Quello che era iniziato come un sussurro di corridoio è diventato una realtà procedurale: la Nuova Igea Virtus è stata “ufficiosamente” deferita. Al centro della contesa c’è la posizione del portiere Cristian De Falco, arrivato dalla Primavera della Reggiana con una dote pesante: tre giornate di squalifica mai scontate.


La difesa della società

Nonostante la gravità formale dell’atto, l’ambiente barcellonese mantiene una facciata di assoluta serenità. Il Presidente Onorario Immacolato Bonina, dopo le smentite iniziali, ha confermato l’esistenza del provvedimento ma continua a predicare ottimismo. Secondo la dirigenza, la società non avrebbe responsabilità dirette, confidando in un vizio di forma o in un errore nei flussi comunicativi al momento del tesseramento.


Cosa dice il Regolamento

La giustizia sportiva, tuttavia, è spesso meno incline alle interpretazioni ambientali. Il principio della responsabilità oggettiva parla chiaro: l’impiego di un calciatore in posizione irregolare comporta sanzioni che solitamente si traducono in punti di penalizzazione in classifica. L’entità del danno dipenderà dal numero di match in cui De Falco è sceso in campo nonostante la squalifica pendente.


Tempistiche e scenari

Secondo quanto emerso durante l’ultima puntata di TeleFuturaNissa, la sentenza di primo grado dovrebbe arrivare entro il 15 marzo. Sebbene la società escluda categoricamente sconfitte a tavolino (per ragioni di termini procedurali ormai decorsi), l’ombra di una penalità che potrebbe ridisegnare la corsa salvezza o i playoff rimane concreta.

L’Igea Virtus attende dunque il verdetto con il fiato sospeso: tra una decina di giorni sapremo se il “grido” di innocenza di Bonina troverà riscontro nelle aule federali o se la classifica dei giallorossi subirà un brusco scossone.

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