La Reggina mette il quinto sigillo consecutivo e lo fa nel modo che più somiglia alla sua natura: dominando quando conta, colpendo quando l’avversario crede di averla imbrigliata. L’Igea Virtus arriva al Granillo da imbattuta, con la legittima convinzione di chi ha fatto punti e non ha ancora assaggiato la sconfitta. Ma davanti a uno stadio pieno, caldo, identitario, scopre la verità che sta segnando questo inizio di stagione: se limiti la Reggina e non la uccidi, poi lei ti finisce ( sportivamente parlando).

Il primo tempo è una partita a scacchi. L’Igea Virtus annulla il gioco degli amaranto, li costringe a girare largo, li tiene lontani dalla zona calda. Ma non affonda, non punge, non trova il varco giusto. E quando non fai male a questa Reggina, stai solo rimandando la tua condanna. Perché la squadra di Marchionni ha una difesa che non concede aria e una mentalità che non si spezza.

La ripresa è un cambio di luce, come se qualcuno avesse acceso il proiettore del film vero. La Reggina rientra con un piglio feroce, prende campo, prende ritmo, prende coraggio. E soprattutto cambia uomini, perché Marchionni ha una rosa che può ribaltare le partite dalla panchina. Dentro Rossetti e Alma, fuori Abonckelet e Jallow: l’inerzia si sposta, il match si piega, l’Igea Virtus va alle corde. È qui che si vede la differenza tra una squadra forte e una squadra che prova a esserlo: la Reggina sa quando colpire, sa quando accelerare, sa quando chiudere la porta e buttare via la chiave.

Il Granillo esplode, la classifica si allunga, il primato si consolida. Cinque vittorie, punteggio pieno, una marcia che somiglia a una dichiarazione di proprietà: questo girone lo comandiamo noi.

E mentre i tifosi amaranto festeggiano, arriva anche la risposta elegante ma tagliente al presidente giallorosso Bonina. Nessun problema di coronarie, nessun affanno: qui si gode di ottima salute. Caro presidente, lei ha una squadra bella e ben allenata, ma certe dichiarazioni la mettono in una posizione che non merita. L’Igea Virtus è una realtà rispettabile, non serve trasformarla in una caricatura.

La Reggina vola. Vola perché è forte, perché è consapevole, perché ha una mentalità che non si compra e non si improvvisa. Vola perché sa soffrire e sa colpire. Vola perché questo girone, oggi, ha un leader che non lascia dubbi.

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