La società biancoscudata: “Una comunità intera non può essere identificata con le azioni di pochi”
Mano pesante del Ministero degli Interni contro la tifoseria del Savoia. A seguito dei gravi scontri avvenuti domenica 1° marzo lungo l’autostrada A2, che hanno visto coinvolti i sostenitori biancoscudati e quelli del Frosinone, è arrivato il verdetto definitivo: stop totale alle trasferte fino al termine del campionato.
La decisione
Il provvedimento nasce dalla necessità di arginare il “concreto rischio di recidiva“. Secondo le autorità, la gravità degli episodi sulla A2 non è un caso isolato, ma si somma ai disordini già registrati lo scorso 19 ottobre agli imbarchi di Messina. Una serie di precedenti che ha spinto il Ministero a blindare i settori ospiti per evitare nuovi contatti tra frange violente.
La replica della Società
Il Savoia Calcio non ci sta a vedere infangato il nome della città e della sua parte sana. In una nota ufficiale, il club ha espresso fermo dissenso verso la generalizzazione delle sanzioni:
“Una comunità intera non può essere identificata con le azioni di pochi. Torre Annunziata, la sua gente e la sua storia non meritano di essere raccontate attraverso la violenza di una minoranza.”
La società ribadisce che la passione biancoscudata non ha nulla a che fare con il teppismo, auspicando che in futuro si riescano a isolare i singoli responsabili senza penalizzare l’intero cuore pulsante del tifo oplontino

Qui il testo integrale della nota ufficiale diramata dal Savoia 1908:
Oggi abbiamo ricevuto il decreto firmato dal Ministro dell’Interno. Divieto di tutte le trasferte. Un provvedimento duro, che nasce da fatti gravissimi avvenuti nelle scorse settimane e che nessuno di noi intende minimizzare. La violenza non è mai giustificabile. Mai. Il rispetto delle istituzioni e della legalità viene prima di tutto. Ed è proprio nel rispetto delle istituzioni che accogliamo questo provvedimento con senso di responsabilità, consapevoli che gli episodi accaduti hanno messo a rischio l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico.
Ma allo stesso tempo sentiamo il dovere di dirlo con chiarezza, una comunità intera non può essere identificata con le azioni di pochi. Torre Annunziata, la sua gente, la sua passione e la sua storia non meritano di essere raccontate attraverso la violenza di una minoranza.
Oggi più che mai sentiamo il peso di una grande responsabilità.
La responsabilità verso una città.
La responsabilità verso chi ha creduto in noi.
La responsabilità verso migliaia di persone che vedono nel Savoia molto più di una squadra di calcio.
Per troppo tempo molti ragazzi sono cresciuti senza una guida, figli di una città spesso lasciata sola, senza regole e senza riferimenti. Noi non vogliamo giudicarli. Vogliamo prenderci la responsabilità di educarli.
Se necessario, saremo per loro ciò che è mancato, una guida.
Se necessario, saremo per loro dei genitori.
Il Savoia deve diventare questo, un simbolo di appartenenza, di rispetto, di legalità e di amore per la propria città.
Non sarà facile.
Ma le sfide più difficili sono quelle che cambiano davvero il destino di una comunità.
Noi non ci tireremo indietro.
Perché il Savoia non è solo una squadra.
È una responsabilità.
È una missione.
È una città intera che merita di rialzarsi. Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia!
𝐋𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚’





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