La Reggina compie la nona missione consecutiva! Vincere in casa della Gelbison non sarebbe stato facile per una serie di motivi, primo fra tutti le dimensioni del terreno di gioco. E poi mettiamoci anche l’intelaiatura della squadra di casa che annovera “gente” come Kosovan, Liurni, Scognamiglio, Castro, Langella, Viscomi, Semeraro, Ferreira, per citarne alcuni. E per ultimo l’avvedutezza e la bravura di Mister Agovino che ha saputo disporre i suoi in modo da non far giocare l’avversario sicuramente più tecnico.

La tattica di Mister Agovino

Quella tra i rossoblù di casa e gli amaranto è stata una partita maschia, combattuta e sofferta come se ne vedono tante nel Girone I della Serie D il cui livello tecnico – a detta di qualcuno – è considerato scadente. La giornata di ieri ha invece consegnato una prova di spessore sia da una parte che dall’altra con gesti tecnici di gran qualità malgrado le condizioni del terreno non lo consentissero. E questo mette in maggior risalto il successo amaranto. Il tecnico avversario, che non è un semplice allenatore ma un vero e proprio “istruttore di calcio”, è riuscito a bloccare le fonti del gioco avversario praticando un pressing altissimo ed asfissiante, un sistematico raddoppio sul portatore di palla e a “costruire” un blocco difensivo mobile e attento con l’obiettivo – riuscitissimo – di far trovare quasi sempre in fuori gioco l’attaccante fruitore delle verticalizzazioni. Agovino è stato inoltre capace a tenere cortissima la sua compagine creando più di qualche difficoltà alla manovra avversaria in un centrocampo affollatissimo dove il “ragionamento” è stato impossibile. Altro accorgimento della panchina rossoblù è stato quello di tamponare quanto più possibile le catene laterali e la forza propulsiva di Palumbo e Edera sul quale è stata imposta una doppia marcatura fissa.

La svolta della panchina

Nonostante la bravura e la sagacia, il tecnico rossoblù ha perso la partita nel momento in cui ha “pensato” di accontentarsi del nulla di fatto sostituendo Chironi (centrocampista prettamente offensivo) per un mediano come Uliano ed un mobilissimo Liurni con il centrocampista difensivo Francesco Russo. Il tecnico amaranto ha risposto con una abilissima mossa togliendo dal campo Palumbo e Laaribi per Macrì e Sartore così da avanzare notevolmente il baricentro della propria squadra. E la vittoria è divenuta cosa fatta anche se giunta su rigore.

Il marchio di fabbrica

Quello che ha maggiormente impressionato è stata la pazienza nell’aspettare il primo errore dell’avversario ed il cinismo col quale ha colpito in modo categorico e definitivo. Questo, d’altronde, è il marchio di fabbrica della Reggina targata Alfio Torrisi. Nonostante fosse a casa febbricitante, il tecnico amaranto ha saputo dare il suo imprinting vincente sulla gara. E domenica prossima si prospetta una gara intensissima col Savoia in un Granillo pieno di entusiasmo

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

In primo piano

Scopri di più da Albamaranto

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere