Nel calcio, come nella vita, i calcoli razionali spesso si infrangono contro il muro della realtà. Alla vigilia della 33ª e penultima giornata del Girone I di Serie D, la classifica parla chiaro: Nissa e Savoia guidano il gruppo a quota 63 punti. La Reggina, scivolata a -3 dopo i recenti passi falsi, insegue a 60 lunghezze, sapendo di non essere più l’unica artefice del proprio destino.
Lo scenario: tra campi di battaglia e “rinunce”
Il calendario di questo turno mette a dura prova i nervi degli amaranto:
- La Nissa farà visita a un Sambiase che, pur sognando i playoff, dovrà fronteggiare la corazzata siciliana intenzionata a chiudere i conti.
- Il Savoia è atteso al Velodromo dall’Athletic Club Palermo, una squadra che sembra aver smarrito la propria verve agonistica, trasformandosi in una vittima sacrificale ideale per gli oplontini.
- La Reggina si gioca il tutto per tutto a Milazzo. Una trasferta dove la vittoria è l’unico risultato ammesso per sperare ancora nel miracolo sportivo.
La nostra filosofia e il “varco” di Montale
In questo scenario di apparente stasi numerica, le parole che echeggiano maggiormente da queste pagine — “l’imprevisto è l’unica certezza della vita” — risuonano come un mantra di resilienza. È l’accettazione del caos, di quella variabile impazzita che sfugge a ogni schema tattico.
Ma è Eugenio Montale, nella sua celebre “Prima del viaggio”, a dare una profondità diversa a questo finale di stagione. Scrivendo che “un imprevisto è la sola speranza”, il poeta non parla di un problema da gestire, ma di un’emozione nuova, di un varco che si apre nel determinismo di un campionato che sembra già scritto. Per la Reggina, l’imprevisto è oggi il miglior alleato: quel passo falso inaspettato delle capoliste che permetterebbe di riaprire i giochi proprio sul traguardo. In fondo, chi crede nel calcio crede nell’impossibile. E a Reggio Calabria, oggi, la poesia di Montale è l’unico schema tattico rimasto per sognare la Serie C. Nonostante tutto, però, la fiammella è sempre accesa anche non si giocherà sui campi sconnessi e imbarazzanti come quelli di Gela, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. A buon intenditor poche parole…





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