Dall’articolo pubblicato l’11 maggio a firma Mirko Spadaro, estrapoliamo alcuni passaggi per contestarli in modo educato e democratico.

Partiamo da una considerazione di carattere generale: chiunque pronunci il nome di Oreste Granillo deve farlo con rispetto e deferenza, dal momento che si tratta di una persona perbene che ha fatto la storia della città di Reggio Calabria da Sindaco, e della Reggina da Presidente, e del CONI come delegato regionale.

La figlia Maria Stella, che da anni è impegnata a proseguire il ricordo del Padre attraverso il Memorial a Lui intitolato, ha semplicemente fatto una proposta nell’ambito di un progetto che appartiene alla campagna elettorale. Le idee e le proposte vanno rispettate ed eventualmente criticate con gentilezza e garbo, non con denigrazione.

Scrivere, come titolo del pezzo, che: “…la proposta di Malara e Granillo che mortifica la Reggina” è veramente insopportabile; come anche leggere che il suggerimento di inserire un rappresentante dei tifosi all’interno del CDA della Reggina è “ridicolo”. L’articolo continua parlando di “presa in giro” e di “fumo negli occhi” e che “non basta un cognome importante”.

Il cognome Granillo è veramente un cognome importante, perché Oreste Granillo è stato un presidente eccezionale della Reggina, dal 1960 al 1977, che ha gestito la società amaranto con onestà, passione, oculatezza nelle spese e senso di appartenenza alla città. Il modello di gestione della Reggina di Granillo è da prendere come esempio e da ricordare e segnalare agli avventurieri del calcio attuale.

Le idee espresse democraticamente in campagna elettorale possono essere legittimamente criticate, ma senza offendere, denigrare e insultare le persone che appartengono a pieno titolo alla storia della nostra città di Reggio Calabria.

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