È servito tempo, anzi tantissimo tempo. Una trattativa complessa, dura, sfinente e condotta a ritmi esasperatamente lenti. Alla fine, però, il traguardo è stato tagliato. Tutto fatto? Nemmeno per sogno. La tifoseria amaranto incrocia le dita e si augura che questo parto infinito non abbia generato il classico, inutile topolino, ma un progetto all’altezza del blasone e della storia ultracentenaria della Reggina. Perché a Reggio Calabria il calcio non è mai stato un semplice gioco: è identità, appartenenza, orgoglio e dignità. Adesso, quindi, viene il bello.

Anche le istituzioni hanno voluto sottolineare la storicità del momento. Il neo Sindaco di Reggio Calabria (e coordinatore regionale di Forza Italia, non dimentichiamolo), Francesco Cannizzaro, ha rotto gli indugi via social esclamando: “Habemus Rhegium. Reggio Calabria torna a guardare al futuro con rinnovato entusiasmo e con l’ambizione che la sua storia merita”.

Il fantasma delle contestazioni e il nodo multiproprietà

L’arrivo di Claudio Lotito — figura da sempre divisa da un rapporto conflittuale e logorante con la tifoseria biancoceleste della Lazio — porta con sé responsabilità enormi. Il patron si carica sulle spalle un club ancora incredibilmente appetibile, nonostante il fallimento totale, sportivo e gestionale, degli ultimi tre interminabili anni sotto la guida dell’ormai ex patron Antonino Ballarino. Che l’appeal del marchio amaranto fosse intatto lo testimoniano i lunghi assalti passati dell’imprenditore italoamericano Matt Rizzetta.

Il popolo amaranto ha fame: vuole e deve vincere, senza se e senza ma. Solo il tempo dirà come verrà gestita la controversa e calda questione della “multiproprietà”. I regolamenti federali della FIGC parlano chiaro: le doppie proprietà non sono ammesse nel calcio professionistico. Le notti torride dei tifosi resteranno agitate da questo spettro, ma l’ostacolo diventerà concreto soltanto in caso di promozione.

Un solo imperativo: fuggire dalla Serie D

Oggi le priorità sono altre. È il momento di programmare, blindare la società e aggredire il quarto anno consecutivo in Serie D. La nuova Reggina targata Lotito ha l’obbligo categorico di stravincere questo campionato. Sarà un cammino difficile, duro ed estenuante in campi caldi e polverosi, ma la piazza non accetterà scuse: Reggio pretende il ritorno immediato nel calcio che conta.

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