Il countdown per la sfida tra Gela e Reggina è ufficialmente iniziato. Un match che, se da un lato vede una Reggina intenzionata a fare bottino pieno per continuare a cullare i sogni di promozione diretta in Serie C, dall’altro mette di fronte un Gela che non ha più nulla da chiedere al campionato, ma che è chiamato a una prova di dignità davanti al proprio pubblico.

Qui Reggina: squadra quasi al completo

Mister Torrisi può sorridere. Dopo la convincente e meritatissima vittoria contro l’AC Palermo, la formazione amaranto non dovrebbe subire scossoni. L’unico grande assente è il capitano Nino Barillà, fermo ai box ma pronto al rientro per la prossima sfida interna contro il Paternò. Per il resto, la squadra viaggia verso Gela con il morale alto e l’obiettivo chiaro: tentare il tutto per tutto per non perdere il passo in classifica.

Qui Gela: infermeria piena per Mister Misiti

Situazione diametralmente opposta per i padroni di casa. Peppe Misiti è costretto a fare i conti con una vera e propria emergenza muscolare. Preoccupano seriamente le condizioni di Bollino, Baldeh e Aperi, la cui presenza è fortemente in dubbio. Uno spiraglio di luce arriva dai recuperi di Maltese e Tuccio, quest’ultimo assente nella “discussa” trasferta di Caltanissetta. Con la salvezza già in tasca e i playoff ormai fuori portata, il Gela potrà comunque scendere in campo con la mente libera, cercando di onorare l’impegno senza troppe pressioni di classifica.

Il caso stadio: porte chiuse ai reggini

Non mancano le polemiche extra-campo. Il Presidente Toti Vittoria ha confermato che la sfida si giocherà al “Vincenzo Presti” di Gela, declinando l’ipotesi di un trasferimento al “Liotta” di Licata. Una scelta che fa discutere: l’indisponibilità di una tribuna fanno scattare il divieto di trasferta per i tifosi amaranto in una gara che per la squadra di Reggio Calabria dev’essere considerata da “dentro o fuori” in tema promozione diretta. Nonostante i “sussurri” e le “grida” post Caltanissetta-Gela (dove i biancazzurri non hanno mai superato il centrocampo nisseno) nessuno chiede al “Delfino” di “scansarsi”. Al contrario, ci si aspetta una partita vera, maschia e cattiva dove la Reggina potrà dimostrare di avere i giusti attributi e un grande, grandissimo moto d’orgoglio  

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