serve in quarta serie.
Attacco: a caccia del vero re del gol
Davanti il tandem composto da Reis e Guida con Alma che scalpita, garantisce velocità, estro e imprevedibilità. Entrambi sono calciatori di assoluto livello, ma sono seconde punte naturali, non gli arieti d’area di rigore necessari per scardinare le difese chiuse della Serie D. Sfumati gli obiettivi Maggio e Volpicelli (rimasti alla Scafatese) e quasi archiviata la pista Comi (Pro Vercelli), il mirino è puntato con decisione su Cosimo Patierno, ormai in rotta di collisione con l’Avellino. La trattativa è complessa e legata a un nodo contrattuale economico non indifferente, dove nessuna delle parti vuole rimetterci. Peccato che la sua destinazione sia molto probabilmente Latina oppure Monopoli dove lo stanno aspettando a braccia aperte. Più fredda la pista Salvatore Molinaro della Scafatese: blindato dal presidente Romano, il profilo non convince a pieno come reale finalizzatore. Meglio aspettare l’occasione giusta in questi ultimi giorni di mercato.

Il nodo portiere e la gestione degli Under
La questione più delicata riguarda la porta. Con Antonio Lagonigro (classe 2006) unico contrattualizzato – reduce da un’annata con troppi alti e bassi – la Reggina ha bisogno di certezze. È ormai vicinissimo l’accordo per Lorenzo Madia, reattivo classe 2007 della Primavera del Catanzaro. Con il taglio di Piras e Blazevic, le gerarchie sembrano chiare: Madia si candida a maglia da titolare anche in ottica della regola dei giovani obbligatori, mentre la società dovrà necessariamente tesserare un altro portiere per completare numericamente il reparto.
Il countdown del mercato è iniziato. La Serie D, d’altronde, ha le sue regole scritte: non si vince con i nomi o con il blasone ma con la concretezza, la fame e una determinazione d’acciaio. La Reggina lo sa, ora la parola passa agli ultimi colpi di Romairone chiamato a non commettere gli stessi errori di Spezia. A buon intenditor…






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