Siamo in compagnia di Giancarlo Pulitelli, centravanti della Reggina nel campionato di Serie B 1972 – 73, che proprio oggi compie 80 anni, e noi di Albamaranto intendiamo così festeggiare questa lieta ricorrenza offrendo ai nostri lettori l’intervista che Pulitelli ci ha così gentilmente concesso.

Per noi è un vero onore e piacere ascoltare dalla viva voce di Pulitelli, che ha lasciato a Reggio Calabria un ottimo ricordo, questi ricordi di un calcio che ormai non c’è più.

  1. Dove nasce? Con quali squadre giovanili comincia a giocare a calcio?

Sono nato a Roma il 15 febbraio del 1946. Ho cominciato a giocare da piccolo con i ragazzi del mio quartiere Villa Gordiani, la prima squadra è stata la Giovanissima, la TIBUR, Tor Pignattara, poi sono passato all’ Alitalia perché volevo andare a lavorare, ma il mister che avevo ha fatto una relazione negativa, avevo 16 anni. Nel frattempo lavoravo in cantiere, mettevo il parquet, era dura, sono entrato a lavorare nei supermercati SMA e cominciai anche a giocare con la Pro Roma dove c’era l’allenatore Boldrini che mi segnalò al Pro Tivoli, giocavo mezzala. Un giorno il mio allenatore Vicovaro, persona stupenda che aveva giocato in serie A, insieme al preparatore mi disse che dovevo giocare come attaccante, ma dovevo fare tanti sacrifici. Mi adattai a questo ruolo, vinsi il campionato, fui convocato in rappresentativa Laziale e in Nazionale dilettanti. La Roma mi chiamò e cominciai ad allenarmi con i grandi calciatori, Capello, Losi, Peirò, Jair, allenatore Pugliese, venne Herrera e in un incontro internazionale feci gol contro la Francia ma mi infortunai ad un tendine tibiale e saltò la Roma.

Pro Roma 1963 – 64

2. Il primo contratto “importante” con lo Spezia nel 1968

Andai allo Spezia con il mister Zecca che molte volte mi aveva visto giocare. Cominciai bene ma mi dovetti operare di appendicite e persi metà campionato. Feci l’esordio nei professionisti contro la Torres a Sassari e segnai anche un gol. Giocai 14 gare.

3. Angri

L’anno successivo andai ad Angri allenatore Vergazzola a cui devo tanto e li cominciai a farmi valere.

4. Due anni alla Turris

Dopo ci fu la parentesi molto positiva della Turris, dove feci due campionati stupendi grazie a tutti i collaboratori che avevo intorno, in primis Mister Maurizio Bruno, un signore del calcio, feci due ottimi campionati.

Turris 1971 – 72

5. Il grande salto al Napoli 1972 – 73, con Bruno Ranieri, Improta, Juliano, Oscar Damiani, Bruscolotti… cosa non ha funzionato?

Il Napoli, insieme ad Umile, ci convocò e presero Umile. Io avevo tante richieste e finalmente andai al Napoli dopo tantissima gavetta, ero felicissimo. Giocai titolare alla prima uscita estiva a Lucca. Giocai delle amichevoli, feci in allenamento gol, alla prima partita di coppa Italia feci gol contro il Brindisi. Giocai a Roma contro la Lazio vincemmo 1 – 0. La notte del 2 novembre mentre ero a casa della attuale moglie suonarono ed una persona mi disse che mi stavano aspettando sotto casa. Scesi e mi dissero che era il Direttore Sportivo Cataldo della Reggina e che dovevo andare con lui perché il Napoli mi aveva ceduto in comproprietà. Per me è stato un bruttissimo, come calciatore ma soprattutto come uomo trattare una persona senza avvisarlo minimamente del trasferimento. Io non volevo andare perché avevo la mamma che non stava bene da tanto tempo, piansi tanto, ma mi fecero capire che dovevo ubbidire. Io sapevo da chi partiva tutto, questioni di ingranaggi del calcio, al Mister non sono stato mai simpatico, se non ero buono a giocare perché mi hanno preso? Arriviamo alla bella Reggina dopo un lungo viaggio con Cataldo molto movimentato.

Napoli 1972 – 73

6. A novembre del 1972 viene a Reggio Calabria. Solo due gol, ma uno rimane nella storia… Reggina Taranto 1 – 0, 3 giugno 1973. Prima Sali aveva colpito per due volte la traversa…

n.d.a. A questa domanda Pulitelli non risponde. È evidente che prevale la sua modestia. Ma il gol che lui ha segnato in quell’occasione, con il pubblico della Gradinata impazzito di gioia, rimane nella storia del calcio amaranto. Il 3.6.1973, nel corso dell’incontro Reggina – Taranto 1 – 0, sul finire della partita, al termine di una insistita azione degli amaranto, nel corso della quale, prima della rete, Sali aveva colpito per ben due volte la traversa. Sul calcio d’angolo successivo, nella confusione nell’area del Taranto, si vede svettare la testa bionda di Pulitelli che schiacciava la palla in rete, provocando il boato liberatorio dei tifosi amaranto, dal momento che si trattava della terzultima di campionato e la Reggina lottava per non retrocedere: si salverà, infatti, per differenza reti. Potremmo dire, allora, che questo gol di Pulitelli determinava la salvezza della Reggina per quel campionato.

Il gol di Pulitelli, Reggina – Taranto 1 – 0, 3 giugno 1973

7. Il trasferimento a Teramo, dove se non sbaglio diventerà il maggiore realizzatore della squadra abruzzese. Intermezzo ad Alessandria, poi a novembre a Pisa

Quando andai a Teramo dissi al Presidente Granillo che stavano commettendo un grande sbaglio, con il Teramo ho fatto 3 volte il capocannoniere, sono il miglior cannoniere di tutti i tempi. Mi hanno venduto a una grossa squadra, ad Alessandria. Poi sono passato al Pisa dove ho vissuto la storia di Reggio per salvarsi l’ultima partita in casa dovevamo vincere per 3-0 e io feci gol a pochi minuti dalla fine. Poi tornato a Teramo ho avuto il piacere di giocare contro la Reggina e feci due gol.

8. Segue la Reggina? A Reggio Calabria la ricordiamo con molta simpatia

Reggina – Lecco, 21 gennaio 1973

Per finire posso dire che ho avuto il piacere e la soddisfazione di avere giocato con giocatori di un certo livello, in questo momento sento di ringraziare tutta Reggio e auguro che possa vincere questo campionato, perché seguo molto e ho un grande ricordo per tutti i miei amici che non ci sono più. FORZA REGGINA!

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