La Reggina ha la necessità di ritrovare lo smalto delle prime cinque giornate dove qualsiasi soluzione era “opportunamente” vincente
Nissa – Reggina, vietato chiamarla semplice partita di pallone. Al “Marco Tomaselli” va in scena un incrocio cruciale, dove le opposte motivazioni di classifica si fondono con l’obbligo assoluto di fare punti. Per i padroni di casa, la sfida rappresenta l’occasione per dare una svolta a un campionato finora asfittico, che vede la squadra momentaneamente relegata nella parte destra del tabellone.
La svolta societaria non ha ancora dato i frutti sperati. Dopo il pesante K.O. esterno ad Avola, il patron Luca Giovannone ha sollevato dall’incarico Francesco Di Gaetano – tecnico di grande esperienza e pragmatismo tattico – affidando la panchina a Ivan Moschella, reduce dalle avventure nei settori giovanili di Trapani e Crotone. I numeri del nuovo corso faticano però a decollare. Se Di Gaetano aveva racimolato sette punti, frutto dei successi su Trapani e Vigor Lamezia e del pareggio di Licata, Moschella ha finora raccolto appena due punti, figli dei pareggi esterni contro Nuova Igea e Ragusa, oltre al ko interno al debutto contro la Vibonese.
La vera nota lieta per il tecnico biancoscudato è la fine dell’emergenza sanitaria. Una rosa falcidiata dagli infortuni sin dal ritiro estivo ritrova finalmente le sue colonne portanti. Contro la Reggina torneranno infatti a disposizione pedine del calibro di Rapisarda, Cusumano, Tamajo e soprattutto il bomber Fabio Alagna. Resta invece in forte dubbio l’atteso ex De Felice, ancora alle prese con noie muscolari.
In casa amaranto la parola d’ordine è “riscatto“. Gli uomini di Marco Marchionni devono ritrovare lo smalto delle prime cinque giornate, quando ogni soluzione tattica sembrava tramutarsi in oro. Il pareggio interno con la Vibonese di domenica scorsa ha lasciato l’amaro in bocca alla tifoseria, complice anche un gol regolarissimo non concesso alla Reggina. Tuttavia, sono state le ultime prestazioni – il passo falso di Trapani e la scialba prova di Coppa contro l’Igea Virtus – a sollevare più di una perplessità, nonostante il tecnico continui a ostentare calma e sicurezza.
Il focus si sposta sulla tenuta atletica: eccezion fatta per i motori inesauribili di Baggi e Toscano, la squadra sembra aver perso la brillantezza dell’avvio di stagione. Un calo fisiologico dopo i dispendiosi impegni ravvicinati, ma che nasconde anche un nodo tattico. L’inserimento di Jallow al fianco di Magrassi come punta aggiuntiva sembra aver incrinato gli equilibri della manovra. Tra l’altro, gli stop di Michele Guida e del brasiliano Matheus Reis (che viaggiava a mille prima dell’infortunio) hanno privato la squadra di quella imprevedibilità sulle corsie laterali che sembrava imprescindibile per il credo tattico amaranto. “Operazione Nissa” che quindi significa: riposo “forzato” per Jallow, ritorno all’antico (con Reis al centro dell’attacco), centrocampo a tre con Rotulo regista avanzato e ritorno in campo di un elemento duttile come Domenico Girasole che sa difendere e colpire con i suoi “proverbiali” colpi di testa risolutivi.






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