Nonostante il richiamo della finale di Sanremo e la classica pizza del sabato sera abbiano ridotto la cornice di pubblico a circa 4.800 spettatori, la squadra di mister Torrisi non sbaglia l’appuntamento con i tre punti. In una serata dal clima gradevole, gli amaranto superano la Sancataldese per 2-0, al termine di una sfida “sporca”, faticosa ma ampiamente meritata.

Le scelte tattiche dei due allenatori

La compagine di AlfioTorrisi si presentava col solito 4-2-3-1 con un sostanzioso turnover: in difesa riecco Verduci e Panebianco in luogo di Adejo e Distratto, il ritorno di Laaribi al fianco di Macrì a centrocampo, Bevilacqua trequartista, Ferraro punta centrale con Sartore e Edera larghi. Dall’altra parte, Orazio Pidattella – richiamato sulla panca verdeamaranto al posto di Vanzetto – gettava nella mischia un 4-3-3 tutt’altro che ermetico composto da Maravigna; Pisciotta, Oliveri, Ferrigno, Di Rienzo; Germano, Bucolo, Baglione; La Vecchia, Russo e Souare.

Il primo tempo: assalto amaranto, ma il muro tiene

L’avvio della Reggina è veemente. Pronti via e Panebianco, in proiezione offensiva, colpisce un clamoroso palo al termine di un’azione insistita. Pochi istanti dopo, il Granillo protesta per un contatto sospetto in area su Sartore, ma l’arbitro lascia proseguire.

La Sancataldese prova a pungere su calcio piazzato con l’esperto Bucolo, costringendo Lagonigro a una parata in due tempi, ma è un lampo isolato. Al 19’, Edera sale in cattedra: salta due avversari e scaglia un fendente che sfiora il legno, con Ferraro e Panebianco che mancano per un soffio la deviazione vincente. Prima del riposo è ancora Ferraro ad andare vicino al gol su assist di uno scatenato Sartore. Si va negli spogliatoi sullo 0-0, con la Reggina padrona del campo ma incapace di abbattere la “Linea Maginot” eretta dagli ospiti.

La ripresa: Girasole la sblocca, poi il raddoppio

Nel secondo tempo la pressione amaranto dà finalmente i suoi frutti. A rompere l’equilibrio ci pensa il capitano, Mimmo Girasole, che svetta in area con un colpo di testa imperioso: una traiettoria imparabile che si insacca nonostante il tuffo disperato del portiere siciliano.

Sotto di un gol, la Sancataldese perde certezze e la Reggina ne approfitta per chiudere i conti. Torrisi attinge dalla panchina inserendo Pellicanò e Ragusa, mossa che si rivela azzeccata. È proprio Pellicanò a innescare Sartore sulla fascia; il cross del brasiliano è teso e velenoso, tanto da indurre Di Rienzo al più classico degli autogol nel tentativo di anticipare l’accorrente Ragusa.

Analisi finale

Il 2-0 finale fotografa correttamente l’andamento di una gara che ha visto Sartore ed Edera sugli scudi, ben supportati dalla grinta di Panebianco e dalla regia ispirata di Bevilacqua. Nota di merito per la Sancataldese che, pur uscendo sconfitta, ha dimostrato un’organizzazione difensiva superiore a quanto dica l’attuale classifica. Per la Reggina, una vittoria di carattere che dà continuità al percorso e fiducia all’ambiente.

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