Antonio (Totò) Bumbaca è nato a Locri il 5 luglio del 1929.
Diciamo subito che Bumbaca appartiene alla storia della Reggina. Solo a pronunciare il suo nome, i tifosi dai capelli grigi provano grande emozione.
I numeri parlano chiaro: con 222 presenze complessive, in dieci campionati, dal 1953 al 1963, e 13 reti segnate (senza contare incontri di coppa e amichevoli, tra cui quella con la Juventus di Sivori di cui ora scriveremo), Bumbaca si colloca al sesto posto della speciale classifica di tutti i tempi, che vede al primo posto l’inarrivabile Alberto Gatto, e poi in successione Giacchetta, Barillà, Cozza e Poli.

Bumbaca appartiene alla leggenda amaranto, ad un mondo del calcio pulito, senza procuratori, senza diritti televisivi, senza scuole calcio, senza scommesse, senza fondi di investimento. Un mondo del calcio a pane e mortadella.

Bumbaca è stato un protagonista di quella Reggina di cui si sta perdendo la memoria, oggi che la squadra attraversa un periodo negativo.
Totò Bumbaca si mette in luce nel Locri in Promozione negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Gioca da terzino sinistro, ma anche lui in campo sa fare tutto, anche il centrocampista e l’attaccante. Corsa, dinamismo, sacrificio e applicazione sono le sue peculiarità più evidenti.
Va quindi a giocare a Palmi per tre anni, e contribuisce alla storica promozione in Serie C della squadra neroverde, poi… nel 1953 arriva la chiamata della Reggina, allenata dal professore Enzo Dolfin, un altro pilastro della storia amaranto.
Fa il suo esordio con la maglia amaranto il 18 ottobre del 1953 in un Reggina – Cerignola.
Il 13 ottobre del 1954 a Reggio Calabria si disputa l’incontro amichevole contro il Milan, che vince 8 a 1. Tra i rossoneri, i grandi Nordhal e Schiaffino. Bumbaca è in campo, sempre con il numero 3.
Nel 1955 alla guida della Reggina viene chiamato Oronzo Pugliese allenatore che ha lasciato il segno nel panorama del calcio italiano di quegli anni, anche per il suo colorito temperamento. Quell’anno la Reggina viene promossa in Serie C. Pugliese rimarrà a Reggio Calabria per tre campionati complessivamente, ma la Reggina consolida la sua presenza nel campionato di Serie C, con in squadra elementi come Alberto Gatto, Luciano Gallusi, Giorgio Oblach, che costituiscono l’ossatura portante della squadra.

Sono anni in cui la società amaranto è costituita da personaggi che hanno lasciato il segno: il presidente Grillo Zappia, che nel 1960 lascerà il timone a Oreste Granillo. Persone serie e competenti, tra cui ricordiamo il dottore Fragomeni che, qualche anno più avanti, sarà il dirigente accompagnatore della squadra. Il professore Enzo Dolfin, competente direttore sportivo. Il medico sociale, il dottore Mario Donato, che diventerà il cugino di Bumbaca.

Il 23 febbraio del 1961 si gioca al “Comunale” di Reggio Calabria un incontro amichevole tra la Reggina e la Juventus. La Reggina schiera: Morselli; Oblach, Bumbaca; Gatto, Gallusi, Buccione; Navone, Smeriglio, Nucini, Dal Balcon, Mastrototaro. L’allenatore è Arnaldo Sentimenti. La Juventus si presenta con: Vavassori; Cervato, Sarti; Emoli, Castano, Colombo; Boniperti, Charles, Nicolè, Sivori, Fascetti. L’incontro terminerà 3 a 2 in favore della squadra torinese, con una tripletta di Omar Sivori. Di quest’incontro si ricorderà sempre il rigore di Sivori parato da Falcomatà, il portiere subentrato a Morselli nel secondo tempo.

Tutta da immaginare l’emozione e la soddisfazione, per i calciatori amaranto, e quindi anche di Totò Bumbaca, nel giocare contro mostri sacri del calcio internazionale come John Charles e Omar Sivori.
Eppure, il calcio semplice e pulito di quegli anni, riusciva a regalare queste gioie ai tifosi di Reggio Calabria.
Disputerà la sua ultima partita in amaranto il 21 aprile del 1963 in trasferta, per un Marsala – Reggina di Serie C.
Bumbaca è mancato il 26 agosto del 2011.





Rispondi