Due sconfitte consecutive ridimensionano la Reggina di Marchionni, eliminata anche dalla Coppa Italia per mano della Nuova Igea Virtus. Svaniti il cinismo e la fame delle prime cinque giornate, la squadra sembra adesso ostaggio della paura. Domenica al Granillo arriva la Vibonese: serve un immediato bagno d’umiltà
I numeri e il campo non lasciano spazio a troppe interpretazioni: per la Reggina è ufficialmente crisi. Dopo il passo falso di Capaci contro un Trapani mai domo, il KO di Barcellona Pozzo di Gotto contro la Nuova Igea Virtus certifica il momento no degli amaranto, sancendo una dolorosa eliminazione dalla Coppa Italia. Se non si vuole usare la parola “crisi”, si deve quantomeno parlare di un pesantissimo campanello d’allarme che la società e lo staff tecnico non possono più ignorare.
Svanita l’identità di inizio stagione
Ciò che preoccupa maggiormente non sono soltanto i risultati, ma l’improvvisa involuzione sul piano del gioco e dell’atteggiamento. La squadra spumeggiante, cinica e affamata vista nelle prime cinque uscite stagionali – capace di dominare sulle seconde palle, trovarsi a memoria sul rettangolo di gioco e far divertire il pubblico – sembra svanita. Nelle ultime due apparizioni, la compagine guidata da Marco Marchionni ha mostrato evidenti limiti strutturali e, soprattutto, caratteriali. Contro il Trapani è emersa una forte fragilità emotiva: la paura di sbagliare ha bloccato le gambe e le idee dei calciatori, portando a una sconfitta inevitabile.
L’illusione di Coppa e il crollo nella ripresa
L’andamento del match di Coppa Italia contro l’Igea Virtus fotografa perfettamente il momento di confusione della squadra. Nel primo tempo, complice il robusto turnover applicato dal tecnico avversario Ferraro (inizialmente privato di pilastri come Faccetti, Joao Pedro, Piovano, Longo e Cicirello), la Reggina ha espresso un buon calcio. Trovato il vantaggio lampo, gli amaranto hanno però sprecato almeno quattro nitide occasioni da rete per raddoppiare, complice un Jallow apparso ancora lontano dalla migliore condizione.
Nella ripresa, la mossa di Ferraro di inserire i “titolarissimi” ha invertito l’inerzia del match, dando il via al crollo ospite. A nulla è valsa la perla balistica da cineteca firmata da Michele Guida, una prodezza personale che ha soltanto illuso l’ambiente ma non è bastata a salvare la qualificazione.
Al Granillo arriva la Vibonese: vietato sbagliare
Adesso non sono più ammessi passi falsi. L’intero spogliatoio è chiamato a un profondo esame di coscienza e a un bagno d’umiltà collettivo. Il calendario, del resto, non concede pause: il prossimo avversario al Granillo si chiama Vibonese, formazione che occupa la seconda piazza della classifica e che arriverà a Reggio Calabria con l’obiettivo dichiarato di fare bottino pieno. Una minaccia concreta che la Reggina ha il dovere assoluto di disinnescare, per non rischiare di compromettere definitivamente la propria stagione già in autunno.






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