La trattativa che avrebbe dovuto tingere la Reggina a “stelle e strisce” si è arenata definitivamente. Un naufragio causato da motivi meramente amministrativi: le cronache parlano chiaro e raccontano della mancata presentazione dei libri contabili da parte di Antonino Ballarino al fondo americano presieduto da Matt Rizzetta. Quest’ultimo è stato costretto a un notevole passo indietro, accompagnato da mal di pancia e delusioni facilmente comprensibili. Un imprevisto che ha portato alla rottura di un dialogo che l’intera piazza oramai auspicava e che sembrava, a tutti gli effetti, “cosa fatta“.

Nonostante la trattativa con gli americani potrebbe trascinarsi in un tiramolla infinito e sterile, lo scenario si arricchisce di un nuovo asse. Una cordata di imprenditori romani capeggiata da Claudio Lotito – attuale presidente della Lazio, senatore e fiero rivendicatore delle proprie origini calabresi – avrebbe manifestato l’intenzione di acquisire l’intero pacchetto azionario del sodalizio amaranto.

Una soluzione che il neo sindaco di Reggio Calabria aveva già paventato durante una campagna elettorale che lo ha visto giganteggiare contro il nulla. Ma è davvero questo il “nuovo che avanza“? Non proprio. Assistiamo piuttosto al solito schema: se ieri Ballarino aveva ottenuto la Reggina attraverso l’interessamento del centro-sinistra, oggi Lotito si candida a prendersela grazie al “paracadute politico” del centro-destra guidato da Francesco Cannizzaro (amico e collega in Forza Italia di Lotito).

Oggi non possiamo sapere se i soggetti in ballo abbiano la reale forza economica per riportare la squadra in Serie A nel giro di cinque anni (il minimo sindacale richiesto, sia chiaro a tutti). Nel frattempo, l’auspicio è uno solo: evitare che tra pochi mesi i tifosi amaranto si ritrovino, per l’ennesima volta, a punto e daccapo. A buon intenditor, poche parole. Il tempo dei giochi è scaduto. La Reggina è una cosa seria, se lo ricordino bene sia gli americani che i politici reggini e non

Una risposta a “La Reggina è una cosa seria, se lo ricordino tutti!”

  1. Intanto accontentiamoci di poter stravincere sto beendetto campionato di D e se possibile puntare alla B in un triennio, per la A mi sembra che non ci sono le condizioni straordinarie e forse irripetibili che erano presenti un trentennio fa per puro caso. La B pero’ dovrebbe essere la nostra dimora usuale

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