“Reggina facilitata dal calendario”, dice qualcuno ma non è così. Preoccupa lo stato del terreno di Lamezia Terme dove la squadra sarà seguita da un gran numero di tifosi
Diciassette reti segnate, zero subite. Nessuno in Italia, dalla Serie A ai dilettanti, viaggia ai ritmi della nuova Reggina di Marco Marchionni. Una macchina da gol micidiale che domenica, però, è chiamata alla prova del nove: la trasferta di Lamezia Terme contro la squadra vigorina. Più che l’avversario in sé, a preoccupare lo staff amaranto sono le condizioni del terreno di gioco del “D’Ippolito”, descritto come un campo sconnesso e ai limiti della praticabilità che costringerà la capolista a cambiare pelle.
Numeri da capogiro (e il tassello degli scettici)
Il cammino iniziale dei calabresi è impressionante: quattro gare ufficiali tra Coppa e campionato e un clean sheet totale che esalta la solidità del collettivo. Anzi, il bottino offensivo è persino stretto: tra i tre pali colpiti, il rigore fallito da Alma e i miracoli dei portieri avversari (su tutti Santillo dell’Avola), il “tassellatore” amaranto avrebbe potuto registrare tranquillamente 21 e più reti.
Qualche scettico storce il naso, liquidando i successi come semplici passaggi formali contro neopromosse dall’Eccellenza. La realtà del campo, però, racconta un’altra storia. Il PraiaTortora, travolto 7-0 in Coppa, ha poi fermato l’AC Palermo ed il Sambiase. Il Modica ha affrontato la Reggina a viso aperto e l’Avola, prima di crollare 4-0 al Granillo, aveva messo alle corde l’Igea Virtus con la coppia d’attacco Tedesco-Galesio. Isolare i meriti di Acquadro e compagni, insomma, è un esercizio che non regge davanti ai numeri.
Battaglia di fango a Lamezia: la metamorfosi tattica
Domenica al “D’Ippolito” scenario e spartito cambieranno radicalmente. Il rettangolo di gioco lametino si presenta spelacchiato, irregolare e con dimensioni ridotte. Un ostacolo enorme per una squadra abituata alla transizione palla a terra e al fraseggio nello stretto.
I centrocampisti dai piedi buoni – Franchini, Laaribi, Acquadro, Rotulo e Abonckelet – dovranno necessariamente riporre il fioretto in bacheca e impugnare la sciabola. Con rimbalzi della palla imprecisi e linee di passaggio sporche, le finezze tecniche diventeranno un lusso inutile e pericoloso.
Ecco perché la chiave del match passerà dai lanci lunghi e dalle seconde palle: Marchionni, tecnico meticoloso nel preparare i dettagli, chiederà ai suoi di alzare il baricentro sfruttando la fisicità e i colpi di testa delle due torri offensive, Magrassi e Jallow. Per continuare a correre, la Reggina del bel gioco dovrà dimostrare di saper anche lottare nel fango.
Febbre amaranto a Lamezia: polverizzati i 709 biglietti del settore ospiti
Nonostante lo scetticismo da “bar dello sport” che spesso accompagna le vigilie più tese, la tifoseria della Reggina risponde con i fatti e si prepara a un vero e proprio esodo. Nel giro di poche ore, i sostenitori amaranto hanno infatti polverizzato tutti i 709 tagliandi disponibili per il settore ospiti del vetusto impianto di Lamezia Terme, garantendo un colpo d’occhio da categorie superiori.
Per gli uomini di mister Marchionni si preannuncia una trasferta calda, ma con il vantaggio psicologico di un intero muro umano a spingere la squadra dal primo all’ultimo minuto. La Reggina scende in campo con un doppio obiettivo: vincere per blindare il primato in classifica e, soprattutto, dedicare i tre punti a una piazza che negli ultimi anni ha inghiottito troppi bocconi amari. I tifosi hanno fatto la loro parte; ora la palla passa alla squadra.






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