Reggina, un pari che sa di “poco”: la Vibonese in dieci frena gli amaranto al Granillo

Dov’è finita la Reggina spumeggiante di qualche settimana fa? È la domanda che tormenta il pubblico del “Granillo” al triplice fischio di un match che lascia tanto amaro in bocca. Finisce 1-1 contro una buona Vibonese, un risultato che serve a poco ai padroni di casa, sebbene lo scialbo pareggio permetta alla squadra di Marchionni di mantenere la vetta della classifica, seppur in coabitazione con il Sambiase. Questa, purtroppo, resta l’unica nota positiva di una domenica opaca.

Scelte coraggiose e ritmi alti

Entrambe le squadre si presentano specchiandosi nello stesso modulo, il 3-5-2, ma le sorprese non mancano fin dalle battute iniziali. In casa amaranto fanno discutere le “bocciature” eccellenti di Domenico Girasole e Toti Porcino, spediti direttamente in tribuna. In attacco c’è spazio per la coppia Alma-Magrassi, con Rossetti preferito a Abonckelet sulla mediana. Dall’altra parte, il tecnico ospite Marra schiera la miglior formazione possibile, affidandosi a Rioko, Semenzin, Cosandey e Marsico per scardinare la retroguardia locale.

L’avvio è di marca ospite: la Vibonese approccia il match con personalità, mostrando un calcio essenziale fatto di scambi veloci e ficcanti di matrice quasi “sudamericana”. La manovra mette in soggezione la Reggina, che tuttavia risponde colpo su colpo grazie alle geometrie di Rotulo e alle spinate laterali di Baggi e Toscano.

Botta e risposta: Toscano illude, Cosendey gela il Granillo

Al 12’ l’episodio che fa infuriare lo stadio: viene annullato un gol regolarissimo a Magrassi per un ipotetico fuorigioco di Alma visto solo dal direttore di gara. La Reggina non si scompone e al 30’ trova il meritato vantaggio: sugli sviluppi di un corner, Riccardo Rotulo raccoglie un rinvio corto della difesa ospite e serve Toscano, che fa partire un bolide di rara potenza che fulmina il portiere avversario.

Nella ripresa, però, il copione cambia. Al 55’, quasi dal nulla, la Vibonese trova il pareggio: splendida azione orchestrata da Ledesma e tap-in vincente di Bruno Cosendey che batte Lagonigro.

Assalto finale e superiorità numerica non sfruttata

Marchionni corre ai ripari e ridisegna la squadra: fuori Alma, dentro Reis al fianco di Magrassi. Poco dopo l’ora di gioco, il tecnico amaranto tenta il tutto per tutto passando al 3-4-3 con gli innesti di Jallow e Laaribi. La svolta del match sembra arrivare pochi minuti più tardi, quando la Vibonese resta in dieci uomini: il neo-entrato Castro si macchia di un grave gesto di reazione, sferrando una gomitata a gioco fermo a Rosario Girasole.

Con l’uomo in più e a quindici minuti dal termine, Marchionni gioca la carta del 4-2-4 extra-offensivo inserendo anche Guida. Nonostante il forcing e il pesante sbilanciamento in avanti, la Reggina punge pochissimo, collezionando solo un tiro centrale e “telefonato” di Jallow.

Al triplice fischio è 1-1. La Reggina fallisce l’occasione d’oro per allungare sulle inseguitrici, sbattendo contro l’ottima organizzazione collettiva e le individualità di una Vibonese ben disposta in campo. Per vincere questo campionato, contro avversarie ridotte in dieci, servirà decisamente un altro piglio.

Foto Gazzetta del Sud

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