Il “teatrino” tra Nissa e Savoia

Assistiamo a scene da terza categoria tra i presidenti di Nissa e SavoiaGiovannone e Matachione si beccano come galli nel pollaio, trascinando il dibattito su un gol non concesso alla Vigor Lamezia che avrebbe potuto cambiare gli equilibri in vetta. Fa sorridere (o riflettere) pensare che una di queste due realtà l’anno prossimo potrebbe incrociare piazze storiche come Catania, Foggia, Crotone o Cosenza per citarne qualcuna.

Da un lato una Nissa che annaspa nei dilettanti da 39 anni, con un seguito che fatica a superare le 1500 presenze; dall’altro un Savoia prigioniero di un “Giraud” che, nonostante i restyling, presenta settori fatiscenti. Nonostante i limiti strutturali e ambientali, i due patron hanno costruito corazzate capaci di dominare uno dei gironi più mediocri degli ultimi anni. E, piaccia o meno, i risultati stanno dando loro ragione.

Il fallimento amaranto e le ferite autoinferte

E la Reggina? Alla società amaranto non resta che leccarsi le ferite. Un percorso, quello di questa stagione, costellato da troppe zone d’ombra e scelte tecniche discutibili. Gli errori sono stati innumerevoli, le sviste imperdonabili: un fallimento sportivo evidente per una piazza che avrebbe dovuto vincere questo campionato a mani basse. “Così è se vi pare”, direbbe Pirandello, mentre gli altri si giocano il primato nelle ultime tre giornate.

Svolta societaria: aria di cessione?

Ma la vera notizia, quella che scuote l’ambiente, riguarda il futuro del club. Nelle ultime ore si sono fatte insistenti le voci di una concreta svolta societaria. Pare che sul tavolo dell’attuale dirigenza sia giunta una proposta solida da parte di un gruppo di imprenditori reggini (tra cui verosimilmente la Soseteg) e capitanati da un soggetto romano (vicino a Lotito?)

L’obiettivo è chiaro: subentrare a Ballarino & Co. per dare il via a un nuovo corso. Se siano rose lo scopriremo presto, ma una cosa è certa: Reggio ha bisogno di chiarezza e, soprattutto, di tornare a respirare calcio vero.

In virtù di ciò, sembra abbastanza suggestiva la notizia apparsa su alcune testate reggine secondo le quali Stefano Bandecchi sarebbe pronto all’acquisto della società amaranto versando ben due milioni di euro. Il Sindaco di Terni torna quindi alla carica secondo un disegno null’altro che politico. La domanda è lecita: come mai Bandecchi non interviene per salvare le terga della “sua” Ternana alle prese con un fallimento pilotato in Serie C oppure per scongiurare il fallimento della Juve Stabia in B?

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