Oggi per il nostro Amarcord sotto l’ombrellone vogliamo raccontare di Erminio Bercarich, un calciatore della Reggina che in riva allo Stretto è diventato leggenda e che appartiene a pieno titolo alla storia del calcio amaranto, dal momento che è colui il quale ha segnato più gol in assoluto fra tutti i calciatori della Reggina, ben 75 reti. Si tratta, molto probabilmente, di un record difficilmente raggiungibile, se si tiene conto che al secondo posto troviamo – a pari merito – altri due calciatori che hanno lasciato un segno importante nel calcio reggino, e parliamo di Alberto Gatto e Francesco Cozza, che nel corso della loro militanza con la maglia amaranto hanno segnato “solamente” 48 gol (parliamo sempre di incontri di campionato).

Bercarich appartiene anche alla storia della città di Reggio Calabria, che per questi suoi meriti sportivi gli ha intitolato una strada, precisamente quella che lambisce lo Stadio Comunale “Oreste Granillo” dal lato della Tribuna Ovest, strada che una volta si chiamava Via Stadio a Valle.

Erminio Bercarich nacque l’8 novembre del 1923 in una località della regione istriana dell’attuale Croazia, in un territorio che all’epoca apparteneva al Regno d’Italia e che si chiamava Valdarsa. Oggi corrisponde, per l’appunto, alla città di Susgnevizza.

Le vicende della Seconda Guerra Mondiale porteranno molti abitanti di questa regione a spostarsi verso ovest, in Italia, alla ricerca di una nuova realtà, con grandi difficoltà.

Nel 1945 Erminio Bercarich giunge a Reggio Calabria. È un giovane di ventitré anni, alto, possente, forte fisicamente, ma soprattutto desideroso di ricominciare a vivere serenamente.

Bercarich comincia a giocare con la Reggina proprio a partire dal campionato di Serie C 1945 – 46, e comincia subito a mettersi in evidenza segnando gol a ripetizione. Fa il suo esordio con la maglia amaranto il 3 febbraio del 1946 in un Reggina – Lentini che terminerà 2 a 0 per gli amaranto, con le reti di Caridi e Raktell. Il suo primo gol con la maglia della Reggina, invece, è del 10 marzo seguente, sul campo del Gazzi a Messina, per un pareggio per 1 a 1.

Reggina 1946 – 47, i calciatori insieme ai tifosi

Nella rosa della Reggina del campionato 1945 – 46, insieme a Bercarich, c’era mio zio Antonio (Tonio) De Santis, fratello di mia Madre Annina. Durante quel campionato lo zio Tonio disputerà 13 incontri segnando 4 gol, e passerà alla storia per essere stato il primo calciatore amaranto, della Reggina ricostituita dopo le vicende che ne avevano determinato la temporanea scomparsa e il periodo della “Dominante”, a segnare un gol al Messina, in trasferta, nell’incontro vinto dai peloritani per 2 reti ad 1, il 14 aprile del 1946.

Lo zio Antonio (Tonio) De Santis

Di quel campionato lo zio ci aveva raccontato numerosi episodi.

La trasferta a Palermo, contro la Leone, il 6 gennaio del 1946: già era stato un’odissea il viaggio, con la linea ferroviaria disastrata dalle operazioni belliche. Alla fine dell’incontro, in cui la Reggina era stata sonoramente sconfitta, lo zio mandò a casa un telegramma, il cui testo era: “Sfiorato pareggio perdiamo 4 a 0”. Era successo che l’arbitro aveva concesso alla Reggina 2 rigori, che erano stati sbagliati entrambi, così lo zio intendeva dire che – quasi quasi – ce la stavano facendo.

Il portiere della Reggina 1945 – 46 era Modafferi, che ogni volta esagerava nei suoi racconti. Un giorno disse che, per fare una parata, si era alzato in volo talmente tanto che vedeva i giocatori piccoli piccoli…

E quando, un giorno, dovevano partire con il treno, dalla stazione di Santa Caterina, per una trasferta, ed erano ancora a casa che si attardavano a giocare a carte con il nonno Giuseppe De Santis, al quale “grattavano” la pensione, e riuscirono a perdere il treno la prima volta; allora tornarono a casa per aspettare il successivo, e riuscirono a perdere anche quello.

Ma l’episodio più divertente era quello che riguardava Erminio Bercarich. Lo zio Tonio ricordava sempre quel gol – di cui però non siamo in grado di stabilire in quale incontro fu segnato – che Bercarich realizzò andandosene solo verso il portiere, ed un difensore cercò di fermarlo come in un placcaggio di rugby, ma riuscì solamente a sfilargli i pantaloncini, per cui Bercarich entrò in porta, palla al piede, letteralmente in mutande.

Nell’estate del 1949 Bercarich lascia Reggio Calabria e va a giocare inizialmente a Venezia, in Serie A. Comincia a girovagare per l’Italia: Prato, Cagliari, Legnano di nuovo in Serie A, Roma alla Chinotto Neri, una squadra del quartiere di Torpignattara; poi ritorna in Sardegna, alla Carbosarda, per altre due stagioni.

Cagliari 1952 – 53
Legnano 1953 – 54

Nell’estate del 1958 avviene il suo ritorno a Reggio Calabria, nella Reggina di Alberto Gatto, di Totò Bumbaca, di Luciano Gallusi e di Giorgio Oblach. Disputa ancora un campionato di Serie C, scende in campo 15 volte e mette a segno 5 reti.

Reggina 1958 – 59

Saverio Pedullà, nel suo “La Reggina di tutti i tempi” gli attribuisce 75 reti complessive, avendo il serio e scrupoloso giornalista reggino consultato l’archivio dei giornali dell’epoca, trascrivendo i tabellini degli incontri, per cui possiamo tranquillamente considerare questo come dato definitivo.

Erminio Bercarich, pertanto, è in testa alla speciale classifica dei marcatori della Reggina di tutti i tempi con 75 realizzazioni.

La carriera calcistica di Bercarich si chiuderà a Carbonia, nel 1961- 62, a quasi quarant’anni di età, con altre tredici presenze ed una marcatura.

Da questo momento inizia per il forte calciatore un periodo difficile della propria vita. Sul finire del 1984 il presidente del Cagliari Fausto Moi gli assegna l’incarico di custode dello stadio Sant’Elia. Il 3 febbraio del 1985, in occasione di Cagliari – Triestina, il pubblico lo applaude vedendolo sbucare dal sottopassaggio all’ingresso delle squadre, ricordandosi della sua militanza trascorsa a suon di gol.

A distanza di un anno, tuttavia, le condizioni di salute di Bercarich si aggravano e viene ricoverato in ospedale a Roma, dove morirà il 1° settembre 1986.

Rimane una carriera di tutto rispetto, che mostra 38 partite in Serie A con 10 gol, e 39 incontri di Serie B con 15 reti.

2 risposte a “Erminio Bercarich, al vertice dei marcatori amaranto”

  1. Purtroppo non conduceva vita da atleta: fumo, alcool e il gioco delle carte ne compromisero la carriera che sarebbe stata più luminosa e proficua se non avesse sperperato i guadagni, allora modesti ma comunque significativi per un’ Italia appena uscita dalla guerra ed in fase di ricostruzione.Quel lavoro di custode allo stadio di Cagliari era un estremo tentativo di salvarlo da un certo mondo.Io non ho ricordi personali ma comunque in famiglia si parlava di lui come di un giocatore quasi leggendario, forse secondo solo ad Alberto Gatto e mi è stato raccontato dell’ entusiasmo suscitato nella tifoseria dal suo ritorno in amaranto con lo stadio che fece il pienone in occasione della sua rentrée.Giusta l’ intitolazione a lui e a Gatto delle vie attorno allo stadio comunale

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  2. Modafferi non era un portiere, era una rondine (o un galletto?). Grazie dell’articolo, molto evocatorio dei tempi che furono

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