Prestazione indecorosa e indegna degli uomini di Torrisi su un terreno di gioco vergognoso

Una vittoria che sa di sconfitta definitiva. La Reggina espugna il terreno di Milazzo, ma la cronaca parla di una prestazione indecorosa che mette la parola fine alle speranze amaranto. In un pomeriggio segnato da un campo ai limiti dell’impraticabilità e dal silenzio degli spalti (trasferta vietata dal Prefetto), la squadra di Torrisi abdica ufficialmente da ogni ambizione di vertice.
Le scelte tattiche
Mister Catalano schiera il suo Milazzo con un solido 3-5-2, affidandosi all’esperienza dell’ex Curiale e alla fisicità di Galesio in avanti. Alfio Torrisi risponde con il consueto 4-2-3-1: Mungo e Laaribi agiscono da raccordo dietro l’unica punta Luca Ferraro, mentre la difesa è affidata ai fratelli Girasole.
Il match: lampi nel “nulla”
Il primo tempo è un inno alla confusione. Su un terreno di gioco imbarazzante, la Reggina fatica a costruire trame degne di nota. Al minuto 8, un colpo di testa di Girasole impegna Quartarone, ma è solo un episodio isolato in un match dominato dai contrasti a centrocampo.
La partita si sblocca grazie a un’intuizione: Momo Laaribi, servito splendidamente da Giuliodori, indovina la conclusione dalla distanza che batte il portiere di casa. La gioia dura poco: allo scadere della prima frazione, l’arbitro Gambirasio concede un rigore generoso al Milazzo per un contatto Fofana-Curiale. Dal dischetto, Galesio non sbaglia e firma l’1-1.
Nella ripresa il copione non cambia. La Reggina appare svuotata, priva di mordente e cattiveria agonistica. Eppure, quasi per inerzia, arriva il raddoppio: il subentrato Guida, più reattivo di un evanescente Mungo, corregge in rete un cross dalla sinistra firmando il definitivo 1-2.
Verdetto spietato: è fallimento sportivo
Nonostante i tre punti, il verdetto del campionato è una sentenza senza appello. I successi di Savoia (66 punti) ed il pareggio della Nissa (64) rendono vana la rincorsa amaranto. Al triplice fischio esplode la rabbia per una stagione chiusa nel peggiore dei modi: tra rimpianti, recriminazioni e l’immagine di una squadra scesa in campo senza il carattere necessario per onorare la maglia.
Per la Reggina di Torrisi cala il sipario. Quello che resta è il ritratto di un fallimento sportivo senza precedenti, maturato in un pomeriggio di mediocrità tecnica e in un’annata infruttuosa





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