Rispetto alla vittoria sulla Gelbison ci sono due novità: Rosario Girasole al posto di Adejo e Ragusa (quest’ultimo che rientra dopo la squalifica) nel consueto 4-2-3-1 per la compagine di Alfio Torrisi. Il tecnico biancoscudato, invece, lancia dal primo minuto Juliano, portiere del 2007 giunto a Torre Annunziata da pochi giorni. Come previsto, Catalano manda in campo Forte, Checa, Vaccaro in difesa; Schiavi, Pisacane, Ledesma, Fiasco nella zona nevralgica del campo; Umbaca e Guida estrerni d’attacco e Reis unica punta.

Pubblico delle grandi occasioni oggi al Granillo con circa 7100 tifosi di cui 600 ospiti.


La squadra ospite passava in vantaggio al minuto 11 grazie ad un gran colpo di testa di Umbaca su assist di Ledesma a conclusione di una bella azione condotta nella catena di sinistra dove i calciatori amaranto hanno colpevolmente lasciato troppo spazio agli avversari.

Reggina in grande difficoltà e messa in soggezione da un atteggiamento propositivo dei giocatori in maglia arancione che andavano vicini al raddoppio con un tiro dalla distanza di Guida. Piove, purtroppo, sul bagnato: alla mezzora Andrea Di Grazia è stato costretto ad uscire per il solito problema al ginocchio. Al suo posto Edera. Per la Reggina, evidentemente non era giornata: la squadra ospite, infatti, riusciva a vincere ogni contrasto, conquistava tutte le seconde palle e si trovava a meraviglia sul campo. La prima occasione vera per gli amaranto capitava alla fine del primo tempo sugli sviluppi di un corner ma la difesa di Catalano si salvava in calcio d’angolo. Poi due episodi dubbi: Mungo prima e Ferraro successivamente (quest’ultimo con una rovesciata di rara bellezza) mettevano la palla in fondo al sacco ma entrambi i gol non venivano concessi per le posizioni di offside dei marcatori. Ripetiamo: non era giornata per la Reggina benché il Savoia non stesse rubando nulla. Fasce presidiate splendidamente da Guida e Umbaca, gioco avvolgente e con geometrie perfette di Ledesma e centrocampo robustissimo con Fiaschi e Pisacane che conquistavano palle in quantità industriali. C’è anche da mettere in risalto il pressing asfissiante che non ha fatto ragionare l’undici amaranto.


Monologo della Reggina nel secondo tempo

La seconda parte dell’incontro si apriva col pareggio di Luca Ferraro che di testa batteva Iuliano su assist dalla fascia sinistra. Perfetto. Bellissimo. E (soprattutto) meritatissimo.

Il Savoia reagiva subito grazie ad un colpo di testa di Reis con Lagonigro che controllava agevolmente. Partita vera, bella e intensa tra due buonissime squadre che si sono date battaglia in ogni singola zolla di campo. Nel capovolgimento di fronte, Ragusa porgeva a Giuliodori con la sfera che non arrivava a Ferraro liberissimo nel cuore dell’area. Reggina vicinissima al raddoppio ancora con Ragusa che, negli sviluppi di un calcio di punizione, coglieva la traversa con Juliano battuto. Peccato. Se nella prima frazione di gioco era il Savoia a dettar legge, nei secondi 45 minuti di gioco c’è stata solo la Reggina in campo che spingeva per vincere la gara. Al 23’ nella Reggina usciva Ferraro: al suo posto Guida. Successivamente era ancora Ragusa a mettere i brividi al portiere avversario chiamato agli straordinari per non capitolare. Nonostante l’impegno da parte dei calciatori in maglia bianca, il risultato non cambiava.


Le considerazioni finali

Un pareggio sostanzialmente equo tra due squadre che hanno giocato un tempo per parte senza esclusioni di colpi e senza risparmiarsi. È stata una partita giocata con grande personalità, impegno e determinazione da parte della Reggina che ha avuto alcune chances nel corso del secondo tempo per fare propria una partita da vincere a tutti i costi. Non bisogna però fare drammi: l’obiettivo è sempre lì a portata di mano e a questo dobbiamo sommare la forza di una squadra che non ha paura di nessuno. Neppure di un Savoia che ha destato una buona impressione fintantoché la squadra di Torrisi non è riuscita a trovare le misure. Poi è scomparso dal campo.

Da rivedere se Ferraro e Mungo fossero oltre la linea dei difensori in occasione dei gol non concessi oltre ad un calcio di rigore per fallo di mano in area di Forte. Nell’eventualità avremmo parlato di una Reggina da “dieci e lode”…

Foto Valentina Giannettoni

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