Si addensano nubi nerissime sul futuro del Siracusa Calcio. La gestione del presidente Alessandro Ricci attraversa il momento più buio dalla sua fondazione: Agenzia delle Entrate, INPS e Camera di Commercio hanno ufficialmente depositato via PEC la costituzione in giudizio nell’ambito della procedura fallimentare che pende sul club azzurro.
Al centro della contestazione ci sono le pesanti inadempienze fiscali e previdenziali relative al mancato versamento di IVA, Irpef e contributi entro la scadenza dello scorso dicembre. Un colpo durissimo per la società, che si trova ora a dover rispondere di un debito erariale che rischia di metterne definitivamente la parola “fine” alla storia recente.
La strategia della difesa
In questo scenario d’emergenza, l’ultima linea di difesa è affidata all’avvocato del club, Sandra Giardina. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, la legale avrebbe presentato una documentazione basata su un consistente “tesoretto” di crediti che il club vanterebbe verso terzi. L’obiettivo è dimostrare al Giudice che tali somme siano sufficienti a coprire le istanze dei creditori, evitando così il concordato fallimentare e la conseguente liquidazione.
Il bivio decisivo
Il futuro è appeso a un filo: nei prossimi giorni verrà fissata una nuova udienza che stabilirà se il Siracusa potrà proseguire la sua attività o se dovrà dichiarare la resa. Per la città e per la tifoseria, il timore è quello di un ritorno nell’abisso del dilettantismo o, peggio, della sparizione dal panorama calcistico. La corsa contro il tempo è ufficialmente iniziata. Solitamente la migliore parola è quella che non esce. Pur tuttavia quel punto di differenza relativo allo scorso campionato brucia – eccome se brucia! – sulla pelle dei tifosi amaranto





Rispondi