Reggina a Palermo: vietato sbagliare. Il peso dei rimpianti e l’ultima chiamata per la promozione

Il big match tra A.C. Palermo e Reggina si prende di diritto il centro della scena in questa 29ª giornata del Girone I di Serie D. Inutile girarci intorno: per la Reggina non è più tempo di calcoli. Se si vuole continuare a cullare il sogno promozione, l’unico risultato ammesso al “Velodromo” è la vittoria.
Oltre ai tre punti sul campo, gli amaranto dovranno sperare in notizie favorevoli dagli altri campi caldi della giornata: Torre Annunziata (Savoia-Ragusa) e San Cataldo (Sancataldese-Nissa). Ma il destino, prima di tutto, passa dai piedi degli uomini di Torrisi.
Il peso del passato e l’assenza del pubblico
La sfida nasce sotto una cattiva stella per i tifosi reggini, costretti a restare a casa a causa di paradossali vuoti normativi che, di fatto, negano il supporto alla squadra proprio nel momento del bisogno. Un vantaggio non da poco per la compagine nerorosa del DG Giorgio Perinetti, figura che non ha bisogno di presentazioni nel panorama calcistico nazionale.
Tuttavia, il vero nemico della Reggina è il rimpianto. Le sconfitte contro Lamezia e Acireale pesano oggi come un macigno: con soli due punti in più, la squadra si presenterebbe a Palermo con la serenità di chi può gestire la gara. Invece, la necessità assoluta di vincere rischia di trasformarsi in un’insidiosa montagna psicologica da scalare a mani nude.
Orgoglio e tattica
Il pubblico amaranto, seppur confinato davanti alla TV, chiede una prova di forza. Il Palermo è un avversario temibile e ben organizzato, capace di segnare con facilità ma altrettanto vulnerabile in fase difensiva. Servirà una prova d’orgoglio senza precedenti: colpire le fragilità nerorosa e blindare la difesa sarà l’unica via per trasformare l’assillo della vittoria in un’impresa da ricordare.






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