Assessore Torri: LECCO NESSUN LACCIUOLO BUROCRATICO PUO’ CANCELLARE IL MERITO SPORTIVO (e una pagina di storia).

di Giuseppe “Fossa” Criaco

In questa estate, già rovente per la serie B, incontriamo Emanuele Torri l’assessore all’Educazione ed allo Sport del Comune di Lecco. In Giunta dal 2020 eletto con una lista civica.

Col l’esponente politico vogliamo parlare delle condizioni attuali, e “future”, dello stadio “cittadino” Rigamonti-Ceppi ritenuto non ancora a norma, e che per il momento sta tenendo il Lecco Calcio, neo promosso in serie B, fuori dal campionato.

L’impianto è dedicato all’indimenticabile difensore del Grande Torino ed a Mario Ceppi il Presidente dei bluceleste negli anni sessanta, periodo di maggior gloria per il calcio lecchese. Edificato negli anni ‘20 (detto il campo di Via Cantarelli) con il tempo ha subito varie trasformazioni fino ad un significativo ridimensionamento negli anni ’80 anche per il posizionamento permanente della squadra nelle serie inferiori.

Foto tratta dal sito Sport e Impianti

Nel 2019 però dopo la promozione in serie C il campo di gioco vede il passaggio dall’erba naturale a quella sintetica. Oggi lo Stadio ha una capienza comunque inferiore a 5000 spettatori.

Dalla primavera del 2017, l’attuale Presidente, l’imprenditore Paolo Di Nunno, diventa il nuovo proprietario risollevando la società da un fallimento.

Foto tratta dal sito Sport e Impianti

Allora Assessore la Co.Vi.So.C.  per ora ha “sospeso” una promozione meritata sul campo ed una pagina di storia (calcistica) che Mister Foschi ed i suoi ragazzi hanno scritto il 18 giugno scorso. Come sta vivendo tutto questo da tifoso prima e da politico dopo?

Da tifoso c’è una grande amarezza, nel senso che quella giornata è stata una giornata storica per tutta la città. Dentro lo stadio c’erano tutte le generazioni ed una città intera in festa. Messa in discussione, però, dopo poche ore, per dei cavilli burocratici che hanno rovinato quello che è il merito ottenuto sul campo. Questa la reazione da tifoso. Da politico la reazione è stata quella di lavorare, da subito, per trovare una soluzione, assieme alla società Calcio Lecco per favorire e facilitare le interlocuzioni con il Comune di Padova, la Prefettura, la società. Fare in modo insomma che tutta la procedura, seppur non nei tempi previsti potesse concludersi nel migliore dei modi.

A Lecco come. a Reggio Calabria le tifoserie, seppur con motivazioni diverse, stanno vivendo questa sospensione come una profonda ingiustizia. Qual è il suo pensiero sul concetto di merito sportivo, regolamenti e penalizzazioni (per il Lecco) e sulla diarchia (ovvero il famoso corto circuito normativo) tra norme sportive e Legge dello Stato (per la Reggina).

Purtroppo è un tema molto delicato e lo abbiamo visto anche con la questione della Juve, (con responsabilità molto più gravi. In quel caso si era in presenza id un illecito nds). Assolutamente. Però io mi metto nei panni del giocatore di calcio dell’allenatore che ha raggiunto sul campo un risultato storico così importante. E poi veder messo tutto in discussione per “procedimenti altri”, credo che, proprio da assessore allo sport e sapendo benissimo quali sono gli insegnamenti dello sport, sia davvero molto frustante sopportare penalizzazioni. Per quanto è giusto che ci siano delle leggi che debbano essere rispettate, che ci siano i regolamenti. Ma io spero che alla fine, a prevalere sia il merito sportivo-

E quello che ci auguriamo tutti.

Il sindaco Gattinoni ha promesso un immediato inizio dei lavori, almeno quelli necessari per portare il Rigamonti Ceppi a norma di regolamento. Come assessore allo sport ci può dare una sommaria anticipazione di quelli che sono i lavori più immediati che si intende intraprendere? E se è già in atto almeno l’opera di cantierizzazione dello Stadio?

E’ giusto precisare che dal punto di vista politico c’è tutta la volontà di portare il Calcio Lecco a giocare nel nostro stadio. Sebbene siamo consapevoli degli interventi necessari per la serie B e che riguardano la sistemazione dell’illuminazione per consentire le riprese televisive, i tornelli per l’accesso allo stadio, l’ampliamento della zona della stampa, la sistemazione degli spogliatoi per quanto riguarda quello per l’arbitro donna e la zona per l’antidoping. Per tutti questi lavori siamo nella fase in cui la “Calcio Lecco” ha la regia, per una questione di tempistiche. Con il Comune come Ente pubblico ci sarebbero tempi lunghissimi.

La società ha già affidato il tutto a dei progettisti, che abbiamo incontrato, e mi sento di dire che la fase di progettazione è avanzata. Sarano poi necessari tutti i passaggi con la Conferenza dei Servizi la Prefettura, la Commissione vigilanza, ecc. Devo dire grazie anche alla disponibilità totale del Presidente Di Nunno che si è detto disponibile ad anticipare le somme necessarie per l’adeguamento dell’impianto Supportato da una somma della Federazione di circa 400,000 euro. Naturalmente per tutto quello che sarà nel potere dell’Amministrazione, cercheremo di trovare una soluzione.

Anche perchè il Rigamonti è Comunale

E’ “Comunale” ma è dato in concessione alla Calcio Lecco, che già in questi anni ha rifatto il manto erboso mettendo il sintetico (subito dopo la promozione in serie C avvenuta nel campiono 2018/2019). E’ questo ha fatto sì che alcune condizioni della concessione venissero riviste proprio perchè riconoscenti per quello che il presidente Di Nunno aveva fatto.

Nonostante gli intoppi i ritardi e le pec “smarrite” a mio avviso la Federazione, domani dovrà riparare, con la riammissione dei bluceleste, a degli errori propri. Forse sarebbe stato compito anche della Federazione allertare le società prima dell’inizio dei playoff in merito alla conformità dei rispettivi stadi.

A maggior ragione vista l’esistenza di una “pec” con cui la Calcio Lecco chiedeva una proroga e dei tempi e dei termini entro i quali consegnare tutta la documentazione. Ed alla luce dei tempi strettissimi (meno di 48) con cui si era riusciti ad ottenere i permessi da Comune di Padova, Prefettura, e Società, mi sembrerebbe davvero una grande ingiustizia togliere questo grande sogno dopo 50 anni. Sì, credo che sarebbe ascrivibile ad una delle peggiori ingiustizie che si possa infliggere ad una comunità (il diniego alla Serie B nds).

Quale è stata invece la posizione ed il ruolo della politica lecchese della quale devo riconoscere, almeno fino ad oggi, il profilo molto basso e rispettoso della decisone “federale”. A differenza delle dichiarazioni rilasciate da Di Nunno che è stato più vulcanico.

Si il Sindaco Gattinoni ha fatto un lavoro molto sotto traccia, pur ribadendo il valore del merito sportivo; con pacatezza ha interloquito con tutti gli attori della questione, con il Presidente della Federazione, il Presidente della Lega, Il Presidente del Coni. Di Nunno lo conosciamo, con il suo carattere vulcanico, per il troppo amore ai colori bluceleste. E noi lo apprezziamo cosi. Penso anche io che domani la situazione si risolverà. E saremo qui a festeggiare per la terza volta, (dopo il campo, e la paventata ammissione del 30 giugno scorso, poi sfumata in tarda serata).

Adesso rivolgendomi ad un politico faccio la domanda politica. Cosa ne pensa di una operazione sinergica con la proprietà ed altri investitori cittadini e valutare la costruzione “ex novo” di una piccola “bombonera”, magari da 8/10.000 posti anche con l’utilizzo del “Credito sportivo agevolato” ed eventuali Fondi europei diversi dal PNRR. Anche perché sarà d’accordo con me che la posizione stessa del Rigamonti, incastonato all’interno della città, non offre molti margini migliorativi. Ed al contempo lavorare per stabilizzare il Lecco nella cadetteria. Coadiuvando il Patron Di Nunno. Io credo che la realtà economica del territorio lo meriterebbe Potrebbe essere una immagine visionaria quella che ho appena enunciato Ma la politica deve avere una “vision”?

Diciamo che da dopodomani, sperando che domani vada tutto bene, si potrebbe aprire anche questo canale ovvero questa possibilità domandandosi: è possibile realizzare uno stadio nuovo in uno spazio davvero esiguo. In una città abbracciata tra lago e monti. E’ anche vero che inizieremo a breve la revisione del PgT, (del piano generale del territorio nds). E con questo andremo ad individuare la destinazione d’uso di alcune aree che attualmente sono dismesse per ipotizzare magari il nuovo stadio. Uno stadio ha dei costi che per la città oggi sono difficili da reperire. Ma se la costruzione viene ad essere intesa come il coinvolgimento di tutte le fore economiche presenti sul territorio allora si potrebbe ragionare anche con un coinvolgimento dell’Amministrazione.

La scorsa stagione è esploso in serie B il fenomeno “Sudtirol”. Dopo 50 anni non pensa che anche a Lecco si potrebbe replicare un fenomeno simile? Una proprietà affiancata da investitori privati e dall’l’Amministrazione Comunale. Mi passi il termine, una ibridazione tra pubblico e privato per mantenere il Lecco nel calcio che conta. Anche alla luce della straordinaria “presidenza Di Nunno” che in soli 6 anni ha portato il Lecco dalla Serie D alla Serie B.

Questo sarebbe un bellissimo sogno. Ma dobbiamo constatare che vi è una scarsa propensione, a Lecco, da parte del privato di investire nello Sport. E questo nonostante alcune eccellenze cittadine come la pallavolo in serie A2, il calcio a 5 che è in A2 Elite, oppure la squadra di ginnastica in A1. Il nostro sindaco si è mosso più volte in questa direzione (coinvolgere di più il mondo imprenditoriale nds). E’ stato presidente dell’API (Associazione piccoli industriali nds). Anche perché, credo, che la Serie B sia una vetrina davvero importante anche per il mondo produttivo. Ma a tutto questo ci penseremo da dopodomani. Per quanto riguarda Di Nunno è assolutamente innegabile il merito, e tutti noi siamo grati al Presidente per quanto sta realizzando con il calcio a Lecco.

Cosa si sente di dire infine ai tifosi ed alla città.

Vorrei concludere con un’ultima considerazione, ma importante. Portare un campionato di serie B a Lecco ha delle implicazioni di ordine pubblico, e per come è collocato il nostro stadio  – praticamente in centro città, unitamente alla Prefettura ed alla Questura sarà importante portare a casa i permessi necessari per il tranquillo svolgimento delle partite. Naturalmente ci saranno delle chiusure (immaginiamo delle sede viaria nds) ovvero dei piccoli sacrifici e inevitabili disagi. Vogliamo che tutti comprendano l’importanza ed il prestigio per la città, portare la serie B a Lecco, e sappiano sopportare qualche sacrificio.

Lascio l’assessore nel suo ufficio per dirigermi verso il lago, quel ramo che guarda a mezzogiorno. E mi fermo ad ammirare questa distesa d’acqua racchiusa tra monti e rocce che calano a picco, immergendosi, nelle acque. Percepisco anche qui, a Lecco, la stessa ansia che oggi stanno vivendo i tifosi reggini.

Infatti mentre continuo ad ammirare il brillio delle acque sfiorate dal sole, percepisco il senso di smarrimento di questa città incupita e impotente di fronte al peso intollerabile di decisioni prese altrove e per certi versi incomprensibili. Immaginando come quel sentimento di gioia esploso meno di un mese fa adesso rimanga strozzato, svilito, impaurito. Un sentimento d’amore che solo il calcio sa regalare. Un amore che non può essere vilipeso da freddi uomini guidati da un regolamento né, tanto meno, scalfito da un tratto di penna che nel caso del Lecco potrebbe cancellare un pezzo di storia. Da oggi e fino a venerdì saranno ore di attesa, ore snervanti mentre quelle vittorie e quelle gioie sembrano lontane e sfumate. Io sono certo che alla fine saranno riaffermati i valori che il campo ha sancito. Qui come a Reggio Calabria. Oggi però mi godo la bellezza di questo lago nella speranza, anzi voglio dirlo: nella certezza che domani il valore immortale dello sport, e dei risultati guadagnati sul campo, possano vincere e definitivamente.

Giuseppe “Fossa” Criaco

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