Nona vittoria consecutiva, sofferta, voluta e conquistata con il carattere. La Reggina espugna il campo della Gelbison al termine di una gara dura, bloccata e tatticamente complessa, risolta solo nel finale grazie al rigore trasformato da Nino Barillà.

Gli amaranto non brillano, soprattutto nel primo tempo, ma dimostrano ancora una volta di saper vincere anche quando il gioco non decolla, qualità fondamentale per chi ambisce a restare in alto.

Primo tempo: Gelbison organizzata, Reggina imbrigliata

La prima frazione è complicata per la squadra di Sorci. La Gelbison, ben messa in campo da Agovino, chiude tutte le linee di passaggio e costringe la Reggina a un possesso palla sterile. La supremazia territoriale non si traduce in vere occasioni, mentre sono i padroni di casa a rendersi più pericolosi.

Decisivo Lagonigro, che al 31’ salva sotto la traversa e al 33’ è protagonista insieme ad Adejo nell’azione che nega il gol a Liurni. La Reggina ci prova con Laaribi, Palumbo e Fofana, ma senza trovare il guizzo giusto. Si va al riposo sullo 0-0, con la sensazione che serva ben altro ritmo.

Secondo tempo: più intensità, poi il colpo decisivo

Nella ripresa la Reggina alza i giri del motore, pur senza riuscire a scardinare subito la compatta difesa rossoblù. L’occasione più grande arriva al 62’, quando Ferraro, servito splendidamente da Sartore, si fa ipnotizzare da Corriere.

I cambi danno nuova linfa: Macrì, Sartore e poi Guida aumentano la pressione offensiva. Proprio Guida all’86’ spreca un potenziale assist decisivo, ma è il preludio al momento chiave. All’87’ l’arbitro Costa assegna il rigore agli amaranto per un chiaro tocco di mano in area di rigore.

Dal dischetto si presenta Barillà, entrato da pochi minuti: esecuzione perfetta, freddezza assoluta e 0-1 al minuto 89. Nei sei minuti di recupero la Reggina gestisce con maturità e porta a casa tre punti di enorme peso specifico.

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