Una prova di forza, cuore e organizzazione. La Reggina mette a tacere l’AC Palermo con una prestazione maiuscola, espugnando il campo della capolista e rilanciando prepotentemente le proprie ambizioni. Il duello tattico tra la spregiudicatezza di Ferraro e il pragmatismo degli amaranto (guidati in panchina da Sorci, vice dello squalificato Torrisi) premia il coraggio degli amaranto.


Primo tempo di studio: L’avvio è di marca reggina. Al 14’ Di Grazia semina il panico in area, ma il portiere nerorosa si oppone; sugli sviluppi del corner, Girasole sfiora il vantaggio di testa. Il Palermo risponde in contropiede con Varela, murato da un attento Lagonigro. Dopo un inizio asfissiante, i ritmi calano: le due squadre si annullano a vicenda in una frazione frenetica ma povera di conclusioni pulite.

La ripresa: l’intuizione vincente. Il match cambia al 47’. Ferraro inserisce Salandria (per un opaco Fofana) e la mossa si rivela decisiva: il neoentrato recupera palla a centrocampo e serve un assist al bacio per Ferraro, che trafigge il portiere per lo 0-1.

La Reggina avrebbe subito l’occasione per il raddoppio, ma manca il colpo del KO con Di Grazia. Salandria sale in cattedra e al 73’ lancia ancora Ferraro a tu per tu con l’estremo difensore, ma la mira è imprecisa. Nel finale, dopo un brivido targato Varela (ottimo Lagonigro), Pellicanò spreca incredibilmente a porta sguarnita il pallone del raddoppio.


È una vittoria meritatissima per intensità e possesso palla. La Reggina ha dimostrato una superiorità tattica schiacciante, oscurando le individualità del Palermo. Resta però l’amaro in bocca: con questi tre punti, i rimpianti per i passi falsi contro Lamezia e Acireale pesano ancora di più.

La situazione a 5 giornate dalla fine:
La vittoria della Nissa sulla Sancataldese porta i nisseni in vetta solitaria (56 punti). Seguono il duo Savoia-AC Palermo (54) e la Reggina che accorcia a quota 53. Con quattro squadre in tre punti, il finale di stagione si preannuncia incandescente. Nonostante il successo sulla capolista, restano i dubbi sui punti persi in precedenza contro Lamezia e Acireale, che avrebbero potuto vedere gli amaranto in una posizione ancora migliore. La luce della speranza, pur flebile, è sempre accesa e sarà alimentata nelle ultime cinque “finali” che attendono la Reggina

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