A cento anni dalla nascita di Oreste Granillo (7.2.1926 – 29.5.1997) vogliamo ricordare, con queste brevi note, un uomo che entra a pieno titolo nella storia recente di Reggio Calabria, nelle diverse attività in cui è stato impegnato, per cui risulta sicuramente riduttivo associare il suo nome solamente alle vicende riguardanti la squadra di calcio della Reggina.
Granillo nasce a Paola, in provincia di Cosenza, il 7 febbraio del 1926.
Compie i suoi studi nella nostra città: frequenterà, infatti, il Liceo Classico “Tommaso Campanella” e conseguirà la maturità nell’ottobre del 1944, insieme – tra gli altri – a Luigi Aliquò, anche lui futuro Sindaco della Città. Conseguirà, poi, la laurea in Giurisprudenza.
Entra subito a far parte del Consiglio direttivo dell’Associazione Provinciale della Stampa, concepita da Filippo Aliquò Taverriti, e guidata da un giovanissimo Antonio La Tella. È stato un affermato giornalista sportivo fin dagli inizi dei primi anni ’50.
Nel 1956 fonda la società “Granillo & Arcidiaco”, per decenni leader a Reggio Calabria nel settore della distribuzione della stampa.

A luglio del 1956 viene eletto Consigliere comunale e, in seguito, è nominato per la prima volta Assessore allo sport nella giunta del Sindaco avv. Domenico Spoleti.
Nel 1958 assume la carica di Presidente del CSI, mentre già nell’anno successivo – il 1959 – viene eletto per la prima volta consigliere della Federcalcio, un incarico che continuerà a ricoprire fino al 1996. In tale veste lo ricordiamo capo delegazione della Nazionale italiana di calcio agli Europei di Roma del 1968, assistere al sorteggio con il lancio della monetina per stabilire la squadra vincente tra Italia e URSS per l’accesso alla finale, nella serata del 5 giugno di quell’anno a Napoli.
Ha ricoperto l’incarico di componente del direttivo del centro tecnico di Coverciano, sempre per la nazionale di calcio.
Nel mondo dello sport è stato Delegato Provinciale del CONI per la provincia di Reggio Calabria e successivamente Delegato Regionale, fino a diventare il primo Presidente del CONI Calabria, carica ricoperta poi per 25 anni.
Ma gli anni ’60 per Granillo sono gli anni della Reggina.
Oreste Granillo diventa presidente della Reggina nel 1960, raccogliendo il testimone dell’avvocato Giuseppe Grillo Zappia. È la Reggina della Serie C di Alberto Gatto, di Totò Bumbaca, di Giorgio Oblach, di Luciano Gallusi.

“Granillo aveva fiuto. Non disponeva di consulenti ed osservatori: faceva tutto da sé. Raramente sbagliava un colpo.” (cfr. A. La Tella, Taccuino segreto, Reggio Calabria, 2006).
Nel 1963 scopre un certo Italo Alaimo e lo ingaggia in quella squadra che si piazzerà al 4° posto finale, preludio di ciò che sta per avvenire.
Nell’estate del 1964 arriva a Reggio Calabria Tommaso Maestrelli. Maestrelli era stato apprezzato calciatore della Bari, ma anche della Roma e della Lucchese. Il suo impatto a Reggio Calabria con la Reggina è dirompente: la squadra amaranto vince il campionato di Serie C ed approda, per la prima volta nella sua storia, in Serie B; e l’anno dopo sfiora addirittura la Serie A, piazzandosi al quarto posto.

La Reggina di quegli anni diventa un esempio da seguire in campo nazionale, ben guidata da figure come il prof. Enzo Dolfin, il prof. Franco Scoglio e il dott. Franco Iacopino; la società amaranto organizza un settore giovanile di primissimo piano, da cui negli anni usciranno calciatori affermati, tra cui ricordiamo – tra gli altri – Mannino, Campagna, Ranieri. Lo stadio è sempre pieno, perché i tifosi apprezzano soprattutto lo spirito con cui la società viene gestita, con valori quali onestà, passione, oculatezza nelle spese e senso di appartenenza alla città.


Granillo rimane presidente della Reggina fino al 1977, quando lascia l’incarico al cav. Amedeo Matacena.
Continua, però, il suo impegno in politica, sempre tra le fila della Democrazia Cristiana.
Il 28 novembre del 1980 viene eletto Sindaco di Reggio Calabria, e ricoprirà l’incarico di primo cittadino fino al 22 novembre del 1982. Durante questi due anni da primo cittadino, il sindaco Granillo avrà l’onore di rappresentare la Città di Reggio Calabria in occasione di due eventi importanti: il primo è certamente l’arrivo delle statue dei Bronzi di Riace, nell’estate del 1981, dopo il loro restauro a Firenze e l’esposizione e Roma, con l’inizio della loro esposizione al Museo Archeologico Nazionale; il secondo è la visita del Presidente della Repubblica On. Sandro Pertini, il 2 marzo del 1982.
Granillo è giustamente considerato come uno dei più grandi dirigenti sportivi del Mezzogiorno. Dalla sua poliedrica cultura, unita a qualità umane indiscusse di capacità di relazioni, la sua fama dirigenziale si fece largo anche nei palazzi romani del calcio: nacquero così le grandi amicizie con Artemio Franchi, Giulio Onesti, Franco Carraro e Antonio Matarrese.Tra le sue tante peculiarità, il forte impatto dialettico e, soprattutto, l’aver lasciato ai posteri una grande “lezione di sport”.
Nel 1986 viene nominato Presidente onorario della Reggina di Pino Benedetto, che aprirà un nuovo ciclo appassionante con Nevio Scala in panchina.
Alla Sua morte, lo stadio comunale di Reggio Calabria verrà intitolato alla sua memoria.

In questi ultimi anni il ricordo e lo straordinario esempio di Oreste Granillo sono tenuti vivi dal meraviglioso impegno che la figlia Maria Stella, con immenso amore, profonde nell’organizzazione del Premio Sportivo Internazionale a Lui intitolato, giunto alla settima edizione nello scorso settembre 2025. Il prestigioso premio è stato assegnato, negli anni, a campioni quali – tra gli altri – Gianluigi Buffon, campione del mondo 2006; dirigenti come Gianni Infantino, presidente FIFA; giornalisti come Italo Cucci.





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