Dopo avere scritto dei portieri e dei difensori, ovviamente è il turno dei centrocampisti.
Dobbiamo mettere in chiaro un aspetto: è evidente che, ogni volta che si stila un elenco, c’è qualcuno che resta fuori. Sia per i portieri che per i difensori, abbiamo cercato di segnalare quelli con maggiori presenze, purtroppo bisogna mettere dei limiti, altrimenti l’elenco non finisce più.
Ed è così anche per i centrocampisti.
Ma non abbiamo problemi a indicare chi sta in cima alla graduatoria delle presenze in maglia amaranto: Francesco (Ciccio) Cozza 19.1.1974, prodotto del vivaio amaranto (ricordiamo che ha disputato la finale del campionato Primavera il 28 giugno del 1992, quando è entrato al posto di Sergio Campolo) ha disputato con la Reggina 235 incontri di campionato con 48 gol, più 16 incontri di coppa Italia e tre reti, per cui il suo totale è di 251 partite ufficiali e 51 gol.

Cozza è considerato il giocatore – simbolo della Reggina in Serie A, a motivo della sua fedeltà alla maglia amaranto, con la quale ha disputato nove campionati, il primo dei quali fu quello della promozione in Serie A, segnando quello spettacolare gol a Brescia il 18 aprile del 1999; e l’ultimo fu quello 2008 – 2009, concluso purtroppo con la retrocessione in Serie B.
Dietro Cozza ci sembra giusto inserire Massimo Mariotto 12.2.1966. Mariotto è arrivato a Reggio Calabria nell’estate del 1986, inserito nella squadra che disputava il campionato di Serie C con in panchina mister Albertino Bigon. A Reggio Calabria Mariotto è rimasto una prima volta fino a settembre del 1990, quando si è trasferito al Como in Serie C1; poi, dopo il campionato 1991 – 92 disputato con la Reggina, sempre in Serie C1, era andato un anno a Udine in Serie A, totalizzando 12 presenze. Ritorna a Reggio Calabria una terza volta per altri due campionati, poi lascia definitivamente la maglia amaranto, destinazione Alessandria.
Con la Reggina Mariotto ha disputato 220 incontri di campionato accompagnati da 14 gol, più altri 10 incontri di coppa Italia professionisti, senza contare quella semipro, per cui siamo intorno alle 240 presenze complessive.
Giacomo Tedesco 2.2.1976 è un fedelissimo della maglia amaranto. Le sue cifre parlano di un numero di presenze intorno alle 170, tra campionato e coppa Italia, in due distinti periodi. Il primo periodo va dal 2003 al 2007 e sono quattro campionati di Serie A, in cui Giacomo Tedesco si mette in luce per il suo apporto nella zona nevralgica del campo, fatto di applicazione e dinamismo. Non disdegna gli inserimenti in fase d’attacco, e ricordiamo a tal proposito il suo primo gol in maglia amaranto, un esterno sinistro che fa secco Antonioli in una sconfitta contro la Sampdoria, a Marassi, per 3 – 2 il 20 febbraio del 2005.
Il secondo periodo di Tedesco alla Reggina comprende due campionati di Serie B, da gennaio 2010 al 2011. Ricordiamo tutti il suo furore nella partita di ritorno degli spareggi promozione contro il Novara, a testimonianza del suo attaccamento ai colori sociali.
Il curriculum di Giacomo Tedesco è assai lusinghiero: 220 partite di Serie A e 7 gol (Salernitana, Napoli e Catania, oltre alla Reggina) e 237 in Serie B e 16 gol (Palermo, Salernitana e Cosenza).
E veniamo a Elvi Pianca 8.8.1952. Pianca è considerato il più forte calciatore che abbia mai vestito la maglia della Reggina. Sappiamo bene che questi confronti devono tenere conto soprattutto del modo di giocare, del sistema, del modulo. Pianca giocava a Reggio Calabria quando ancora il modulo era quello delle marcature a uomo, con i ruoli fissi. Lui era un centrocampista d’attacco, correva poco, ma gli bastava inventare un passaggio, una finta, un dribbling, una giocata, un tiro al volo, per risolvere una partita.

Quando è arrivato a Reggio Calabria nell’estate del 1974, fin dai primi incontri di Coppa Italia Semipro noi tifosi non credevamo ai nostri occhi: le sue giocate erano strabilianti.
Pianca è rimasto a Reggio Calabria dal 1974 all’ottobre del 1979, quando si trasferì all’Udinese in Serie A. Con la maglia della Reggina ha disputato 161 incontri di campionato e segnato 40 gol, ai quali bisogna aggiungere gli incontri di Coppa Italia e il Torneo Anglo Italiano, per cui siamo intorno alle 180 presenze complessive.
Di Simone Missiroli abbiamo già scritto.
Un altro ottimo centrocampista che ha vestito la maglia amaranto è stato Giancarlo Snidaro 21.9.1954. In verità, Snidaro era arrivato a Reggio Calabria nel 1976 con la fama di centravanti, l’anno prima con la maglia del Civitavecchia in Serie D aveva segnato 17 gol. L’allenatore Carlo Facchin lo sposta di ruolo, indovinandone le giuste potenzialità, e costruisce la figura di un mediano roccioso, dai piedi buoni, che comunque partecipa alla fase di costruzione del gioco di attacco in maniera incisiva. Snidaro disputerà con la maglia della Reggina ben cinque campionati, sempre presente, con circa 160 presenze tra campionato e coppa e una ventina di reti segnate. La sua carriera complessiva lo ha visto, in seguito, all’Atalanta e al Piacenza, con 76 presenze in Serie B negli anni ottanta.
Raccontano i tifosi anziani che Vito Florio 9.6.1938 – 18.9.2018 era un centrocampista fortissimo.
Dopo essersi messo in luce con la maglia del Catanzaro, che ha vestito per cinque campionati a cavallo tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta, e un breve passaggio alla Lazio in Serie B, arriva a Reggio Calabria nell’estate del 1964 e partecipa a quella meravigliosa impresa sotto la guida di Tommaso Maestrelli che porterà la Reggina alla promozione in Serie B e a sfiorare la Serie A l’anno seguente.

È stato il capitano della Reggina di quegli anni, a testimonianza del suo carisma. Con la maglia della Reggina ha disputato all’incirca 160 incontri ufficiali, tra campionato e Coppa, mettendo a segno una ventina di gol. Ha chiuso la sua carriera proprio a Reggio Calabria, alla fine del campionato di Serie B 1969 – 70, a trentadue anni.
Invece Mozart Santos Batista Junior, più semplicemente Mozart 8.11.1979, centrocampista brasiliano, all’inizio nel suo primo campionato con la maglia della Reggina del secondo campionato di Serie A, non convinceva granché, sembrava non adattarsi al campionato italiano, forse le aspettative erano altre. In seguito, invece, Mozart si è rivelato un ottimo calciatore, probabilmente un brasiliano atipico, più intelligenza tattica e concretezza e meno spettacolo.
Nei suoi cinque anni trascorsi a Reggio Calabria ha messo insieme 149 presenze tra campionato e Coppa, segnando 11 gol. Ricordiamo con particolare emozione la rete da lui messa a segno il 19 ottobre del 2003 in occasione di Reggina – Siena: calcio d’angolo di Leon, sponda di Dall’Acqua, e Mozart controlla al limite dell’area e al volo tira all’incrocio.
Giandomenico Mesto 25.5.1982 ha avuto un’ottima carriera di calciatore: 331 partite di Serie A, con la maglia della Reggina, Udinese, Genoa e Napoli.
Mesto è uno dei migliori prodotti del vivaio amaranto, uno dei “figli del Sant’Agata” più prestigioso, un centrocampista moderno, dalla corsa e dalla tecnica che riusciva a trascinare una intera squadra.
Ha disputato solamente un incontro in Serie B, meglio ancora, praticamente due minuti in tutto, essendo entrato all’89’ al posto di Vittorio Pinciarelli, e si trattava di Verona – Reggina dell’11 ottobre del 1998, terminata 3 a 1 in favore degli scaligeri.
In totale Mesto ha vestito la maglia amaranto per quasi 150 incontri tra campionato e Coppa, con 1 gol all’attivo, quello segnato il 15 maggio del 2005 al Palermo, in trasferta, per l’1 – 1 definitivo, correggendo in rete dopo il palo colpito da Bonazzoli.
Giuliano Belluzzi 8.3.1954 ha lasciato un ottimo ricordo a Reggio Calabria. Anche lui era arrivato nella nostra città nell’estate del 1974, proponendosi come mediano laterale di destra dotato di ottima corsa, velocità e tecnica. Era talmente veloce che, quando andava via sulla fascia destra, e l’avversario commetteva fallo, lui cadeva per terra, si rotolava e si rialzava riprendendo la corsa come se non fosse successo niente.
Dopo aver vestito la maglia amaranto per più di cento incontri, segnando anche 5 reti, la sua carriera è proseguita in Serie B, prima con il Lecce, poi a Bari per tre stagioni, e ancora ad Arezzo nel torneo cadetto 1982 – 83.
Arcangelo Sciannimanico 8.9.1956 era il calciatore ideale che ogni allenatore avrebbe voluto nella propria formazione. Centrocampista dotato di ottima tecnica, ma anche calciatore con personalità e carisma, in tutte le squadre in cui ha militato ha sempre portato un ottimo contributo di intelligenza tattica e di professionalità.
Sciannimanico è un prodotto del vivaio del Bari, con la cui maglia ha esordito il 21 aprile del 1974 sul campo del Taranto, per uno 0 – 0, a diciotto anni da compiere. Rimane a Bari per cinque campionati, poi un anno a San Benedetto del Tronto, quindi tre anni a Foggia, con promozione in Serie B.
Nell’estate del 1982 arriva a Reggio Calabria dove rimane per tre campionati di seguito, un centinaio di presenze ed una ventina di gol, sempre in Serie C. Poi andrà a Barletta, Salerno, Terni, Mantova, a testimonianza del suo valore.
Vogliamo concludere con due centrocampisti dall’elevatissimo valore tecnico, che però non hanno raggiunto grossi numeri in termini di presenze con la maglia amaranto.
Uno è Shunsuke Nakamura 24.6.1978 che, nei suoi tre anni alla Reggina, tra il 2002 e il 2005, ha disputato 80 incontri segnando 11 reti. Il centrocampista giapponese ha fatto vedere ottime giocate con la maglia amaranto, proponendosi a livello internazionale, infatti dopo l’esperienza reggina si è trasferito in Scozia al Celtic Glasgow e, dopo un breve passaggio in Spagna, è tornato in Giappone con la maglia dello Yokohama Marinos. Ha concluso la propria carriera nel 2022, a 44 anni, dopo aver vestito la maglia della nazionale giapponese un centinaio di volte.
L’altro è Massimo Orlando 26.5.1971, fortissimo centrocampista arrivato giovanissimo a Reggio Calabria proveniente dal settore giovanile del Conegliano Veneto. Orlando ha esordito in Serie B il 23 ottobre del 1988 in occasione di Cosenza – Reggina 3 – 1, a diciassette anni da poco compiuti. Dimostrava già una classe e una tecnica che ne faceva immaginare una carriera eccezionale. Rimane a Reggio Calabria per due campionati; al suo nome è legato un grosso rimpianto: mister Nevio Scala lo tiene in panchina in occasione dello spareggio di Pescara contro la Cremonese, e lo manda in campo al 91’ al posto di Massimo Mariotto. Sappiamo tutti come finì, chissà … forse con Orlando in campo dal primo minuto …

Ha vestito la maglia della Nazionale Under 21 per 14 incontri, compreso l’amichevole disputata a Reggio Calabria il 26 settembre del 1990 contro l’Olanda, terminata 1 – 0 per gli azzurrini.
Nell’estate del 1990 viene acquistato dalla Juventus. Gioca mezzo tempo di Coppa Italia contro il Taranto, e mezz’ora dei sedicesimi della Coppa delle Coppe contro lo Sliven, subentrando a Totò Schillaci, con Roberto Baggio tra i compagni. Poi però la carriera di Orlando prosegue in Serie A con la maglia della Fiorentina dal 1990 al 1997, con un intermezzo al Milan di Fabio Capello nel torneo 1994 – 95; poi all’Atalanta per tre stagioni, ma problemi fisici lo affliggono e lo costringono a chiudere precocemente la sua attività, che avrebbe certamente meritato di più.




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