Dallo scandalo del gol fantasma contro il Favara ai tanti rigori dubbi concessi alla formazione palermitana: questo è AC Palermo-Reggina
Domenica il calendario mette di fronte due mondi speculari: il miglior attacco del torneo contro la miglior difesa. Da una parte l’esplosività offensiva, dall’altra la solidità granitica. Ma la sfida tra Reggina e Athletic Club Palermo è anche molto altro: è una rincorsa alla speranza e una scia di polemiche che non accenna a spegnersi.
Il “credo” di Alfio Torrisi
L’allenatore degli amaranto è stato chiaro: “Dobbiamo pensare partita dopo partita. Andremo a Palermo con lo stesso spirito di Barcellona. Finché la matematica ci dà speranza, abbiamo il dovere di provarci”. Per la Reggina, la parola d’ordine è crederci, nonostante una classifica che concede margini d’errore ormai inesistenti: da qui alla fine del torneo la formazione amaranto non può sbagliare più nulla.
Il miracolo di Perinetti (e le ombre arbitrali)
L’Athletic Club Palermo è una creatura plasmata dal DG Giorgio Perinetti. L’ex dirigente di Roma, Napoli e Palermo ha costruito un “instant team” a costi ridottissimi, regalando a mister Emanuele Ferraro giovani promesse come i portieri Greliak e Martinez nonché veterani del calibro di Mazzotta, Matera, Zalazar, Micoli e Crivello.
Tuttavia, la scalata nerorosa non è passata inosservata per alcuni episodi arbitrali discussi:
- 9 rigori a favore, spesso definiti “generosi” dalle avversarie.
- Lo scandalo del gol-fantasma nella sfida contro il Favara, un episodio che ha segnato il campionato.
I numeri: fuoco davanti, buchi dietro
La statistica è impietosa: l’AC Palermo è una macchina da guerra con 52 gol fatti (19 in più della Reggina), trascinata dai 10 centri di Micoli e dagli 8 di Bonfiglio. Il rovescio della medaglia è una difesa che definire “colabrodo” non è un’esagerazione: 35 reti subite (16 in più degli amaranto), un dato decisamente più alto rispetto alle altre big come Nissa (24) e Savoia (27).
Domenica si deciderà se prevarrà la forza d’urto palermitana o se la Reggina riuscirà a blindare la porta e mantenere vivo il sogno promozione sciorinando una prestazione maschia, determinata e “cazzuta” come quella vista a Barcellona Pozzo di Gotto. Il tecnico nerorosa ha (comunque) messo le mani avanti con un laconico “non siamo certamente obbligati a vincere il campionato…”






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