Il Comune oplontino ha effettuato il sequestro di alcune aree dello Stadio Giraud, contestando al Savoia Calcio presunte manomissioni degli impianti e l’utilizzo improprio di alcuni spazi

Ecco i punti principali della vicenda riportati dalla società:
- L’intervento: La Polizia Municipale ha apposto i sigilli ad alcune zone dello stadio. Tra le contestazioni figurano la presenza di un vecchio carrello (presente da oltre 20 anni) e di alcune lavasciuga, oltre a presunte manomissioni in una palazzina degradata.
- Il sospetto di un “set-up”: La dirigenza del Savoia ha denunciato un fatto che ritiene inquietante: il giorno precedente al blitz, un funzionario comunale avrebbe ordinato al custode di lasciare i cancelli aperti durante la notte, rendendo la struttura incustodita. La società sospetta che ciò possa aver facilitato i fatti contestati il giorno successivo.
- La difesa del Savoia: I dirigenti chiariscono di non avere la custodia ufficiale dell’impianto, ma solo una disponibilità d’uso di 7 ore al giorno, sempre sotto la supervisione del custode comunale. Affermano inoltre di non aver mai ricevuto notifiche su aree interdette o chiuse.
- Il tempismo: Il club solleva dubbi sulle “coincidenze”, sottolineando come questi episodi avvengano sempre alla vigilia di partite cruciali (citando anche la mancanza di acqua calda prima del match contro l’Igea Virtus).
Nonostante il sequestro parziale, la società ha lanciato un appello ai tifosi affinché riempiano lo stadio per la sfida contro la Nissa, prevista per domenica alle 14:30.





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