Al Granillo una prestazione convincente: tante occasioni create, partita non chiusa ma sempre in controllo. E quel risultato stretto diventa persino un vantaggio mentale.

La Reggina continua a correre e lo fa con un successo netto e meritato: 2-0 al Milazzo, quarta vittoria consecutiva e segnali sempre più chiari di una squadra che sta crescendo sul piano tecnico, fisico e soprattutto mentale.
Una partita dominata in lungo e in largo dagli amaranto, che avrebbero potuto chiudere il match con un punteggio più ampio ma che, nonostante ciò, hanno sempre avuto la gara in mano.
Il Milazzo era arrivato al Granillo con buoni propositi, forte degli ultimi risultati positivi e deciso a giocarsela. Il campo, però, ha raccontato un’altra storia.
Una Reggina aggressiva e ord inata: tra le prestazioni più convincenti della stagione
Fin dalle prime battute, la squadra di mister Torrisi ha imposto ritmo, intensità e qualità. Pressing alto, seconda palla sempre conquistata, trame di gioco fluide e tanti uomini sopra la linea del pallone: la Reggina ha aggredito il match come una grande squadra.
Il vantaggio arriva grazie a una splendida azione personale di Simone Edera, che si inventa un gol di classe e sblocca la partita.
Il raddoppio, invece, porta la firma di Luca Ferraro, che su punizione disegna una parabola perfetta all’incrocio dei pali. Due giocate di qualità che fotografano la superiorità amaranto.
Le occasioni, però, sono state molte di più. Il 2-0 finale è un risultato giusto, ma persino stretto rispetto a quanto visto in campo.
Partita mai chiusa del tutto: un limite? No, un segnale di maturità
È vero: la Reggina non ha mai chiuso definitivamente la gara, nonostante le opportunità per farlo. Questo ha tenuto il Milazzo in vita fino alla fine, almeno sul punteggio. Ma paradossalmente, proprio questo aspetto diventa un punto chiave nella lettura della partita. Con un margine minimo, la squadra è stata costretta a restare concentrata per tutti i 95 minuti non staccare mai la spina, gestire palla con intelligenza mantenere cattiveria e ordine tattico non concedere nulla all’avversario. Un risultato non ampio ti obbliga a non addormentarti. E questa capacità di restare “collegati” per tutta la gara è uno dei segnali più importanti della maturazione del gruppo.
Dopo tre mesi difficili, una reazione da squadra vera
Finalmente – e senza paura di dirlo – dopo quasi tre mesi di prestazioni opache e indecenti, con solo qualche sprazzo positivo, la Reggina ha mostrato una solidità nuova, una mentalità diversa, un’identità più chiara.
Non è tempo di illudersi né di stappare bottiglie, ma il percorso intrapreso sembra quello giusto: la squadra corre, lotta, gioca e soprattutto rimane dentro la partita.
Un campionato imprevedibile: la chiave è non sbagliare gli scontri diretti
La classifica continua a cambiare volto ogni settimana. È un torneo equilibrato, difficile, pieno di insidie, campi complicati e avversari che puntano tutto sull’agonismo. In questo contesto, la Reggina può sfruttare il gran numero di scontri diretti per recuperare terreno, ma solo se manterrà questa intensità e questa attenzione.
Ora il Sambiase: ultimo step prima della sosta
Domenica la Reggina farà visita al Sambiase in una gara che si annuncia dura, calda e molto fisica. Vincere significherebbe chiudere l’anno con serenità, consolidare il percorso e preparare al meglio la volata finale del campionato.
Una volata che passerà inevitabilmente anche dal mercato di gennaio: serviranno rinforzi, alternative valide e profili adatti al progetto tecnico per ampliare le rotazioni e dare continuità al lavoro del gruppo.
Una cosa è certa: questa Reggina è viva. E ora è anche concentrata
Il 2-0 sul Milazzo non è solo un risultato: è un messaggio. La squadra sta crescendo, trova identità, resta lucida fino alla fine e dimostra che il buio degli ultimi mesi è alle spalle. C’è ancora strada da fare. Ma adesso la strada è quella giusta.






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