La Reggina batte meritatamente il Ragusa in una gara difficilissima
“A Ragusa ha vinto solo il Milazzo mentre la Nissa non è andato oltre il pareggio ed il Savoia si è addirittura dovuto piegare all’intraprendenza degli azzurri”. Così parlava Alfio Torrisi in conferenza stampa, sottolineando, tra l’altro, che la partita sarebbe dovuta passare dal tassativo recupero delle seconde palle e nella ferocia del pressing. E così è accaduto. Per la Reggina non sono scesi in campo sedici calciatori ma sedici leoni pronti a sbranare chiunque per placare la fame di vittoria e lanciare un messaggio chiaro e inequivocabile a chi ancora spera di poterla contrastare. Certo, il Ragusa visto oggi non avrebbe potuto lottare alla pari con la Reggina: diversa è la qualità, la tecnica, l’organizzazione e la voglia di stupire sebbene rimanga la consapevolezza di aver incontrato una squadra che potrà salvarsi senza troppi patemi d’animo sia per organizzazione che per idee (Messina ed Enna sono avvisate).
Le formazioni
Novità importanti nella Reggina: Salandria al posto di Laaribi, Lanzillotta a presidio della fascia destra mentre Edera non farà rimpiangere Di Grazia in un 4-2-3-1 dove Guida gioca dal primo minuto al posto di bomber Ferraro. Lucenti manda un abbottonatissimo 3-5-2 formato da Matteo Esposito; Accetta, Callegari, Prestigiacomo; Palladino, Memeo, D’Innocenzo, Bianco, Bernardo Esposito; Sinatra e Capone.
La cronaca del primo tempo
Pochi spettatori all’Aldo Campo vuoi per il caro prezzi (15 euro per una Serie D è un furto legalizzato) vuoi perché questo Ragusa non naviga in buone acque per cui gli spettatori preferiscono altri svaghi. Pur tuttavia sono 150 gli impavidi tifosi amaranto a seguito della squadra di Torrisi. Azzurri fallosi, determinati e veloci, Mungo, Fofana e Salandria incapaci di costruire su un terreno di gioco al limite della decenza e per una marcatura feroce da parte dei ragazzi di Lucenti che non giocano e non permettono il gioco altrui. Pur tuttavia, tra il 27’ ed il 35’, Nino Ragusa e Domenico Girasole non trovano il pertugio giusto per bucare la difesa azzurra. Quindi partita più difficile del previsto mentre Igea Virtus, Nissa, Savoia e A.C. Palermo sono in vantaggio rispettivamente su Gela, Vibonese, Sambiase e Milazzo.
Il secondo tempo
La ripresa si apre con una buonissima azione sulla destra che permette a Edera di trovarsi a tu per tu con il portiere avversario il quale, però, si salva in qualche modo. A questo punto Mister Torrisi getta nella mischia Sartore, Laaribi, Giuliodori e Ferraro con quest’ultimo che si piazza al fianco di Guida in un inedito 4-4-2 che dà l’agio di abbassare il baricentro e di accorciare visibilmente la disposizione in campo: e così al 75’ Domenico Girasole di testa manda alto un assist al bacio di Fofana mentre al minuto 81 Ferraro si fa ipnotizzare dal portiere avversario a seguito di una splendida iniziativa di Laaribi.
Il gol è nell’aria. Corner dalla destra di Salandria che pare dire “te’ va signa” e Domenico Girasole non se lo fa ripetere: Reggina in vantaggio con un perentorio intervento di testa che piega i guantoni del portiere.
Un uno a zero per gli amaranto che rispecchia fedelmente l’andamento della partita pianificata nei minimi dettagli senza tralasciare nulla al caso, compreso l’adattamento su un terreno di gioco dove sarebbe impossibile far crescere i “friarelli” e dove tecnica e qualità fanno a pugni con l’agonismo inasprito dal caos e dalla superficialità. Ma è pur sempre un caos accuratamente e meticolosamente studiato per raccogliere quanto più possibile con tanto di rabbia, cinismo, cattiveria e freddezza. Così si vincono le battaglie e così si sbaraglia la concorrenza. Checché ne possa dire qualcuno






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