
Pietro Matà nasce a Reggio Calabria, al quartiere Modena, il 2 novembre del 1962.

Come il fratello maggiore Francesco, anch’egli calciatore, è appassionato dal pallone e si diverte sul campo davanti casa, svolgendo la trafila del settore giovanile (N.A.G.C., allievi, …) nella “Frassati”, un’altra importante squadra di calcio dilettantistico reggino degli anni settanta.

Fin da ragazzo si distingue innanzitutto per il suo carattere: l’espressione che più lo identifica è che è un ragazzo d’oro, buono, generoso, altruista, umile; e poi, anche per le sue notevoli capacità tecniche, oltre che per il fisico già imponente.
Sono quelli, gli anni settanta, in cui tutto il movimento giovanile dilettantistico calcistico reggino metterà in mostra diversi calciatori di talento, accompagnati comunque da tecnici di livello, come Mimmo De Clario, Tito Arcudi e il signor Misiano.
Matà farà parte della rosa della Rappresentativa Allievi Regionali che sarà campione d’Italia nel 1978. Insieme a lui, l’indimenticato Sebastiano Lopez. Viene seguito dagli osservatori della Reggina.

In particolare è proprio Franco Scoglio che nel 1978 lo vuole in amaranto.
Viene già aggregato alla prima squadra nel corso del campionato 1978 – 79 di Serie C, senza mai scendere in campo. Sarà così anche nel successivo torneo, in cui la Reggina viene ammessa alla Serie C1.
Farà il suo esordio con la maglia amaranto nel corso del campionato 1980 – 81, con alla guida mister Adriano Buffoni. Durante questo campionato scenderà in campo per quattro volte, ed avrà anche la soddisfazione della convocazione per la Nazionale Under 21, insieme a Giancarlo Camolese.

Mentre il campionato successivo 1981 – 82, con mister Gaetano Salvemini, totalizzerà altre 9 presenze. Era stato convocato dall’Internazionale di Milano a partecipare al Torneo giovanile di Viareggio del 1982, ma purtroppo dovette rinunciare, dal momento che proprio quella settimana era indisponibile Ignazio Arcoleo e Matà lo dovette sostituire.
“Ha confermato ottime doti d’incontrista e, soprattutto, ha rivelato un perfettissimo lancio lungo per le punte” : così si esprimeva Saverio Pedullà nelle “pagelle” pubblicate su Gazzetta del Sud lunedì 5 ottobre 1982 dopo Reggina – Latina (incontro concluso con la vittoria degli amaranto per 1 a 0, grazie a un gol di Marco Piga) che aveva visto Matà protagonista in campo fin dal primo minuto.
Nell’estate del 1982 passa a Monopoli, in Serie C2, con mister Angelo Mammì in panchina, e tra i compagni di squadra Pietro Armenise e Valeriano Prestanti (si, proprio Valeriano Prestanti, proprio lui, l’autore del 3 a 2 in quel pazzo Reggina Catania dell’8 giugno del 1975 al Comunale).
L’anno successivo va a Barcellona Pozzo di Gotto con la Nuova Igea, nel campionato Interregionale. Insieme a lui ci sono gli altri reggini Pino Tortora e Domenico Iacopino.

Negli anni seguenti, due passaggi a Castrovillari e a Crotone, sempre in Interregionale.
Nell’estate del 1986 torna a casa tra le fila del Gallina di Bebbo Aliquò. La squadra reggina in quegli anni conferma il proprio spessore nel calcio dilettantistico, dando spettacolo, con calciatori di assoluto rilievo quali Agostino Rosaclerio, Pietro Matà, con Barillà (il padre di Nino, calciatore della Reggina) in porta. Teniamo conto che il Gallina ha disputato il CND nel 1993 – 94. Per molti anni la simpatica squadra reggina è stata allenata da Battista Missiroli, che proprio a Gallina aveva messo radici dopo aver smesso di giocare a pallone.

Il Gallina disputerà nel 1993 – 94 il difficile campionato di Serie D.
Pietro Matà disputerà gli ultimi anni della sua attività calcistica vestendo la maglia del Lazzaro.





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