Giuseppe Galluzzo è nato a Siderno il 30 maggio del 1960.
Si mette in luce all’interno della splendida realtà della YMCA della cittadina jonica, che consente ai giovani del posto la pratica sportiva del basket e del calcio, con gli storici impianti sul lungomare.
Nell’estate del 1976 gli viene proposto di svolgere un provino per il Lecco. Pur con le comprensibili titubanze espresse dalla madre, Giuseppe si trasferisce nella cittadina lombarda e riesce a superare le difficoltà di un salto così traumatico per un ragazzo di sedici anni.

Ovviamente, all’inizio Galluzzo viene inserito nel settore giovanile, quindi campionato allievi e Primavera. Ma sul finire dell’anno calcistico, quindi nei mesi di aprile – maggio del 1977, viene aggregato alla prima squadra, vedendo il suo rendimento molto positivo. Il suo esordio con la maglia bluceleste avviene in occasione dell’ultima gara di campionato di Serie C, il 12 giugno del 1977, Lecco – Triestina 3 a 1, e Galluzzo mette la sua firma al 72’ per il risultato finale.
Esordio bagnato, esordio fortunato. Il Lecco concluderà il campionato al 4° posto, ma vincerà la Coppa Italia SemiPro ed anche il Torneo AngloItaliano, anche grazie ai gol di Galluzzo che, nonostante la giovanissima età, fa vedere cose egregie.
Galluzzo è un attaccante veloce, forte fisicamente, rapido nei movimenti, dotato di un tiro secco e preciso.
L’anno seguente parte titolare con il Lecco, disputa 32 incontri di campionato e mette a segno ben 13 reti, in un campionato dominato dall’Udinese di Massimo Giacomini che vincerà il campionato, la Coppa SemiPro e il Torneo AngloItaliano.
Il campionato 1978 – 79 vede ancora Giuseppe Galluzzo vestire la maglia dei manzoniani 33 volte e segnare 12 gol. Memorabile rimane la tripletta realizzata il 22 aprile del 1979 all’Alessandria per un 3 a 1 che non ammette discussioni. Le cronache parlano di un Galluzzo scatenato, soprattutto in occasione della terza marcatura.
Nell’estate del 1979 tutta Italia calcistica parla di Giuseppe Galluzzo, questo giovane attaccante che fa gol a raffica, impossibile da marcare.
Se lo aggiudica il Milan.

Galluzzo si sposta a Milano sponda rossonera e viene subito aggregato in prima squadra, partecipando alle consuete amichevoli estive a partire da quello del 1° agosto del 1979 contro il Trento (che in quell’anno disputerà la Serie C2), disputata a Rovereto. La prima di queste amichevoli in cui Galluzzo segnerà è quella disputata il 1° novembre del 1979 ad Asti.
Fa il suo esordio ufficiale nel torneo di Coppa Italia il 22 agosto del 1979 al Galleana di Piacenza, in campo neutro, per il successo dei rossoneri contro il Monza per 2 a 0.
Il 1° settembre è in campo a Madrid per il prestigioso Torneo Santiago Bernabeu nell’incontro che vede i rossoneri opposti all’Ajax di Ruud Krol, mentre il giorno seguente scende in campo contro il Real Madrid di Stielike.
Disputa anche l’andata (19 settembre) e il ritorno (3 ottobre) del primo turno di Coppa dei campioni contro il Porto, sia pure subentrando in entrambe le partite.
In campionato, invece, all’inizio stenta ad inserirsi in prima squadra, dove la concorrenza è forte: la coppia d’attacco Antonelli – Chiodi, ma anche la presenza di mostri sacri quali Albertino Bigon, Walter Novellino e Ruben Buriani, gli rendono difficile farsi spazio.
Fa il suo esordio nel massimo campionato di calcio il 20 gennaio del 1980 al Partenio di Avellino, dove subentra al 70’ al posto di Stefano Chiodi, per un incontro che vede la sconfitta del Milan per 1 a 0.
Viene mandato in campo una seconda volta il 27 aprile del 1980, e questa volta dal primo minuto, a Catanzaro, dove Galluzzo apre le marcature al 12’ con un bel tiro secco in diagonale dopo essersi liberato di un paio di avversari. Galluzzo andrà ad esultare davanti a centinaia di amici di Siderno che erano saliti al Militare di Catanzaro per vederlo giocare.

Tre giorni prima il Milan aveva disputato al Comunale di Reggio Calabria un’amichevole in preparazione alla sfida contro i giallorossi di Mazzone, ed aveva vinto per 1 a 0 con un gol di Buriani all’80’. Anche qui gli amici sidernesi avevano potuto ammirare quel talento volato presto al Nord e che si stava mettendo in luce così bene in una squadra tanto importante del calcio internazionale.
A maggio il Milan vola in Australia per una tournee: Galluzzo gioca e segna nella sfida del 21 maggio contro il Victoria Melbourne 0 – 2, e nell’altra del 1° giugno contro l’Australia Occidentale 2 – 3 a Perth.
Purtroppo, alla fine del campionato, il Milan viene retrocesso d’ufficio in Serie B in conseguenza di quella triste pagina del Calcioscommesse, che portò persino all’arresto di numerosi calciatori di varie squadre di Serie A.
Galluzzo riparte dalla Serie B. Disputerà solamente 9 incontri di campionato e due incontri di Coppa Italia, senza mai andare a rete. Evidentemente qualcosa si è inceppato, e le premesse dell’anno prima non si stanno concretizzando.
Nell’estate del 1981 Galluzzo cambia squadra, ma si sposta solamente di qualche chilometro, andando a vestire la maglia del Monza, adesso in Serie C1. Con i brianzoli Galluzzo disputerà complessivamente (campionato e Coppa Italia) 36 incontri mettendo a segno 21 reti, una media impressionante di 0,583, o che vale a dire praticamente 6 gol ogni dieci incontri.

L’anno dopo è a Ferrara, ancora in Serie C1, dove mette a segno altre 10 reti.
Il campionato 1983 – 84 lo vede ai nastri di partenza con la maglia del Bari in Serie C1. Quel Bari, allenato da Bruno Bolchi, con campioni in squadra come Paolo Conti in porta, Alberto Cavasin in difesa, Antonio Lopez a centrocampo, e, appunto, Giuseppe Galluzzo e Gabriele Messina a fare coppia d’attacco. Quel Bari fu capace di giungere alle semifinali della Coppa Italia nazionale, sconfiggendo nientemeno che la Juventus a Torino l’8 febbraio del 1984 per un 1 a 2 rimasto nella leggenda. Quell’anno per il Bari arriva la promozione in Serie B. Galluzzo gioca 24 incontri e segna 13 reti.
L’anno seguente, in Serie B, sempre con Bolchi in panchina, con a fianco Edy Bivi, Galluzzo giocherà altri 24 incontri, segnando però solamente 4 reti. Bivi la farà da padrone con 20 segnature.

Da qui in poi la carriera calcistica di Galluzzo comincia a declinare: passa alla Cremonese in Serie B con Mondonico; poi in Serie C1 prima ad Ancona e poi a La Spezia; addirittura in Serie C2 prima con la Fidelis Andria e poi a Crotone con Carmelo Condemi e Luciano Mordocco, per concludere alla Centese di mister Giancarlo D’Astoli nel 1992.
Comincia, così, la carriera di allenatore con le giovanili della Reggina nel 1998, poi continua prevalentemente in Calabria, con Catanzaro, Vigor Lamezia e Rossanese. Un breve passaggio nella “sua” Siderno, poi cinque lunghi anni a Crotone, dal 2010 al 2015, in quel periodo meraviglioso con Massimo Drago, che nel 2016 lo porta con sé a Cesena, dove quell’anno lavora anche Fabio Errigo con l’incarico di collaboratore tecnico.
Poi ancora un anno a Reggio Calabria, sempre insieme a Drago, in quel breve periodo in cui quest’ultimo era subentrato a Roberto Cevoli tra la 25° e la 34° partita.





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