Per settimane il silenzio è stato scelto come forma di rispetto e attesa, ma ora la misura è colma. La tensione nel Girone I di Serie D è deflagrata definitivamente, trasformando il finale di stagione in una battaglia frontale tra la Reggina e il Savoia di Nazario Matacchione. A far saltare il banco è stato il durissimo attacco social del Presidente oplontino, che ha definito “antisportivo” il legittimo ricorso amaranto sul caso-Messina.

La strategia del rumore: perché Matachione attacca?

L’atteggiamento beffardo di Matacchione sembra nascondere un’ansia crescente. Il Savoia ha festeggiato la promozione sul campo, ma il ricorso della Reggina (che contesta irregolarità nei tesseramenti del Messina) rischia di riscrivere la classifica: se accolto, l’eventuale estromissione dal campionato dei peloritani toglierebbe al Savoia i 6 punti conquistati negli scontri diretti, proiettando potenzialmente la Reggina in vetta.

Invece di concentrarsi sulla solidità burocratica della sua società, il Presidente del Savoia preferisce alimentare polemiche social, forse per distogliere l’attenzione dalle “scricchiolanti certezze” di Torre Annunziata.

Il nodo stadio: una Serie C senza casa?

Oltre alle aule di tribunale, c’è un problema di cemento e norme. Nonostante i trionfalismi, il Savoia non ha ancora una casa idonea per i professionisti. Il Giraud è attualmente un cantiere aperto e la corsa contro il tempo per l’adeguamento entro il 5 giugno appare disperata. Senza un impianto a norma, Matachione sarà costretto a migrare, smentendo le facili promesse fatte ai tifosi e confermando che la Serie C richiede basi più solide dei post su Facebook.

L’appuntamento del 12 maggio

Il Tribunale Federale Nazionale ha già respinto le prime istanze cautelari della Reggina, ma la partita vera si gioca martedì 12 maggio. È quella la data cerchiata in rosso per la discussione nel merito del ricorso.

Sebbene aleggi il timore che tutto possa finire “a tarallucci e vino” a causa di presunte intempestività dell’azione legale, la Reggina ha il dovere di andare fino in fondo. La dignità di una piazza storica non si baratta con il silenzio dinanzi a chi, invece di festeggiare con stile, sceglie la via dello sbeffeggio gratuito.

La Reggina del domani: serve un nuovo timoniere prima che sia tardi

Il futuro della Reggina non può più attendere. In riva allo Stretto, il vento del cambiamento soffia con un’insistenza che va oltre i tempi tecnici della burocrazia sportiva. Se nei giorni scorsi si sono rincorse voci — spesso incontrollate — su fondi americani e cordate romane pronte a rilevare il club oggi guidato dal presidente Virgilio Minniti sotto l’egida del patron Nino Ballarino, la realtà impone oggi una riflessione più profonda.

Mentre gli sguardi sono ufficialmente rivolti alla data del 12 maggio, termine spartiacque per le ultime pendenze legali, è impossibile ignorare ciò che ribolle sotto la superficie. Il fallimento sportivo del sodalizio di Via delle Industrie è un dato di fatto, scolpito nei risultati di una stagione che ha lasciato l’amaro in bocca a un’intera città. La piazza non chiede solo spiegazioni, ma una vera e propria rigenerazione.

C’è bisogno di aria nuova, di volti che sappiano restituire credibilità e ambizione ai colori amaranto. Non basta più “gestire”: occorre una visione che sappia guardare oltre l’orizzonte della Serie D. In un clima di attesa febbrile, la domanda non è più “se” cambierà qualcosa, ma “quando”. La Reggina ha bisogno di un timoniere capace di navigare in acque agitate per riportare la nave nel porto che le compete per storia e blasone. Noi, insieme a una tifoseria che non ha mai smesso di battere il cuore, restiamo alla finestra. Con ansia, ma anche con la pretesa di un futuro all’altezza.

Una risposta a “Reggina, si pensi al prossimo campionato ma…”

  1. Minniti non si chiamava Virgilio?

    Come minimo sindacabile ci vogliono nuovi soci, possibilmente di Reggio (ma campa cavallo…), e poi riflettere 10 volte prima di rilasciare qualsiasi dichiarazione, fosse anche un buongiorno. E magari aggiungere all’organigramma una figura autorevole e che sappia gestire l’ambiente riggitano. Consiglio anche una moderazione piu di polso all’addetto stampa. Ma la prima cosa comprare due bomber

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