Reti bianche, poche idee e tanto rammarico. Al “Presti” finisce 0-0 tra Gela e Reggina, un risultato che pesa come un macigno sulle ambizioni di primato degli amaranto. Se per i padroni di casa il punto è oro colato, per la squadra di Mister Torrisi è il ritratto dell’impotenza offensiva.

Le scelte tattiche

Nonostante un’infermeria affollata, Mister Misiti schiera un Gela coraggioso con un 4-3-3 iniziale: Colace tra i pali, difesa guidata da Sbuttoni e Giuliani, e il tridente Flores-Siino-Tuccio. Sul fronte opposto, Torrisi rimescola le carte: Ragusa parte dalla panchina, Di Grazia titolare dal 1’, mentre a centrocampo la coppia Laaribi-Fofana deve supportare Mungo, incaricato di innescare Ferraro.

Primo tempo: dominio sterile

In un’atmosfera surreale – tribuna chiusa per lavori e settore ospiti deserto – la Reggina prende subito il comando delle operazioni. Di Grazia sfiora il vantaggio in avvio, ma la manovra amaranto appare troppo compassata. Mungo e compagni tessono trame di gioco lente, facilitando il compito di un Gela che si limita a fare densità nella propria trequarti. Prima dell’intervallo ci provano Girasole, Giuliodori ed Edera, ma la supremazia territoriale non si traduce in gol. Dagli altri campi, intanto, arrivano notizie agrodolci: il Favara schianta l’AC Palermo, mentre la Vigor Lamezia sblocca la gara col Savoia.

Ripresa: il bunker di Misiti e l’errore di Ferraro

Nella ripresa, il Gela si barrica: Misiti passa a un granitico 5-4-1 che toglie ogni linea di passaggio. La manovra della Reggina diventa stucchevole. Torrisi prova a scuotere i suoi inserendo forze fresche: dentro Salandria, Sartore e Palumbo. Il match point capita al 66’ sui piedi di Ferraro: l’attaccante si ritrova solo davanti a Colace, ma invece di piazzarla o saltare il portiere, spara alto sopra la traversa. Un errore imperdonabile in una sfida da vincere a ogni costo. Nel finale, il giovane portiere di casa Colace si esalta su Fofana ed Edera, blindando lo 0-0.

Classifica e prospettive

Il finale è amaro. Mentre il Savoia ribalta la gara a Lamezia (1-2) portandosi a quota 60 punti (insieme alla Nissa), la Reggina scivola a sei lunghezze dalla vetta. Sebbene resti da recuperare la sfida contro l’Enna, la sensazione è quella di un’occasione sprecata. Senza “cazzimma” e velocità, scardinare i bunker avversari diventa un’impresa impossibile. Per gli amaranto, la rincorsa al primo posto si fa oggi maledettamente in salita.


2 risposte a “La Reggina si getta via  “

  1. Il campo era un po piccolo in effetti per avere vita facile. Il loro portiere andava “a farfalle” su ogni cross e tipo dalla bandierina, peccato non aver saouto approfittarne, e dire che non ne abbiamo avuto pochi. Pero’ ancora non e’ finita

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  2. è corretto dire che mon sia finita, però non prendiamoci in giro su un fallimento totale firmato in gennaio quando la società non ha avuto le palle di prendere l’attaccante che aggiungesse 7 o 8 reti fermo restando l’inettitudine di bonanno

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