Un pareggio che lascia l’amaro in bocca a entrambe, ma che racconta molto dello stato di forma delle due squadre. Al termine di una gara molto più complicata del previsto, la Reggina riesce a strappare un punto contro un Messina solido e ben organizzato, capace di sfiorare il colpaccio in un Granillo delle grandi occasioni.

Le scelte tattiche

Mister Torrisi rimescola le carte: dentro Macrì e Di Grazia per Laaribi ed Edera, mentre Adejo prende il posto dello squalificato Girasole nel collaudato 4-2-3-1. Sul fronte opposto, Feola schiera un 3-5-2 d’attesa, volto a chiudere ogni spazio per poi colpire in ripartenza. La cornice di pubblico è quella dei giorni migliori: 8.000 spettatori spingono gli amaranto, mentre una cinquantina di tifosi peloritani occupano il settore ospiti.

Primo tempo: dominio sterile e beffa

L’avvio della Reggina è promettente. Di Grazia fa tremare la traversa su calcio piazzato, poi Mungo fallisce di poco il bersaglio su suggerimento di Ragusa. Il Messina, però, non si scompone: i biancoscudati alzano il muro fisico, con Orlando e Garufi a fare da filtro davanti alla difesa a cinque.

Al 30’, l’episodio che gela il Granillo: su uno sviluppo da corner, la difesa amaranto si addormenta e Giuseppe Tedesco ne approfitta, anticipando tutti in scivolata per lo 0-1. La reazione della Reggina è affidata a Distratto, la cui conclusione trova però la risposta superlativa del portiere ospite.

La ripresa: affanno e cuore

Nella seconda frazione la Reggina appare sgonfia e priva di idee. Gli errori in fase di impostazione aumentano, come quello di Giuliodori che regala palla a Touré, fortunatamente senza conseguenze. Torrisi prova a scuotere i suoi inserendo Edera e successivamente Guida per passare alle due punte, ma è il Messina a sfiorare il raddoppio con Saverino.

Come se non bastasse, piove sul bagnato per gli amaranto: Edera è costretto a uscire per un infortunio che sembra serio. Quando la partita sembra scivolare verso una sconfitta dolorosa, emerge il carattere della Reggina. All’87’, Sartore pennella un cross perfetto per l’inserimento di Palumbo, che di testa trafigge il portiere messinese per l’1-1. Nel recupero, è ancora il numero uno peloritano a blindare il pari con un miracolo su Sartore.

Analisi di un momento difficile

Il verdetto del campo è giusto, ma il campanello d’allarme è acceso. La squadra di Feola ha dimostrato di avere un’intelaiatura di tutto rispetto, mettendo paura a una Reggina che, dalla gara contro la Gelbison in poi, sembra aver perso lo smalto dei giorni migliori.

Dopo una cavalcata di nove risultati utili che ha prosciugato energie fisiche e mentali, il team di Torrisi sta attraversando un evidente periodo di stasi. La notizia positiva è che il gruppo è vivo e non molla mai, ma la strada per ritrovare la fluidità di gioco perduta appare ancora in salita.

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