La Reggina sa come e quando colpire. Adesso il pensiero va al Messina da affrontare con ferocia agonistica

Prima di archiviare la trasferta iblea, è doveroso sottolineare un dato incontrovertibile: le cosiddette “gare sporche” si vincono esattamente così. Con sofferenza, pazienza certosina e la capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Sebbene quella di Ragusa sia stata esteticamente la partita meno brillante della gestione Torrisi, a mente fredda emerge la prova di forza di un gruppo solido e maturo. (Clicca qui per rivivere le fasi salienti della vittoria della Reggina a Ragusa)
Il muro amaranto e le insidie del campo
Il dato tattico è schiacciante: il Ragusa non si è mai avvicinato alla porta di Lagonigro in 95 minuti. Gli avversari si sono limitati a un fraseggio sterile, finalizzato esclusivamente a spezzare il ritmo della Reggina. A complicare i piani ci ha pensato anche un terreno di gioco proibitivo, che ha penalizzato la qualità di Fofana e Mungo; eppure, i due centrocampisti hanno giganteggiato, adattando la loro tecnica alla battaglia fisica della zona nevralgica.
Il “lavoro oscuro” di Angelo Guida
A chi ha storto il naso per la prestazione di Angelo Guida, va opposta una lettura tattica più profonda. L’ex Cavese ha giocato una gara di immenso sacrificio, tracciando movimenti “scientifici” per liberare spazi agli inserimenti. È grazie al suo lavoro di sponda e disturbo se Girasole ha trovato quattro palle gol (inclusa quella decisiva) e se Ferraro ha potuto presentarsi a tu per tu con il portiere. Una prestazione meno appariscente, ma fondamentale per l’economia della squadra.
Verso il Derby: cancellare l’andata
Da domani il pensiero di Alfio Torrisi e dei suoi uomini è già rivolto al Messina. È la “partita delle partite”, l’appuntamento che vale una stagione. C’è da riscattare l’onta dell’andata, quel gol di Christian Roseti che punì una Reggina sbiadita e mai realmente scesa in campo a livello mentale. Domenica al Granillo servirà la ferocia agonistica vista a Ragusa, unita al calore del pubblico, per riprendersi la supremazia territoriale e continuare la volata verso la Serie C.

Intanto, la società peloritana richiama Pippo Romano invitandolo a dirigere l’allenamento di domani mattina. Il 2 a 5 inflitto dall’Enna ai biancoscudati (clicca qui per rivivere le fasi salienti della disfatta messinese) potrebbe avere clamorosi strascichi: questo rappresenta un segnale abbastanza chiaro che potrebbe rimettere in forte discussione la posizione di Alessandro Parisi. Qualora Pippo Romano non dovesse presentarsi si scioglierebbe automaticamente il contratto in essere con la società giallorossa. Situazione abbastanza fluida in casa Messina dove evidentemente vigono incertezza e precarietà

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