Non si ferma la Serie D, ma non si ferma nemmeno la battaglia legale della Reggina. Il Presidente del Tribunale Federale Nazionale ha dichiarato inammissibile la richiesta di sospensione del campionato avanzata dal club amaranto, ma è fondamentale fare una distinzione tra “forma” e “sostanza” per capire cosa sta succedendo.

La richiesta della Reggina: “Fermate tutto”

Il club dello Stretto puntava al bersaglio grosso: la sospensione immediata del torneo per accertare presunte violazioni insanabili nell’iscrizione del Messina e la conseguente nullità dei tesseramenti. In termini pratici, la Reggina mirava all’esclusione del club peloritano o alla perdita a tavolino di tutte le sue gare, stravolgendo di fatto la classifica finale.

Perché il TFN ha detto no (per ora)

Il rigetto del Tribunale non è un’assoluzione per il Messina, ma una decisione di natura tecnica. Il Presidente ha ritenuto inammissibile l’istanza cautelare (la sospensiva) per due motivi principali:

  1. Vizi procedurali: La Reggina non aveva impugnato correttamente gli atti presso il Dipartimento Interregionale.
  2. Mancata integrazione del contraddittorio: Non erano state coinvolte le altre società che avrebbero subito danni diretti da un eventuale blocco (come Savoia e Nissa).

In sintesi: il Tribunale non poteva “fermare tutto adesso” perché la procedura non era ancora completa.

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