Il calcio di Serie D vive ore frenetiche tra scadenze burocratiche, nodi infrastrutturali e trattative di mercato societario reali o presunte.

Il caso Vado: il nodo Chittolina per la Serie C. Lentigione e Ligorna: stadioli da 800 posti

L’iscrizione del Vado, dopo l’eccellente campionato disputato nel Girone A di Serie D, resta legata a questioni burocratiche ed economiche complesse. Il Presidente dello storico club ligure, Franco Tarabotto, ha confermato la necessità di importanti sostegni economici per affrontare il professionismo. Il punto cruciale riguarda l’adeguamento dello stadio Ferruccio Chittolina di Vado Ligure, un’operazione da circa un milione di euro. Nelle ultime ore si sono rincorse voci su un possibile interesse di un produttore vinicolo dell’Oltrepò Pavese, ma al momento non si registrano ufficialità.

A dire il vero lo stesso problema è sorto a Ligorna che domenica prossima dovrà vedersela col Varese nella finale playoff del Girone A. Per inciso, il “Comunale” può ospitare 200 persone assiepate nei gradoni di un’unica tribunetta.

Medesima complicazione per lo stadio Giovanni Moretti dove gioca il Lentigione che ha terminato il Girone D seconda in classifica, giusto alle spalle del Desenzano. Con i suoi 850 posti a disposizione, non è certamente adeguato per un potenziale salto tra i professionisti. Intanto i gialloblù se la giocheranno col Piacenza nella finale dei playoff.


Stadio “Vitiello”, è stallo burocratico: la Scafatese valuta il piano B

Resta alta la tensione intorno al futuro dello Stadio Comunale “Giovanni Vitiello”. Nonostante la recente svolta politica che ha visto il Consiglio Comunale approvare la delibera per l’affidamento della struttura alla Scafatese Calcio per 18 anni, a frenare l’entusiasmo della piazza è un paradosso burocratico che rischia di compromettere le ambizioni calcistiche del club. I lavori di restyling, avviati dall’Amministrazione la scorsa estate, avanzano troppo a rilento e si trovano oggi in un limbo normativo. Il vecchio cantiere comunale risulta infatti ancora formalmente aperto a causa di un blocco amministrativo che impedisce i lavori che interessano la totale omologazione con la sistemazione della curva e della nuova tribuna, il rifacimento totale della superficie di gioco ed il potenziamento dei riflettori fino a 800 lux. Il patron Felice Romano non nasconde la propria forte preoccupazione per i tempi della macchina pubblica: “La sensazione è che i tempi necessari per completare tutto rischino seriamente di non essere compatibili con le esigenze del calcio professionistico”, ha dichiarato duramente il Presidente. Senza risposte immediate e garanzie sull’uniformazione dell’impianto per i campionati superiori, la Scafatese potrebbe essere costretta ad abbandonare la propria casa storica. La società ha infatti confermato che sta già valutando soluzioni e stadi alternativi nei comuni limitrofi per non farsi trovare impreparata alle scadenze federali.


Ternana al bivio: tra l’incubo Eccellenza e la complessa “idea” Bandecchi

La Ternana vive ore drammatiche, sospesa sul ciglio di un baratro che minaccia di inghiottire decenni di storia professionistica. L’asta deserta di lunedì scorso per l’acquisizione del ramo d’azienda sportivo ha certificato il fallimento tecnico delle prime trattative, gettando nello sconforto il popolo delle Fere. Senza una svolta immediata, il destino è segnato: la radiazione e la dolorosa ripartenza dal fango del campionato di Eccellenza regionale. L’unica speranza per preservare la categoria risiede ora nel prossimo incanto giudiziario del 22 maggio prossimo. I tifosi incrociano le dita sperando che un acquirente solido si presenti con un’offerta vincolante, risolutiva e definitiva, capace di estinguere i debiti sportivi (si parla di oltre sette milioni di euro complessivi) e garantire la continuità aziendale. Nel frattempo, a muovere le acque ci pensa Stefano Bandecchi con una delle sue mosse “spiazzanti”. L’ex presidente ha avanzato un piano alternativo: acquisire il titolo sportivo dell’Orvietana per trasferirlo a Terni, “regalando” di fatto una nuova serie D alla piazza rossoverde. Un’operazione affascinante, ma che si scontra con la dura realtà dei regolamenti della FIGC. Le Norme Organizzative Interne (NOIF) vietano infatti fusioni o trasferimenti di titolo tra club che non condividono confini comunali. Sebbene Terni e Orvieto facciano parte della stessa provincia, l’assenza di contiguità territoriale rappresenta un ostacolo burocratico quasi insormontabile.


Nocerina e Team Nuova Florida: sirene estere?

  • Nocerina: continuano le grandi manovre per garantire stabilità economica al club molosso. Resta vivo l’interesse di intermediari finanziari per l’ingresso di capitali, con una fiduciaria inglese che sta valutando il passaggio delle quote societarie con l’obiettivo di rilanciare le ambizioni rossonere.
  • Team Nuova Florida: da Ardea (in provincia di Roma) rimbalzano voci suggestive su possibili investitori mediorientali per il club di Eccellenza. Sebbene l’accostamento a grandi fondi d’investimento del Qatar appaia come una suggestione social, l’ambiente attende di capire se ci saranno reali sviluppi per un piano di rilancio infrastrutturale.

Reggina: la società pensa ad altro invece di programmare il futuro. Domenica la finale playoff con la Nissa per dare un senso a questo campionato

In riva allo Stretto l’attenzione è tutt’altro che rivolta alla programmazione del prossimo campionato. L’ambiente amaranto resta infatti catalizzato dalle vicende extra-campo legate all’estenuante “Caso Messina”. Sul fronte societario, sembrano tramontate le ipotesi legate a cordate romane e al fondo americano guidato da Matt Rizzetta, una pista, quest’ultima, rivelatasi impraticabile anche per i rigidi regolamenti federali sulle multiproprietà nel calcio professionistico. In questo scenario, la dirigenza guidata da Antonino Ballarino cerca cocciutamente la strada della continuità sportiva. La governance si trova però a navigare controvento, stretta tra le critiche e le contestazioni aperte della quasi totalità della tifoseria stanca di promesse mai mantenute. I fari della società restano comunque accesi su possibili partner commerciali o fondi d’investimento capaci di sostenere il definitivo rilancio del calcio a Reggio Calabria, anche se ogni trattativa appare tuttora in pieno divenire. Nonostante il clima di forte incertezza, la parola passa ora al terreno di gioco. Domenica la squadra è attesa dallo scontro decisivo per la vittoria dei playoff di girone, un tassello fondamentale in ottica ripescaggio in Serie C. L’avversario è di tutto rispetto, ma i precedenti stagionali sorridono nettamente alla Reggina: durante la regular season, infatti, la Nissa è stata battuta sia all’andata che al ritorno. Un doppio successo che ha certificato la superiorità tecnica degli amaranto, chiamati ora a superare le tensioni esterne per firmare l’atto finale più importante. E poi sperare nelle disgrazie altrui come sta purtroppo succedendo da tre campionati a questa parte.

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