Con il pareggio maturato oggi, gli amaranto han gettato alle ortiche gran parte delle possibilità di poter ambire al ripescaggio (se dovessero vigere i parametri dello scorso anno)
L’allenatore amaranto Bruno Trocini decide di non rischiare Nino Barillà e Lorenzo Rosseti sui quali pendono le diffida a seguito delle cinque ammonizioni ricevute. I due calciatori amaranto saranno importantissimi piuttosto domenica prossima sul terreno di Vibo Valentia per la sfida playoff con la Vibonese. In porta si rivede Velcea; in difesa rientra Ingegneri con Zanchi dal primo minuto; sulla mediana operano Mungo, Porcino e Perri; in avanti Bolzicco, Renelus ed il redivivo Lika. Nuova Igea che si dispone secondo il classico 4-4-2: Staropoli tra i pali; Catanzaro, Triolo, Di Cristina e Ferrigno in difesa; Franchina, Biondo, Calafiore e Longo a centrocampo mentre Di Piedi, Trombino si piazzano sul fronte d’attacco dei siciliani.

Ultima gara della regular season per due squadre che si sono comportate secondo copione in un girone massacrante dove Trapani, Siracusa e Vibonese hanno fatto la voce grossa. Gli amaranto – come risaputo – hanno pagato lo scotto di un’estate di puro delirio che li ha visti scaraventati nella massima serie dilettantistica dopo aver lungamente cullato il sogno della massima serie professionistica. Così è la vita: dal sesto posto in Serie B alla quarta posizione in Serie D senza preparazione precampionato, con la fretta di dover allestire un undici per scendere in campo dopo soltanto otto giorni e con tutte le conseguenze del caso. Centrando, però, l’obiettivo minimo dei playoff che deve assolutamente vincere anche per una questione di prestigio.
L’Igea Virtus ha conquistato 44 punti dei quali 33 tra le mura amiche: gli uomini di Francesco Di Gaetano – che dal mese di ottobre ha sostituito Pasquale Ferrara – hanno battuto Siracusa e Vibonese con l’identico punteggio di 2 a 1 e bloccando sul nulla di fatto niente popò di meno che il Trapani. E soprattutto hanno subito soltanto 9 reti (meglio dei giallorossi ha fatto il Trapani)

La squadra ospite – oggi in maglia bianca – ha l’obbligo di cogliere la vittoria allo scopo di migliorare la posizione nella speciale graduatoria in chiave ripescaggio tra i professionisti per cui parte forte accompagnato dal solito e commovente incitamento dei tifosi amaranto presenti al D’Alcontres di Barcellona Pozzo di Gotto: al 13’ Mungo verticalizza per Renelus il quale centra per Bolzicco che manda incredibilmente alto. Continua, insomma, l’astinenza realizzativa degli attaccanti. Poco più tardi Mungo serve Renelus che salta l’avversario e va da Perri il quale, però, sbaglia di un nonnulla.
Al 24’ i padroni di casa passano in vantaggio grazie al gol di Ferrigno che s’invola centralmente e batte Velcea in uscita.
I giocatori in maglia giallorossa non hanno neppure il tempo di esultare che Renelus, lanciato dal solito – e grandioso – Mungo, batte imparabilmente il portiere di casa per il più giusto uno pari.
Qualche minuto più tardi Perri manda in area dove Bolzicco di testa chiama alla parata Straropoli mentre al 40’ Porcino serve Renelus che impegna severamente il portiere avversario. Dall’altra parte è Longo a mandare di poco a lato a conclusione di una combinazione Franchina–Di Piedi.

Nella ripresa tra le fila amaranto, esce Mungo, uno dei migliori in assoluto, per Salandria nell’ottica di preservare il centrocampista ex Cosenza per l’impegno molto più probante di domenica prossima contro la Vibonese.
Al 65′ è Longo a sparare sul petto di Velcea mentre Renelus, dall’altra parte, sfiora il montante alla sinistra del portiere di casa con i ritmi che si sono notevolmente abbassati. Intanto Trombini di testa, qualche minuto appresso, impegna a terra il portiere amaranto. In questo scorcio di ripresa la sensazione generale è quella che i ragazzi di Trocini si accontentino del pareggio e con la testa già al Luigi Razza di Vibo Valentia.
Trocini, di seguito, immette Provazza e Belpanno al posto Lika (impalpabile la sua prova) e Perri. In campo anche Girasole che sostituisce Ingegneri. Esce anche Renelus per l’ingresso di Marras che, a quattro minuti dal triplice fischio finale, conquistata palla sulla trequarti si involava verso il portiere avversario salvo poi rovinare tutto con un sinistro che si perdeva alto sopra la traversa.
Con il pareggio maturato oggi su un campo difficile ma tutto sommato non irresistibile, la squadra del Presidente Minniti ha gettato alle ortiche gran parte delle possibilità di poter ambire al ripescaggio. Il pari è da considerare, quindi, inutile in ogni sua forma. Anche questa volta è mancato il salto di qualità (e se vogliamo pure la voglia di vincere) per cui la domanda è una ed una soltanto: che senso ha essersi preservati per i playoff se con la gara di oggi li hai resi “forse“ inutili? E pensare che dagli altri gironi erano arrivate buone notizie grazie ai pareggi di Dolomiti Bellunesi, Piacenza e Martina: con la vittoria, la Reggina avrebbe fatto un buon balzo grazie alla media punti con Siracusa e Vibonese che, nella “speciale ma non ufficiale declaratoria” inerente i ripescaggi, oggi allungano sulla squadra amaranto non risparmiandosi assolutamente e, anzi, realizzando quattro gol a testa. Resta il fatto che non si sa mai: il pallone è, è stato e resterà rotondo – nonostante tutto e nonostante il fatto che ancora il criterio inerente ai ripescaggi non è stato “ufficialmente” normato – per cui la prossima mossa è sbancare Vibo Valentia e Siracusa e poi sperare. Soprattutto se i criteri di cui sopra rimanessero quelli dello scorso anno e che vedrebbe il Siracusa a quota 2.38, la Vibonese a 2.12, Ravenna a 2.06, L’Aquila a 2.00, Piacenza a 1.95, Dolomiti Bellunesi e Martina a 1.94, Pro Palazzolo a 1.92 ed il terzetto formato da Follonica, Nardò e Reggina a quota 1.91 quando, con una vittoria, la squadra di Trocini avrebbe superato il Piacenza assestandosi al quinto posto.






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