Pasquale Babuscia nasce a Reggio Calabria, al rione Ferrovieri quindi vicino allo Stadio Comunale, il 30 ottobre del 1955.
La sua è una famiglia dove i fratelli sono tutti appassionati di calcio, e d’altronde la vicinanza con lo Stadio favorisce ai ragazzi del posto la pratica sportiva. Pasquale è fratello di Salvatore, che nella sua carriera ha disputato un incontro di Serie B con la maglia della Reggina, di Umberto, attuale presidente dell’ASD Stadio, e di Aldo.

Cresce tra le formazioni giovanili della Reggina, poi comincia a giocare in Promozione con il Locri e la Palmese.
È un ottimo centrocampista d’attacco, di grande tecnica e velocità, si trova bene anche sulla fascia.
Nell’estate del 1976 viene ingaggiato dalla Gioiese, di cui diventerà negli anni un calciatore simbolo, dal momento che resterà con la maglia viola per cinque stagioni, disputando circa 150 incontri tra campionato e Coppa Italia, con una trentina di reti.
Già nel 1976 a Gioia Tauro c’era il fratello Salvatore, il quale una volta appese le scarpe al chiodo, allenerà poi la squadra viola.
Il primo campionato di Pasquale Babuscia con la Gioiese coincide purtroppo con la retrocessione della squadra pianigiana in Promozione, nonostante in squadra ci sia gente come Luciano Poppi, che anche se al termine della carriera è un lusso per la categoria, e Arturo Campagna, talento calcistico reggino. Babuscia disputa 29 gare realizzando 4 reti, una delle quali molto importante poiché contribuisce al successo esterno nel recupero sul campo del Paternò: la partita finì 2 – 0, e il risultato aveva fatto sperare nella salvezza, poi svanita sul finire della stagione.

Nel campionato di Promozione 1977 – 78 la Gioiese di mister Mercuri chiude al terzo posto e Babuscia disputa 23 gare, condite da 7 reti tutte molto importanti, specie quelle realizzate alla Rosarnese. All’ andata, in trasferta siglò all’87’ il definitivo 2 – 0, mentre al ritorno, sul neutro di Polistena, al 6′ firmò il 2-0. L’incontro poi terminò con il risultato di 2 a 1.
La stagione 1978 – 79 fu condizionata dal servizio militare. Babuscia viene assegnato a Messina, così almeno è aggregato alla Provinciale che quell’anno disputa il campionato di Promozione. Qui conosce alcuni suoi futuri compagni di squadra quali Aricò e Polizzo, oltre a Laganà che dopo alcuni anni venne ad indossare anch’egli la casacca viola.
Nonostante un impiego ridotto, Babuscia mise a segno 5 reti nelle 17 gare disputate, decidendo con una doppietta la gara con la Paolana (2-1), e con una zampata il match col Roccella (1-0).
Terminata la naja, e ritornato a Gioia Tauro, Babuscia nel 1979 – 80 vince il campionato di Promozione, sotto la guida di mister Arfuso. Dopo aver risolto il derby di coppa Italia con la Vibonese, realizzò 5 reti in 25 gare, tutte decisive.
Nel campionato di Serie D 1980 – 81, inizialmente ancora sotto la guida di Arfuso, e con Pavoni poi, disputò 31 gare, contribuendo all’ottimo quarto posto finale della squadra con 40 punti, insieme ad Acireale e Nissa. Il portiere della Gioiese quell’anno era Ernani Ritrovato. Nel campionato Interregionale 1981 – 82, anno del salto tra i professionisti, con Franco Scoglio in panchina, Babuscia fu il calciatore dal rendimento più elevato, per il quale il mister aveva una grande considerazione. Prese parte ad 11 gare di Coppa Italia, segnando una rete contro il Canicattì, mentre in campionato disputò 29 gare, realizzando 6 importantissime reti, quasi tutte decisive. Con lui, quell’anno, in formazione Agostino Rosaclerio e Michele Sorace.

In particolare risolse il derby col Crotone col suo gol al 3′ (1 – 0), firmò il prezioso successo sul campo della Vigor Lamezia (2 – 1), il derby casalingo col Castrovillari al 37′ (1 – 0), e andò a segno anche con l’Angri, nell’incontro di ritorno con la Vigor Lamezia, e col Corigliano.

Fu davvero una stagione strepitosa la sua, tanto che l’anno seguente fu fortemente voluto da mister Scoglio, che se lo portò alla Reggina in Serie C1, insieme al forte difensore Geria, altro grande protagonista di quella fantastica stagione.
L’impatto di Babuscia con la Reggina di Franco Scoglio in Serie C2 nel campionato 1982 – 83 è molto positivo. Prende parte al doppio confronto contro il Messina per la Coppa Italia Semipro, scendendo in campo al “Comunale” in notturna nella partita di andata del 22 agosto del 1982, che si conclude con il più classico dei punteggi e segna il gol del 2 a 0. Tra i giallorossi peloritani, allenati da Alfredo Ballarò, reggino purosangue, un giovane Totò Schillaci; è in campo con la maglia del Messina anche Paolo Crucitti; è in formazione anche nell’incontro di ritorno al “Celeste” il 1° settembre del 1982, nella partita in cui Totò Schillaci segnerà il suo primo gol ufficiale con la maglia del Messina.
Alla prima di campionato, il 19 settembre successivo, fa il suo esordio in campionato subentrando a Rocco Cotroneo.
Poi scompare dai radar. Non scende più in campo.
Alla fine del campionato ritorna a giocare nei campionati dilettanti.
Lo ricordiamo nel Lazzaro, tra le fila del Bar Amaranto, e infine con la maglia dell’Audax Ravagnese, quella forte squadra che, sul finire degli anni ottanta, ha sfornato numerosi calciatori che hanno avuto carriere importanti, e ci viene in mente – tra gli altri – Antonino Praticò, di cui scriveremo presto.
Appese le scarpe al chiodo, Pasquale Babuscia, pur continuando a divertirsi a giocare con gli amici anche per mantenersi in forma, diventa un apprezzato impiegato dell’Amministrazione pubblica.






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