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Facciamo un passo indietro per farne molti avanti. Partiamo con il sottolineare che i club che intenderanno partecipare al campionato di Serie C targato 2025/2026 dovranno rispettare un sistema di licenze nazionali sempre più rigido e rigoroso. Da quest’anno, infatti, sia la FIGC che la Serie C hanno (finalmente) stabilito criteri ben precisi (e speriamo ferrei) circa la stabilità finanziaria delle società onde evitare gli incresciosi casi dello scorso campionato.
Uno dei “paletti” più importanti che riguardano l’iscrizione è la fideiussione bancaria: ogni club, infatti deve presentare una garanzia a prima richiesta da 350.000 euro, rilasciata da istituti bancari riconosciuti da Bankitalia o compagnie assicurative con determinati requisiti di solidità finanziaria. Quei club che invece hanno sofferenze di natura economica hanno l’obbligo “perentorio” di presentare a garanzia una fideiussione maggiorata di importo non inferiore di 700.000 euro. Ulteriore condizione improrogabile è quella di dimostrare di non avere debiti verso tesserati, FIGC e società affiliate.
Oltre alla fideiussione, ogni sodalizio deve rispettare un indice di liquidità minimo di 0,8, per evitare crisi finanziarie in corso d’opera. Se il valore fosse inferiore, il club è obbligato a ripianare la carenza economica attraverso ricapitalizzazione o altre operazioni finanziarie, entro e non oltre la data odierna 6 giugno 2025.
Ma cos’è l’indice di liquidità? È un parametro finanziario che misura la capacità di un’azienda di far fronte ai propri impegni a “breve termine”. In parole povere essa è il rapporto esistente tra quanti soldi quella data società ha sul conto corrente sociale (più i soldi esigibili entro l’anno) e i debiti da saldare entro l’esercizio successivo. Ovviamente un valore superiore a 1 indica una buona capacità di coprire i debiti con le risorse disponibili, mentre un valore inferiore a 1 segnala possibili difficoltà finanziarie.
Oltre agli aspetti economici, entro oggi (6 giugno 2025), i club devono fornire una serie di documenti e certificazioni che riguardano la Domanda di ammissione con richiesta di “concessione” della Licenza Nazionale; il Pagamento della tassa di iscrizione (60.000 euro per le squadre già in Lega Pro, 105.000 euro per le neopromosse); la Disponibilità dello stadio, con licenza d’uso aggiornata e relativi certificati di sicurezza; i contratti per ticketing e stewarding, per la gestione degli accessi alle partite. Le squadre che non soddisfano uno solo di questi requisiti entro la data limite perderanno automaticamente il diritto all’iscrizione.
Detto ciò, andiamo a vanti cominciando con la Lucchese fuori dai giochi in quanto già dichiarata fallita, Brescia con Cellino che pare abbia gettato la spugna, SPAL senza soldi, fideiussione e futuro. Nonché Rimini (che avrebbe ottemperato al pagamento dei tesserati dopo le 17.00 così come ha presentato la ratifica della fideiussione in tarda serata). Per non parlare di qualche altro club insospettabile che pare abbia addirittura utilizzato crediti d’imposta farlocchi non certificati dalla Covisoc che non ha ottenuto una risposta dall’Agenzia delle Entrate. Un discorso a parte va fatto per la Triestina che sul gong di chiusura è riuscita a depositare tutta la documentazione necessaria al fine di ottenere l’iscrizione al campionato di serie C 2025/26, unitamente a tutti gli adempimenti normativi e finanziari richiesti dal sistema Licenze Nazionali. I “bene informati”, però, dicono fuori tempo massimo (e pure di parecchio). Vedremo sugli sviluppi e basterà attendere il 13 giugno allorquando le Commissioni di Vigilanza daranno i propri responsi.
E in tutto questo la Reggina cosa farà? Senza stare qui a fare il distinguo tra riammissione e ripescaggio, ci basta dire che la società amaranto potrebbe essere ripescata in C solo se almeno due o più club che abbiano presentato richiesta di partecipazione al prossimo campionato di C (conditio sine qua non) si vedano rigettata l’iscrizione. E fino qui ci siamo perché basterebbe la “debacle” di Brescia e Spal per la “bisogna” anche se parecchi risultano i club costretti a dare spiegazioni compreso il Rimini. Bisognerebbe capire – al limite – se dalla Pro Patria al Caldiero Terme, dal Sestri Levante al Legnago non abbiano intenzione di essere riammesse in C. Il resto verrà da sé. Inciso: la sindaca di Brescia ha proposto ai presidenti di Lumezzane, Ospitaletto e Feralpisalò di trasferire a Brescia una o più squadre tra queste ripercorrendo la stessa strada intrapresa a Vicenza qualche anno fa. E questo, se due più due fa sempre quattro, sarebbe come il pecorino sulla pasta con il sugo di capra perché si libererebbe un’altra (ed eventuale) casella. Il karma… La Pro Patria, nel frattempo, ha comunicato di essere pronto alla riammissione in Serie C qualora si liberasse un posto nella griglia di partenza. Sullo sfondo il Milan Futuro. Ma è ancora presto per fare castelli in aria.
Per dovere di cronaca, vi diamo conto delle società che entro le tre del pomeriggio odierno hanno avanzato richiesta d’iscrizione in Serie C: Trento, Picerno, Sorrento (che ha indicato lo stadio Alfredo Viviani di Potenza quale sede delle proprie gare casalinghe), Virtus Verona, Monopoli, Pergolettese, Lecco, Carpi, Giana Erminio, Arezzo, Gubbio, Altamura, Casarano, Campobasso, Cerignola, Bra (che giocherà le gare interne al Sivori di Sestri Levante), Forlì, Pontedera, Vis Pesaro (che ha indicato come stadio il Sandro Cabassi di Carpi), Ascoli, Benevento, Foggia, Rimini, Novara, Latina e Triestina che avrebbe presentato richiesta d’iscrizione con tanto di bonifici e fideiussione così come scritto sul sito ufficiale degli alabardati anche se con qualche ora di ritardo. Anche la Spal ha presentato una richiesta ma incompleta che sarà inevitabilmente respinta. Sul filo di lana anche il Siracusa dopo una giornata delirante tra incombenze burocratiche e ritardi d’ogni genere che hanno tenuto e stanno tenendo col fiato sospeso i tifosi aretusei. Le altre? Ve ne daremo conto da qui ai prossimi giorni sebbene al momento le posizioni di Spal, Trapani, Ascoli, Rimini, Pro Vercelli, Casertana, Cosenza, Foggia e Triestina sembrano non del tutto congrue ai parametri richiesti. E non è finita qui…






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