Bastano due minuti di fiammata alla Reggina di Marco Marchionni per scardinare la resistenza di un Avola arcigno e ben organizzato. Un micidiale uno-due sul finire del primo tempo regala il doppio vantaggio agli amaranto, capaci di capitalizzare al massimo le proprie fiammate in una gara fino a quel momento bloccata dalla ragnatela tattica degli ospiti.

Marchionni si affida al collaudato 3-5-2, dovendo però fare i conti con le assenze forzate degli infortunati Guida e Reis. Tra i pali c’è Lagonigro, protetto da una linea difensiva che vede l’esordio lampo di Baldan – tesserato appena ventiquattr’ore prima del match – al fianco di Lancini e Rosario Girasole. Sulle corsie esterne agiscono gli “stantuffi” Specker e Toscano, mentre la regia è affidata a Rotulo con Rossetti e Laaribi a completare la cerniera di centrocampo. Davanti, spazio ai centimetri e al peso specifico di Magrassi in coppia con Alma.

Sull’altra sponda, il tecnico avolese Sirugo risponde con un 3-4-1-2 coraggioso e aggressivo. I siciliani si presentano corti, pronti al raddoppio sistematico sulle fonti di gioco amaranto e trascinati da un reparto offensivo molto mobile.

L’avvio non è fluido per la Reggina. L’Avola morde le caviglie e scherma con efficacia i portatori di palla locali. Nonostante il possesso faticoso, la prima vera chance è di marca amaranto, con una punizione dal limite di Laaribi che impegna severamente l’estremo difensore siciliano. La risposta dell’Avola non si fa attendere: una splendida combinazione avviata da Sacco libera Langella, la cui conclusione sibila alla sinistra del palo difeso da Lagonigro.

In avanti, Magrassi fa reparto da solo. Costretto a giocare costantemente spalle alla porta e stretto nella morsa della retroguardia ospite, l’attaccante amaranto compie un grande lavoro di sponda, favorendo i tagli profondi di Toscano e tenendo sempre in allarme la difesa avversaria.

Quando il primo tempo sembra destinato a chiudersi a reti bianche, la Reggina dimostra tutta la sua cinica superiorità. Al 41′ arriva il guizzo che spacca il match: Rossetti recupera e serve Rotulo, che controlla con freddezza in area e deposita in rete il gol dell’1-0.

L’Avola accusa il colpo e capitola nuovamente dopo appena sessanta secondi. Al 42′ è lo stesso Laaribi a dipingere un cross delizioso per la testa di Magrassi: l’attaccante svetta imperioso e trafigge il portiere per il gol del raddoppio, coronando una prestazione di enorme sacrificio. In un amen, la Reggina mette in ghiaccio la partita.

Nella seconda frazione di gioco, l’undici amaranto addormenta i ritmi controllando agevolmente i timidi tentativi di reazione dell’Avola. Al 56’ la Reggina sfiora la terza segnatura: uno splendido fraseggio tra uno monumentale Magrassi e Alma si stampa sulla traversa a portiere battuto. È solo il preludio al gol, che arriva pochi minuti dopo grazie a una mossa vincente della panchina.

Al 59′ Marchionni richiama Lancini per inserire Domenico Girasole. Al difensore basta una manciata di secondi per lasciare il segno: impatto devastante sul match e colpo di testa imperioso che vale il 3-0, non lasciando scampo alla retroguardia siciliana.

Sulle ali dell’entusiasmo la Reggina gioca sul velluto e costruisce azioni a grappoli. La terna arbitrale diventa protagonista annullando due reti per fuorigioco apparsi molto dubbi: prima a Rotulo e, poco dopo, fermando l’incursione di Specker.

Al 68′ scatta la girandola dei cambi: fuori l’ammonito Rosario Girasole e Magrassi, dentro De Mori e Jallow. Quest’ultimo si presenta subito con un pericoloso fendente respinto dall’estremo difensore ospite. Successivamente, il neo-entrato Baggi si guadagna un calcio di rigore per un fallo in area. Dagli undici metri si presenta Alma, che si fa ipnotizzare dal portiere avversario fallendo il poker.

L’appuntamento con il quarto gol è però solo rimandato di qualche minuto. Al 83′ lo stesso Alma si riscatta conquistando un pallone d’oro a centrocampo e lanciando nello spazio Jallow, che a tu per tu con il portiere deve solo spingere la sfera in fondo al sacco per il definitivo 4-0.

A cinque minuti dal termine c’è spazio anche per la passerella di Macrì, entrato proprio al posto di un applauditissimo Alma tra i cori dei 5.423 tifosi in visibilio. Al fischio finale il Granillo festeggia la terza vittoria consecutiva e, soprattutto, il terzo clean sheet di fila di una difesa che si conferma impermeabile.

La rotonda vittoria di oggi assume un’importanza vitale: un vero e proprio monito per le dirette concorrenti. Il messaggio lanciato dal Granillo è chiaro e inequivocabile: contrastare questa Reggina sarà un’impresa ardua per chiunque. La squadra ha dimostrato di essere un’equipe straordinariamente organizzata, strutturata per affrontare ogni evenienza e forte di una panchina profonda e ricca di alternative di qualità. Gli avversari sono avvisati.


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