In questa puntata di Amarcord sotto l’ombrellone vogliamo ricordare Francesco (Franco) Scoglio, indimenticato allenatore di calcio, la cui attività professionale costituisce un pezzo di storia della Reggina ma anche di Reggio Calabria.
Si è scritto tanto su di lui, per cui riteniamo che non sia il caso di riproporre l’aneddotica che lo riguarda, le sue frasi celebri, i suoi successi, le sue cadute.
Ci vogliamo soffermare, invece, soprattutto sul primo periodo dell’attività professionale di Scoglio, che lo vede operare nella nostra città, e comunque in squadre “minori”, prima di spiccare il volo nel calcio professionistico nazionale ed internazionale.
C’è intanto da ricordare, agli inizi degli anni settanta, il Franco Scoglio professore di Educazione Fisica: all’inizio all’Istituto Tecnico Agrario di Palmi, poi all’Istituto Tecnico Industriale “Panella” e poi anche all’Istituto Tecnico Commerciale “Piria” a Reggio Calabria.
Contemporaneamente riveste l’incarico di preparatore atletico della Reggina, si occupa delle squadre giovanili e della formazione Primavera, già nel campionato 1969 – 70, quindi a soli 28 anni.

Nell’estate del 1971 gli viene affidata la guida della Gioiese in Promozione, squadra che condurrà alla vittoria del campionato 1971 – 72 con promozione in Serie D.

Nel 1972 – 73 è di nuovo a Reggio Calabria per collaborare con mister Guido Mazzetti.

In città si parla con attenzione e rispetto di questo professore che applica idee nuove e rivoluzionarie nella preparazione atletica dei calciatori.
A tal proposito abbiamo da raccontare una testimonianza che ci viene da Dino Neto: “…a quei tempi ci ha portato a Calamizzi per vedere le nostre capacità calcistiche e dopo io, Sacchetti, Merenda e Torino (calciatori della Matteotti n.d.a.) abbiamo fatto il provino durante un’amichevole della Gioiese allenata da lui contro il Gallina allo stadio Granillo…”. Roba che se lo racconti oggi non ti credono.
Il campionato 1973 – 74 lo vede nuovamente sulla panchina della Gioiese, sempre in Serie D. La Gioiese più forte di tutti i tempi, che in formazione ha gente come Francesco Scoppa, Domenico (Mimmo) Mannino, Giuseppe (Pino) Sorace e Arturo Campagna, tutti e quattro – in momenti diversi – calciatori della Reggina. La Gioiese si piazza al 2° posto, dietro al Messina che viene promosso in Serie C.
E proprio sulla panchina del Messina in Serie C 1974 – 75 si siede il professore Scoglio. Durante la stagione Scoglio viene allontanato alla 10° giornata, al suo posto solamente per l’11° giornata siede Luigi Moschella, poi dalla 12° alla 18° in panchina ci va Leandro Remondini; ma, poi, alla fine, dalla 19° giornata, Scoglio viene richiamato e conclude il campionato.
Durante questo campionato di Serie C 1974 – 75, alla guida del Messina, incrocia la Reggina per ben quattro volte.
Una prima volta in occasione dell’incontro di andata di Coppa Italia Semipro disputatosi il 1° settembre 1974 al “Comunale” di Reggio Calabria e conclusosi con il risultato di 2 a 1 a favore egli amaranto.
Una seconda volta nell’incontro di ritorno disputatosi al “Celeste” l’11 settembre successivo e sospeso al 74’ sul risultato di 2 – 0 a favore del Messina, perché la Reggina era rimasta in soli sei uomini in campo, tra espulsioni e infortuni.
La terza occasione si verifica il 27 ottobre del 1974, alla 7° giornata di campionato, quando il Messina sconfiggerà la Reggina per 1 a 0 grazie ad una magistrale punizione al 77’ di Ezio Musa, talentuoso calciatore acquistato dall’Arezzo qualche giorno prima.
La quarta volta sarà l’incontro di ritorno disputatosi al “Celeste” il 23 marzo del 1975, che si concluderà con la vittoria dei giallorossi per 2 a 1 grazie ad una doppietta di Rosario Castronovo.
Scoglio ritorna ad allenare la Gioiese una terza volta nel campionato di Serie D 1975 – 76, che conclude al 7° posto.
Nell’estate del 1976 va ad allenare ad Acireale, sempre in Serie D. In rosa ha Claudio Del Fabbro e Francesco Scoppa. Alla fine del campionato la squadra siciliana si piazzerà al sesto posto in classifica.
Nel 1977 avviene il primo “grande” salto al nord: Scoglio va a rivestire il ruolo di Direttore Sportivo e allenatore in 2° dello Spezia, il cui tecnico è Nedo Sonetti, colonna della difesa amaranto per lunghi anni. Si porta dietro Diego Spinella, che concluderà quel campionato con 32 incontri e 8 gol.

Ritorna a Reggio Calabria e prende il posto di Roberto Balestri che aveva cominciato il campionato di Serie C1 1978 – 79, e che poi era stato esonerato. Anche Scoglio, tuttavia, verrà rimosso dalla panchina, e il campionato verrà portato a termine da Rosario Sbano.
Scoglio torna ad allenare la Gioiese, per la quarta volta, nel campionato di Serie D Interregionale 1981 – 82, e con una rosa che presenta calciatori come Franco Polizzo, Agostino Rosaclerio, Giuseppe Geria, Gianni Scigliano e Michele Sorace, vince il campionato conquistando un’altra promozione.

L’anno successivo torna a sedersi sulla panchina della Reggina, e porta con sé nella rosa Pasquale Babuscia e Giuseppe Geria. Viene esonerato a febbraio del 1983, e il suo posto verrà preso nuovamente da Rosario Sbano.
Da quest’ultima esperienza Scoglio non lavorerà più con la Reggina. Inizia invece il meraviglioso periodo a Messina con Totò Schillaci, e incrocia la Reggina solamente nel campionato di Serie C1 1984 – 85: l’incontro di andata finisce 1 a 0 per i giallorossi con gol di Catalano su rigore al 6’, mentre quello di ritorno è il celebre 2 a 1 con i gol in tre minuti, in successione, prima di Saviano su rigore al 41’, poi il pareggio di Catalano un minuto dopo, e il definitivo 2 a 1 di Tavola un altro minuto dopo ancora, su tiro al volo.
E poi arriva la chiamata al Genoa.
Proprio con i rossoblù liguri viene a Reggio Calabria il 5 febbraio del 1989: quella domenica pomeriggio si disputava l’incontro di Serie B fra Reggina e Genoa, valevole per la 2^ giornata del girone di ritorno. Io ero in Tribuna coperta. All’ingresso delle squadre, Scoglio si avviava piuttosto pensieroso verso la panchina, senza che nessuno lo applaudisse. Mi sembrava una trascuranza ingenerosa, visto il suo passato a Reggio Calabria, così mi alzai e gli gridai un saluto affettuoso, non ricordo di preciso cosa gli dissi, ma era pressappoco: “Grande Mister Scoglio!” e lui rispose al mio saluto agitando sorridente il braccio, ma fu così che anche molti altri tifosi della Tribuna gli batterono a quel punto le mani, stimolati dal mio saluto.
Da qui la carriera di Scoglio diventa importante, con panchine di squadre prestigiose.
Incrocia, tuttavia, ancora una ultima volta la Reggina il 29 marzo del 1997. Si gioca a Reggio Calabria un Reggina – Cosenza che si conclude con il risultato di 1 a 0 grazie al rigore di Davide Dionigi al 73’, il quale poi farà il celebre aeroplanino proprio davanti alla panchina rossoblù in polemica con il tecnico eoliano che non lo aveva visto bene l’anno precedente al Torino.
Il 20 luglio del 2020 si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione di Via Franco Scoglio.
Nel giugno del 2016 ero stato nominato Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Reggio Calabria. D’accordo con il Sindaco Falcomatà avevamo indetto un sondaggio per avere indicazioni sulle intitolazioni delle strade adiacenti allo Stadio “Granillo”. Ovviamente dal sondaggio era scaturito, assieme agli altri, il nome di Franco Scoglio. Poi avevo contattato Pino Scopelliti, che di Scoglio fu per lunghi anni stretto collaboratore tecnico ma soprattutto amico fraterno, ed insieme avevamo organizzato l’evento, al quale avevano partecipato anche altri fedelissimi quali Pasquale e Umberto Babuscia.

Un doveroso riconoscimento verso un uomo di sport che ha segnato la storia di Reggio Calabria e della Reggina.






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