C’è un tecnico che ha attraversato la storia calcistica della Reggina a cominciare dalla fine degli anni ottanta, con un lavoro oscuro ma efficace, sempre pronto e disponibile a ricoprire ruoli diversi, grazie innanzitutto alla sua competenza calcistica, ma anche grazie alla sua passione.
Il suo nome è Nevio Orlandi, il protagonista dell’odierno Amarcord sotto l’ombrellone.
Nevio Orlandi è nato a Casalmaggiore, un paesino in provincia di Cremona, il 30 gennaio del 1954.
Da calciatore ha iniziato da giovane con la maglia del Vigevano negli anni settanta. Gioca difensore. Ha legato la sua carriera all’Akragas, la squadra di Agrigento dove ha militato per sette campionati complessivamente, con un’interruzione a Licata nel 1982 – 83.

L’ultimo campionato disputato da Orlandi con la maglia dell’Akragas fu quello di Serie C1 1983 – 84, compagno di un certo Elvi Pianca; la squadra aveva cominciato con Egizio Rubino in panchina, il quale poi fu sostituito da Franco Scoglio. Nella rosa degli agrigentini, quell’anno anche Angelo Cracchiolo, Giancarlo Bardelli e Giuseppe Catalano, che poi diventerà un fedelissimo di Scoglio a Messina.

Orlandi termina la sua carriera di calciatore con un passaggio alla Vigor Lamezia, ed infine all’Audax Ravagnese.
Rimane a vivere a Reggio Calabria e comincia a collaborare con la Reggina fin dal 1988, lavorando per il settore giovanile, che in quegli anni vede la presenza di calciatori che avranno carriere interessanti, sia in maglia amaranto che a livello nazionale. Ci riferiamo soprattutto a Francesco Cozza (classe ’74), a Domenico Toscano (classe ’71), a Sergio Campolo (classe ’72), a Fabio Di Sole (classe ’74), Francesco Marino (classe ’70).
Nel campionato di Serie B 1988 – 89 è il vice di Nevio Scala.
Nella metà degli anni novanta allena la squadra Primavera della Reggina, lavorando su un’altra eccellente nidiata composta, tra gli altri, da colui che diventerà campione del mondo nel 2006 ovverossia Simone Perrotta, poi da Bruno Cirillo ed Emanuele Belardi, tutti e tre classe ’77.
Nel campionato 1997 – 98 arriva per Orlandi a prima esperienza di allenatore lontano da Reggio Calabria. Va ad allenare il Toma Maglie in Serie D.
Ma ritorna subito “a casa”, giusto in tempo per collaborare alla prima, storica, promozione della Reggina in Serie A, concretizzatasi il 13 giugno del 1999 a Torino.
Va in panchina il 18 marzo del 2001 per sostituire uno squalificato Franco Colomba, in occasione di un Reggina – Roma terminato sullo 0 a 0. Stefano Petrucci, nel suo articolo sul “Corriere della Sera”, lo descrive “agitatissimo”.
Continua comunque ad allenare la Primavera.
Il 18 dicembre del 2002 si compie quello che potremmo definire un piccolo capolavoro di Nevio Orlandi.
Quel giorno, infatti, si disputa a Torino l’incontro di ritorno degli ottavi di finale del torneo di Coppa Italia. La Reggina incontra la Juventus, che ha vinto la partita di andata al “Granillo” per 0 a 2.
Per l’incontro di ritorno, l’allenatore Luigi De Canio, evidentemente ritenendo che ormai non ci sia più speranza di superare il turno (servirebbe vincere per 0 a 3) decide di convocare praticamente tutta la squadra Primavera, schierando fin dal primo minuto Riccardo Alderuccio, Tommaso Salvestroni e Roberto Maffucci, e mandando in campo durante lo svolgimento dell’incontro prima Santino Cogliandro, poi Angelo Di Siena, ed infine Marcelo Checcaglini. In panchina erano rimasti il secondo portiere Graziano Tilaro, Nicola Zannino, Paolo Greco e José Cianni, i quali, pur non giocando quella partita, pur tuttavia hanno vissuto un’emozione forte.
Quella Reggina, opposta in trasferta alla Juventus che quel giorno schierava, tra gli altri, Zalayeta, Di Vaio, Conte e Camoranesi, riuscirà a vincere grazie ad un gol segnato al 21’ proprio da Maffucci, eroe per un giorno. Ma il merito va certamente a Nevio Orlandi, che ha plasmato un gruppo valido e capace di coesione.

Nel campionato 2003 – 04 Orlandi va ad allenare il Vittoria in Serie C2, ed ottiene la promozione in Serie C1.
Ritorna a Reggio Calabria per allenare nuovamente il settore giovanile, dove troviamo un giovanissimo Nicolas Viola.
Poi, per la sua competenza, gli viene assegnato il ruolo di osservatore.
L’8 marzo del 2008 subentra in panchina all’esonerato Renzo Ulivieri, in occasione della partita di Milano contro l’Inter di Ibrahimovic che si concluderà con una sconfitta per 2 a 0. Rimane fino al termine della stagione, portando la Reggina alla salvezza con una giornata di anticipo in quell’indimenticabile Reggina – Empoli dell’11 maggio 2008, quando Barreto segnò uno strepitoso gol con un tiro da quaranta metri.

Orlandi viene confermato anche la stagione successiva, va in panchina le prime sedici partite; viene allontanato dalla prima squadra dopo la sconfitta interna per 0 a 2 contro la Sampdoria il 14 dicembre del 2008, e il suo posto viene preso da Bepi Pillon, che però rimane sulla panchina amaranto solamente per quattro partite. Orlandi riprenderà la guida della squadra sedendosi in panchina il 28 gennaio del 2009, per un pareggio 0 a 0 a Torino contro i granata.
Purtroppo il campionato 2008 – 09 si concluderà con la retrocessione della Reggina in Serie B. Orlandi non viene riconfermato, e la squadra verrà affidata a Walter Novellino, con una campagna acquisti – sulla carta – stellare: Volpi, Cacia, Buscé… sappiamo tutti com’è andata a finire: Novellino salta all’ 11° giornata; Volpi e Buscé lasciano la Reggina a dicembre; Cacia, mister doppia cifra, segnerà la miseria di quattro reti.
Nel marzo del 2013 Orlandi ritorna in panchina a Barletta, in Prima Divisione (praticamente la vecchia Serie C1), e rimane in Puglia anche l’anno seguente.
Poi va a sedersi sulla panchina del Chieti, poi del Grosseto.
Ritorna in Calabria nel 2017 e prende le redini della Vibonese, che porta ad una magnifica promozione in Serie C1.
Dopo una parentesi al Casarano, torna ad allenare la Vibonese nel 2022.





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