Alfio Torrisi manda in campo il consolidato modulo col quale ha costruito i sette successi consecutivi ma spiazza tutti con due novità importanti: Salandria (che scende in campo con i galloni di capitano) e Edera al posto di Laaribi e Ragusa che hanno evidentemente bisogno di “rifiatare”. Dall’altra parte della barricata non c’è più Mister Raffaele Esposito che ha preferito defilarsi rispetto ad una gestione societaria abbastanza confusionaria e piena di “errori ed omissioni”. Sulla panchina rossoblù, quindi, siede Antonello Capodicasa che si presenta con una sorta di 4-3-3 che in fase di non possesso si trasforma in 5-4-1 con Sasanelli unica punta e Balla a tutto campo.

Il match si sblocca subito grazie ad un’iniziativa di Di Grazia che s’invola sulla fascia sinistra, salta una “nidiata’ di avversari e manda in orbita Edera il quale, di testa, non può assolutamente sbagliare: uno a zero.

La formazione di Torrisi dà spettacolo costruendo buone trame di gioco con un ritmo altissimo e con non più di due tocchi ma soprattutto aggirando un avversario evidentemente stordito e incapace di fermare lo tsunami amaranto che spreca anche altre quattro palle gol. Senza dimenticare, tra l’altro, che Athletic Club Palermo, Savoia e Igea Virtus (quelle che, per intenderci, comandano per il momento il Girone) sono costrette a sentire il fiato amaranto sul loro collo.

Il raddoppio amaranto è nell’aria e giunge al tramonto della prima frazione di gioco grazie al gol di Mimmo Mungo che sfrutta un millimetrico assist di Ferraro ed un clamoroso svarione dei difensori avversari che spiana la strada che porta alla gloria.  

E non finisce qui perché sarà lo stesso Luca Ferraro a mettere il proprio sigillo sull’incontro grazie ad un gol che fa comprendere la grande predisposizione e il grande fiuto del gol dell’ex Sambiase.

La ripresa si apre con una buona iniziativa di Fofana che serve Edera il cui tiro si spegne di poco alto sulla traversa. Nonostante i cinque cambi operati dal tecnico amaranto, tema tattico, ritmo, gioco espresso e impegno in campo non cambiano assolutamente. Il risultato sarebbe potuto diventare più “esaltante” a tre minuti dal termine allorquando Sartore lanciava Ragusa (entrato al posto di Edera) il quale però non riusciva a battere il portiere ospite.

Va bene così perché quando si vince convincendo va sempre tutto bene. E ultimamente la Reggina diverte, si diverte e persuade tutti con prestazioni incisive, azioni ficcanti, gioco arioso, atteggiamento arrembante, difesa che non soffre e quel pizzico di cinismo che non guasta mai. Un’ultima considerazione: l’artefice di questo periodo splendido è Alfio Torrisi bravo a far girare a mille la squadra ed a trovare quella quadra in un gruppo divenuto tale solamente dopo il suo arrivo. E poi le illuminazioni di Fofana, le invenzioni di Mungo, le scorribande di Di Grazia e Edera nonché i gol di Ferraro, fanno il resto (quasi) come logica conseguenza. E le tre battistrada sono ancora più vivine con il bello che ancora deve venire

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